14/07/2026
Il mare di Napoli si prepara a diventare una nuova galleria d’arte, questa volta completamente sommersa. Al largo di Castel dell’Ovo prende forma “Demersa Parthenope”, il primo museo subacqueo della città partenopea: un progetto innovativo che porterà oltre dieci sculture in bronzo e alluminio sul fondale marino, tra i 28 e i 35 metri di profondità.
L’iniziativa nasce dall’idea dell’artista Domenico Sepe e punta a creare un percorso artistico immerso completamente nell’ambiente naturale. Non una semplice esposizione, ma un’opera destinata a trasformarsi nel tempo grazie al continuo dialogo tra arte e natura.
La particolarità di “Demersa Parthenope” è proprio nella sua capacità di evolvere. Il mare non sarà soltanto il luogo che ospita le sculture, ma diventerà un elemento attivo nella loro trasformazione. Acqua, sale, correnti marine e organismi presenti sui fondali contribuiranno lentamente a modificare le superfici delle opere, creando nuove forme e nuove stratificazioni.
Ogni scultura vivrà quindi una doppia realizzazione: la prima attraverso il lavoro dell’artista, la seconda grazie all’intervento imprevedibile della natura. Il tempo e l’ambiente marino diventeranno così parte integrante del processo creativo, rendendo ogni opera unica e in continua evoluzione.
Al centro del progetto c’è la figura di Parthenope, simbolo delle origini mitologiche di Napoli. Domenico Sepe la interpreta in una chiave contemporanea, superando le rappresentazioni tradizionali e creando forme capaci di unire elemento umano e dimensione simbolica.
“Demersa Parthenope” non sarà però un museo riservato soltanto ai subacquei. L’esperienza potrà essere vissuta attraverso immersioni guidate, ma anche grazie all’utilizzo di veicoli ROV, strumenti telecomandati in grado di trasmettere immagini in diretta dal fondale marino.
Sono previsti inoltre percorsi virtuali dedicati a scuole, musei e istituzioni, con l’obiettivo di rendere il progetto accessibile a un pubblico più ampio e avvicinare sempre più persone al rapporto tra arte e ambiente.
Realizzato in collaborazione con Megaride Cantine Sommerse, il progetto rappresenta un nuovo modo di concepire il legame tra cultura, territorio e natura. Napoli aggiunge così un nuovo elemento alla propria identità artistica, trasformando il suo mare in uno spazio creativo capace di raccontare la città attraverso il tempo e le trasformazioni del mondo naturale.