26/08/2026
Un racconto di cantiere prima del rientro dalle vacanze.
Un saggio stratigrafico è una piccola indagine che permette di scoprire cosa si nasconde sotto gli strati di pittura accumulati nel tempo: antiche decorazioni murali, affreschi, colori e segni che per decenni sono rimasti invisibili.
In passato gli affreschi venivano spesso coperti per i motivi più diversi: cambiavano i gusti, le decorazioni venivano considerate fuori moda, si preferivano ambienti più semplici o, talvolta, si voleva semplicemente dare alla stanza un aspetto nuovo senza affrontare il costo di una rimozione.
E ogni volta che, strato dopo strato, riaffiora qualcosa che nessuno vedeva da decenni, l'emozione è sempre forte. Anche quando si tratta di qualcosa di molto più semplice di un affresco.
In questo caso, la Soprintendenza aveva chiesto di verificare che su una parete destinata alla demolizione, durante la ristrutturazione di un edificio storico a Pisa, non fossero presenti pitture di interesse storico o artistico.
I primi saggi non avevano restituito nulla di interessante.
Poi, all'improvviso, del ROSSO!.
Un colore steso a pennello su un fondo originale ocra a calce. Il primo pensiero è stato quello di una decorazione realizzata con lo stencil, molto diffusa soprattutto tra gli anni venti e quaranta del Novecento. Ma qualcosa non tornava: mancava quella regolarità, quella modularità tipica delle decorazioni a mascherina.
Così abbiamo allargato il saggio. Sempre un po' di più. Con sempre maggiore curiosità.
Ed è comparsa una scritta.
Forse una formula chimica?
UA = P
A quel punto non potevamo più fermarci. Ormai quella parete doveva raccontarci cosa nascondeva, anche a costo di perdere l'intera giornata.
Dopo ore di paziente rimozione meccanica dello scialbo, è finalmente apparsa la scritta completa, eseguita a pennello:
LOTTA CONTINUA = P.C.I.
La Soprintendenza ritenne che non avesse un particolare valore storico o artistico.
Nella foto: saggio stratigrafico.