03/03/2026
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ripubblicato per gentile concessione
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Testo: Eleanor Scholes
Tutto quel luccichio e quell'oro
La Milan Fashion Week è diventata un fenomeno che si estende oltre i confini della città. Gli stylist cercano location alternative che respirino lo spirito del glamour italiano: il Lago di Como è particolarmente richiesto. Diverse sfilate della settimana della moda appena conclusa si sono svolte a Villa Erba, un’icona di Como e antica dimora del regista Luchino Visconti.
Nella villa neorinascimentale, le modelle sono scese lungo la grande scalinata sul red carpet. Una sfilata era dedicata agli abiti da sera, che scintillavano di paillettes e ricami floreali.
La seconda sfilata era dedicata agli abiti da sposa: il bianco, simbolo di giovinezza e purezza, prendeva forma in silhouette aderenti. Corsetti, pizzi e tulle enfatizzavano la grazia femminile.
L’atmosfera di ricchezza, giovinezza e raffinatezza sembrava insinuarsi anche nei vini stappati in quella settimana. Come per un tacito accordo, le bottiglie erano vestite di etichette nere e oro.
L'Amarone è il vino del lusso: se tradotto nel linguaggio dell’alta moda, sarebbe un sontuoso abito da sera. L’Amarone della Valpolicella 2011 di Bottega esprimeva l’opulenza attesa, attraverso note di aronia. Foglie di tabacco, menta, liquirizia e rovere rosso aggiungevano un’aura di mistero e persino di esotismo.
Il bianco toscano di Pitigliano, d'altra parte, affascinava per la sua giovinezza. Anche dopo 12 anni, il Bianco di Pitigliano Superiore Oroluna 2014 di Tenuta Roccaccia era cambiato poco. Un’acidità vibrante suggellava la giovinezza del blend di Trebbiano Toscano, Vermentino, Chardonnay e Sauvignon Blanc. Mentre erano emersi accenni di marzapane e lillà, le note originarie di pesca, pompelmo, mandarino e melissa rimanevano intatte. Il palato succoso e minerale era al tempo stesso fresco e complesso.
Se l’Amarone era avvolto nei ricami e nel velluto dell’abito da sera, il Bianco di Pitigliano diventava uno strascico nuziale - incarnazione di giovinezza e purezza fugaci. In ogni calice, le emozioni vissute durante le sfilate trovavano un’eco perfetta.