23/08/2026
Secondo Casillo, principale importatore di grano estero: “la pasta è buona non perchè è fatta di grano italiano” e secondo lui "i pastai italiani si distinguerebbero da secoli per la capacità di miscelare i migliori grani del mondo". Dire che non c’è un collegamento diretto tra materia prima italiana e saper fare italiano, significa ridurre il grano a una commodity indistinta, intercambiabile, priva di identità. Eppure i consumatori la pensano in modo nettamente diverso da Casillo perchè preferiscono le confezioni di pasta che riportano la dicitura 💯 con grano italiano. Non è un caso se la pasta prodotta con 100% grano italiano ha un valore percepito maggiore e intercetta una domanda crescente di trasparenza, a tal punto da essere un prodotto premium price. Non si tratta di folklore o di sentimentalismo patriottico. Si tratta di una domanda precisa: sapere da dove viene il grano, come è stato prodotto, quale filiera lo ha trasformato e quale livello di affidabilità offre rispetto a produzioni di provenienza mista, spesso indicate con formule vaghe e poco comprensibili come UE/NON UE.