13/12/2012
17 Gennaio: S. Antonio Abate
La riccorrenza è di esclusivo carattere sacro e si sta perdendo ormai tra le nuove generazioni. La sera prima della festa, le donne immergevano in acqua dei granelli di frumento per preparare la cosiddetta "cuccìa", una "pietanza" che nasceva come dolce per poi diventare una vera e propria minestra. il giorno seguente infatti i granelli venivano bolliti e conditi con zucchero o vino cotto e al prodotto così ottenuo si aggiungevano legumi vari, come fagioli, ceci, fave, e a volte anche castagne.
19 Marzo: San Giuseppe
La tradizione vuole che, nel giorno di San Giuseppe, la serata portopalese sia riscaldata e rischiarata dalle cossiddette "vampanigghie", alte cataste di legna alle quali viene dato fuoco una volta sopraggiunta l'oscurità della notte. Sulle braci ardenti poi si arrostiscono carne e pesce. Anticamente venivano raccolti i carboni ardenti (il cosiddetto "luci i San Giuseppi") per riscaldare gli ambienti domestici. La tradizione delle "vampanigghie" affonda le sue radici nel secolo scorso, nel periodo anteguerra. In quei tempi i contadini accatastavano fasci di frasche davanti alla chiesa di San Gaetano, per poi dare loro fuoco intorno alla mezzanotte. Col tempo, al posto di una unica grande pira, quasi ogni quartiere realizzava la propria "vampanigghia" nel proprio rione.
La Settimana Santa
Le tradizioni riguardanti la Pasqua portopalese sono veramente uniche in tutta la Sicilia. Il Venerdì Santo, dopo la Processione che ripercorre le tappe della Via Crucis, un gruppo di cantori intona il "Lamento", cioè la storia della Crocifissione cantata e recitata rigorosamente in dialetto siciliano. La Domenica di Pasqua, a mezzoggiorno in punto, c'è " A Paci" ("La Pace"), che rappresenta l'incontro tra il Cristo Risorto e La Madonna. Molti anni fa il Venerdì Santo era sicuramente molto più sentito dal popolo. C'era infatti la totale immedesimazione nel lutto per la morte del Signore, proprio come se a morire fosse stato un parente. Sempre nell'ambito della ricorrenza del Venerdì Santo, circa quindici giorni prima, nelle varie abitazioni si preparava con cura "u laurieddu", una composizione di piantine ottenute da chicchi di frumento e legumi vari messi in un piatto con poca acqua. "U Laurieddu" veniva poi conservato in ambienti bui e scuri e innaffiato di tanto in tanto per fargli raggiungere un'altezza di 20 o 30 cm. Infine, la mattina del Giovedì Santo, si consegnava al prete che lo disponeva intorno all'altare.
Il Corpus Domini
In occasione di questa ricorrenza religiosa, i balconi e le finestre del paese di Portopalo venivano adornati con coperte da letto, tovaglie e vasi con fiori: il tutto fungeva da cornice perfetta a piccoli e improvvisati altarini attorniati da immagini sacre. La processione che si snodava per le vie del paese si soffermava poi davanti a tali altarini benedicendo l'abitazione che li aveva esposti.
L'Ascensione del Signore
La sera precedente l'Ascensione del Signore si collocavano bacinelle piene d'acqua, sulla quale galleggiavano di petali di rose, sui davanzali delle finestre che davano sulla via o sul giardino, perché un'antica credenza popolare voleva che il Signore, prima di salire in cielo, la benedicesse. Il giorno dopo ci si lavava il viso con l'acqua impregnata del delicato profumo delle rose.
7 Agosto: San Gaetano, Patrono di Portopalo
San Gaetano, Santo Patrono di Portopalo di capo Passero, viene festeggiato con manifestazioni sia religiose (messa, processione, etc...) sia laiche (regata di barche, cuccagna a mare, rottura dei pignatelli, etc...). L'entrata del Statua del Santo in chiesa, al termine della processione, viene salutata con spettacolari giochi pirotecnici.
2 Novembre
Il 2 Novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti, è molto più sentito rispetto al giorno festivo vero e proprio di Ognissanti. Il 2 Novembre ha da sempre rappresentato per i bambini un giorno di festa perché, per tradizione, nel giorno dei "murticieddi" (cioè i morti detti con tono vezzeggiativo) essi ricevono regali di ogni tipo dai parenti. Per il resto, anche a Portopalo c'è la tradizione, molto più rispettata negli anni passati, di passare questa giornata al Cimitero, accanto alla tomba dei propri cari.
11 Novembre: San Martino
San Martino a Portopalo di Capo Passero viene salutato con l'assaggio del vino nuovo e mangiando "crispelle", sorta di frittelle di farina impastata con acqua, cui si può anche aggiungere uva passa, preparate anticamente nella "maidda", un largo tavolone incavato dove di solito si impastava il pane di casa. La pasta ottenuta viene separata con una forchetta o un cucchiaio per ricavarne piccole p***e, che vengono poste nella padella spalmata d'olio. Le "crispelle" possono essere fatte pure con l'aggiunta di farina di patate, che le rende più morbide, o anche col latte. Mescolate con zucchero o vino cotto, sono veramente squisite.
8 Dicembre: Immacolata Concezione
Il giorno dell'Immacolata ha un sapore diverso a Portopalo di Capo Passero. Nel pomeriggio, dopo la Santa Messa e la processione per le vie del paese, c'è la tradizionale "Vinnita re Cudduri": si tratta di un'asta popolare dove vengono messi in vendita i doni offerti dai devoti all'Immacolata per poi devolvere il ricavato in opere di beneficenza. L'asta prende il nome di "Vinnita re Cudduri" (Vendita delle Collurre) dall'oggetto della vendita stessa, cioè la Cuddura, una specie di dolce molto duro composto da zucchero, confetti e "giugiulena" (sesamo) e preparato proprio dalle stesse persone che ne fanno donazione. Fino a qualche anno fa durante l'asta si vendevano solo Cuddure, ma adesso si vende un po' di tutto: quadri ad uncinetto, dipinti, cassette di pesce, confezioni natalizie, torte e altro ancora.