04/07/2025
UN MEDITERRANEO ECCEZIONALMENTE CALDO, OLTRE OGNI IMMAGINAZIONE.
Il Mar Mediterraneo si trova in uno stato termico eccezionale. La sua temperatura sta definendo infatti una condizione che non si è mai presentata da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1982 e che, come abbiamo già descritto in un recente articolo pubblicato lo scorso 12 giugno, alimenta di continuo una lunga e intensa onda di calore marina che ormai dura quasi senza sosta almeno dall’inizio dell’anno in rapporto, ovviamente, alla climatologia di riferimento. È il settore centro-occidentale del bacino, di cui fanno parte i mari italiani, a sperimentare da molti giorni le temperature superficiali dell’acqua più elevate, con i primi picchi a 28 °C che sono stati raggiunti recentemente in ampi tratti del Mar Ligure, del Mare delle Baleari, dell’Adriatico Settentrionale e del Mar Tirreno centro-meridionale: si tratta di temperature che sono generalmente più elevate della media climatica tra i 3 e i 4 °C, ad eccezione del settore compreso tra il Golfo del Leone, il Mar di Corsica e il Mar Ligure dove lo scarto positivo arriva addirittura a 5-6 °C.
È questo un dato aberrante e unico perché, non essendo mai stato registrato in quarantaquattro anni di rilevazioni.
Il problema è che ci troviamo appena all’inizio di luglio e, per via dello sfasamento temporale dovuto all’inerzia termica dell’acqua che impiega più tempo a riscaldarsi rispetto all’aria, la superficie marina si troverà nelle condizioni di assorbire calore ancora per un mese e mezzo circa.
Senza esagerazione alcuna possiamo quindi affermare che, proprio in virtù del fatto che il riscaldamento ha già raggiunto intensità eccezionali e abbiamo ancora di fronte almeno cinque settimane di potenziale accumulo energetico, stiamo percorrendo un terreno mai esplorato prima. Il Mar Mediterraneo sta, in pratica, sperimentando una novità climatica. Se non interverranno fattori meteorologici a rallentare questo processo saremo spettatori di una fase di accumulo energetico che proseguirà partendo da uno stato termico che è già marcatamente anomalo per il periodo e che sarebbe anomalo anche se fossimo già a metà agosto, con il massimo riscaldamento stagionale già raggiunto.
Le conseguenze immediate di questo stato del mare è una inibizione delle brezze marine e quindi il venir meno, lungo le coste, del refrigerio pomeridiano che impedisce alla temperatura dell’aria di non aumentare troppo. In secondo luogo, dobbiamo tenere conto della maggiore evaporazione che umidifica l’aria e che quindi contribuisce ad accentuare il disagio fisiologico per caldo afoso.
Ragionando poi in ottica futura, la nostra attenzione non può che proiettarsi alla prossima stagione perché, come più volte abbiamo ribadito, una superficie del mare più calda contribuisce ad alimentare i fenomeni atmosferici e determina, proprio per il carico energetico che è in grado di fornire, un aumento della probabilità che si possano verificare eventi particolarmente intensi. Quali possono essere le reazioni del sistema stesso se ha a disposizione un carico energetico mai sperimentato prima?
Si sta verificando una situazione eccezionale, che può potenzialmente solo peggiorare e arrivare alla fine dell’estate in uno stato mai visto prima, dalle conseguenze per certi versi ignote.
Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera