08/08/2025
E' diventato virale, a seguito della pubblicazione sui social e ripreso da alcune testate, il video realizzato in Valle di Rhemes in cui alcuni lupi sono stati ripresi con un drone. L'Ente Parco, tramite il Corpo di Sorveglianza, ha subito verificato che le immagini non fossero state realizzate all'interno dei confini e quindi il sorvolo non autorizzato, ma soprattutto il disturbo alla fauna selvatica, non sono perseguibili direttamente dall'Ente. Fatti come questi purtroppo accadono sempre di più, a causa dello sviluppo dei social e delle testate che riprendono i video rendendoli virali, spesso senza contestualizzare o senza una spiegazione scientifica dei comportamenti. I lupi ripresi sono chiaramente in condizione di stress a causa del drone, indipendentemente quindi dal fatto che il video sia stato fatto fuori Parco invitiamo tutti ad una riflessione su quanto accaduto, perchè il disturbo della fauna non ha confini.
Numerosi studi, condotti negli ultimi anni in ambiente alpino, dimostrano come questi possano causare un notevole disturbo nei confronti della fauna selvatica, poichè causano reazioni di fuga, che comportano un notevole dispendio di energia, con conseguenze potenzialmente negative per quanto riguarda la sopravvivenza e perfino la riproduzione, oltre ad aumentare il rischio di cadute accidentali. Quando si riprende e fotografa un animale, anche non con un drone, dobbiamo sapere che, avvicinandoci troppo, abbiamo un impatto che provoca stress o fuga: è necessario mantenere una giusta distanza, evitare rumori e movimenti che disturbino gli animali, soprattutto durante momenti delicati come nidificazione e alimentazione.
Ricordiamo che il sorvolo di droni nei Parchi Nazionali necessitano sempre di autorizzazione preventiva dall’Ente per il quale, la prima regola, è non interferire con le dinamiche della fauna selvatica. Nel Parco è infatti, di norma, la presenza del Corpo di Sorveglianza in caso di riprese con drone autorizzate.