26/05/2026
😪 Con un pullman che parte si conclude anche questa mia terza esperienza Erasmus. (Nei commenti l'articolo completo)
Ai miei tempi si chiamava “gemellaggio” e ricordo ancora quanto fossi felice, ma anche intimorita e un po’ a disagio, prima nell’accogliere una ragazza francese a casa mia (dei miei) e poi nel ricambiare partendo in treno: 18 ore di viaggio per raggiungere Pontarlier, un paese quasi al confine tra Francia e Svizzera. Altro che i voli di poche ore di oggi! 😜
Fu un vero scambio culturale, fatto di emozioni, amicizie, condivisione, ma anche di qualche lacrima: prima per la nostalgia di casa (e del fidanzatino 😅), poi per lasciare quelle amicizie.
Questa, invece, è la mia seconda esperienza da genitore.
La prima l’ho vissuta con mia figlia Kyara, che partecipò a uno scambio con una ragazza sp****la, Sara: un mese lei qui da noi e un mese Kyara a Madrid.
E ora con il mio terzo figlio, Mirko… progetto Erasmus concluso stamattina con la partenza di Natèo da Lille, in Francia, su quel pullman in foto.
Ogni pullman che parte lascia sempre qualcosa: nuove amicizie, nuovi ricordi e un piccolo pezzo di mondo in più dentro di noi. 😊
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In foto, oltre al pullman:
* l’articolo del giornale che parla di questa nostra avventura;
* la loro giornata a Polignano, per dei ragazzi che, se vogliono vedere il mare, devono raggiungere quello più vicino al nord della Francia, a più di un’ora di strada;
* una panchina che ho trovato tra le viuzze di Alberobello, con una frase che ho fotografato e mandato a mio figlio Mirko, che non ha voluto accompagnare il suo amico Natèo in giro per Alberobello.
“SE PENSI CHE L’AVVENTURA SIA PERICOLOSA, PROVA LA ROUTINE: È LETALE.