B&B Sant'Apollinare

B&B Sant'Apollinare una stanza esclusiva nel centro storico di Ravenna

04/01/2026
04/01/2026
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24/10/2025

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29/08/2025

BUONGIORNO RAVENNA!
Venerdì 29 agosto 2025

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Nella Basilica di San Francesco, al di sotto del presbiterio, si trova una cripta risalente al IX – X secolo d.C., raggiungibile scendendo una doppia rampa di scale. Sotto l’attuale altare, attraverso una piccola finestra ad arco protetta da una balaustra, è possibile godere di una spettacolare vista su un pavimento in mosaico totalmente ricoperto dall’acqua di falda che, a seconda delle piogge e del livello del mare, varia in altezza durante l’anno. Non si tratta tuttavia di acqua di mare, ma di acqua dolce filtrata e lo dimostrano i pesci rossi che vi nuotano a decine tra i colori delle tessere di mosaico. I mosaici che ornano il pavimento risalgono al periodo tardoantico (V secolo d.C.) e furono oggetto di restauro nel 1877. Su di loro sono riportate due epigrafi in mosaico, una in greco e l’altra in latino. La prima, quella in greco (lingua che parlavano Galla Placidia e Pietro Crisologo), tradotta significa: “I servi di Dio Esichio e Gemella hanno offerto alla chiesa un tratto di mosaico pavimentale”. La seconda, invece, in latino ricorda la sepoltura del vescovo Neone (451-459), successore di Pietro Crisologo: “(Is) te locus sancti complectitur (ossa Neonis) (hui)us cana fides altum per saicula (caelum) possidet (et) totos gaudet secura p(er annos)”. Ovvero: “Questo luogo contiene le ossa del santo Neone. Per la sua immacolata fede ha raggiunto il cielo per sempre e per sempre gioisce nella pace”. Di fronte alla finestra di accesso alla cripta è poi collocato un piccolo sarcofago che riporta la scritta “Ossa Neonis”, a ricordo che un tempo qui era stato sepolto Neone, vescovo di Ravenna e committente della primitiva chiesa dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo - www.turismo.ra.it

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09/07/2025

BUONGIORNO RAVENNA!
Mercoledì 9 luglio 2025

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Il Mausoleo di Teodorico è la più celebre costruzione funeraria degli Ostrogoti. Il monumento fu costruito all’esterno della cerchia muraria della città, in una zona occupata da una necropoli. L’impostazione a pianta centrale riprende la tipologia di altri mausolei romani. La struttura, che si articola in due ordini sovrapposti, entrambi decagonali, è interamente costituita in blocchi squadrati di pietra d’Istria. E’ sormontato da un enorme cupola monolite. L’interno dell’ordine inferiore, con pianta a croce greca, aveva probabilmente la funzione di ca****la per lo svolgimento delle liturgie funebri. Al centro dell’aula interna del registro superiore, a pianta circolare, è collocato un labrum, una vasca di porfido che ospitava le spoglie di Teodorico, le quali vennero probabilmente rimosse durante il dominio bizantino. Il mausoleo è inserito, dal 1996, nella lista dei siti italiani patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. In questo monumento, nello spirito della politica inclusiva di Teodorico, si incontrano differenti culture: quella romana, evidente nella parte inferiore della struttura caratterizzata da archi a tutto sesto, e quella barbarica, evidente nella parte superiore e in particolar modo nella calotta monolitica e negli elementi decorativi tipici di quella cultura. Il Mausoleo venne realizzato da maestranze, forse siriane, abili nel lavorare grandi lastre di pietra. Del resto le fonti attestano l’attività dell’architetto Aloisio, di probabili origini siriane, in diversi cantieri promossi da Teodorico - ravennantica.it

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13/02/2025

BUONGIORNO RAVENNA!
Giovedì 13 febbraio 2025

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Il Battistero Neoniano è uno dei monumenti più antichi di Ravenna, nonché parte integrante del circuito cittadino degli edifici paleocristiani dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1996. Fu probabilmente edificato attorno agli inizi del V secolo, dietro iniziativa dell’episcopato di Orso, in concomitanza con l’elevazione di Ravenna a capitale dell’Impero romano d’Occidente. Pochi decenni dopo la sua costruzione, al tempo del vescovo Neone (450 – 475 d.C.) fu oggetto di importanti lavori di restauro che contribuirono al rifacimento della cupola ma soprattutto alla realizzazione della decorazione interna che oggi possiamo ammirare. Tra tutti i battisteri realizzati tra il IV e V secolo nel Mondo antico Occidentale ed Orientale (Antiochia, Costantinopoli, Efeso, Treviri, Milano, Aquileia e Roma), questo edificio si caratterizza per essere il meglio conservato dal punto di vista architettonico e decorativo. È giunto fino a noi pressoché intatto, se si esclude un ribassamento di 3 metri sotto il livello della strada dovuto al fenomeno della subsidenza che riguarda però vari edifici della città - www.turismo.ra.it

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12/02/2025

BUONGIORNO RAVENNA!
Martedì 11 febbraio 2025

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La Tomba di Dante. È qui che all’ombra di una grande quercia fatta piantare da Giosuè Carducci agli inizi del ’900 sorge la sua TOMBA, ultimo luogo di riposo del Sommo Poeta. Costruita tra il 1780 e il 1781 su progetto dell’architetto Camillo Morigia, la cosiddetta “zucarira” (la zuccheriera in dialetto locale) – così come viene amichevolmente soprannominata dai ravennati – si staglia sul fondo di Via Dante Alighieri, protagonista indiscussa della cosiddetta Zona del Silenzio. Sull’architrave di accesso un cartiglio in marmo recita “Dantis Poetae Sepulcrum”, identificando immediatamente il luogo in cui ci troviamo. Nel 1321, quando Dante morì, la sua tomba doveva essere una semplice ca****la, probabilmente un sarcofago, posto all’esterno della Chiesa di San Francesco, fatto realizzare da Guido Novello da Polenta, signore di Ravenna, per rendere omaggio alle spoglie del grande Poeta. Nel 1483 Bernardo Bembo, che governava la città per conto della Repubblica di Venezia, procedette al suo rifacimento, commissionando allo scultore Pietro Lombardo il bassorilievo marmoreo con il ritratto di Dante, che oggi ritroviamo all’interno della Tomba - www.turismo.ra.it

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