13/06/2026
UN CAVALLO ZOPPO DEVE DAVVERO RESTARE CHIUSO FERMO IN BOX?
“Il riposo assoluto è sempre la scelta giusta? Per molte articolazioni la risposta potrebbe sorprendere.”
Quando un cavallo manifesta una zoppia o viene diagnosticata una patologia articolare, una delle domande più frequenti è sempre la stessa:
“Deve stare fermo oppure deve camminare?”
La risposta, come spesso accade in medicina veterinaria, non è semplice. Esistono situazioni in cui il riposo è indispensabile, ma esistono anche numerosi casi nei quali il movimento controllato rappresenta una componente fondamentale della terapia (McIlwraith, 2016).
Negli ultimi decenni la ricerca scientifica ha modificato profondamente il modo di interpretare la salute articolare, evidenziando come l’immobilizzazione prolungata possa talvolta risultare più dannosa che benefica.
UNA CARTILAGINE MOLTO PARTICOLARE
La cartilagine articolare è un tessuto straordinario.
A differenza di muscoli, tendini e legamenti, non possiede una propria rete di vasi sanguigni. Ciò significa che non riceve direttamente ossigeno e nutrienti attraverso il sangue (Van Weeren, 2016).
La sua sopravvivenza dipende principalmente dal liquido sinoviale presente all’interno dell’articolazione.
Questo liquido svolge una duplice funzione:
* lubrifica le superfici articolari;
* trasporta nutrienti e sostanze necessarie al metabolismo della cartilagine.
L’EFFETTO “SPUGNA”
Durante il movimento ogni articolazione subisce continui cicli di compressione e decompressione.
Quando il cavallo appoggia l’arto, la cartilagine viene compressa; quando l’arto viene sollevato, la cartilagine si riespande.
Questo fenomeno genera una sorta di effetto spugna che favorisce il ricambio del liquido sinoviale all’interno della matrice cartilaginea (Muir, 2018).
In altre parole, il movimento contribuisce al nutrimento della cartilagine stessa.
È un concetto apparentemente semplice ma di enorme importanza clinica.
COSA SUCCEDE QUANDO L’ARTICOLAZIONE RESTA FERMA TROPPO A LUNGO?
Diversi studi sperimentali hanno dimostrato che l’immobilizzazione prolungata può provocare alterazioni della cartilagine articolare (Kawcak et al., 2000).
Tra gli effetti descritti troviamo:
* riduzione dello spessore cartilagineo;
* diminuzione della sintesi di proteoglicani;
* alterazioni delle proprietà biomeccaniche;
* riduzione della qualità del liquido sinoviale.
In pratica, un’articolazione che non viene utilizzata perde progressivamente efficienza biologica.
Naturalmente ciò non significa che ogni cavallo zoppo debba essere immediatamente rimesso al lavoro.
Significa semplicemente che il movimento fisiologico rappresenta uno stimolo biologico essenziale per la salute articolare.
MOVIMENTO NON SIGNIFICA ALLENAMENTO
Questo è probabilmente l’equivoco più comune.
Quando il veterinario prescrive movimento controllato non sta autorizzando galoppi, lavori veloci o allenamenti intensi.
Spesso si tratta semplicemente di:
* passeggiate al passo;
* utilizzo controllato del paddock;
* programmi di riabilitazione progressiva;
* esercizio a bassa intensità.
L’obiettivo è mantenere attivo il metabolismo articolare senza aumentare il danno tissutale.
OSTEOARTROSI E MOVIMENTO
Nei cavalli affetti da osteoartrosi lieve o moderata il movimento controllato rappresenta frequentemente una parte integrante della gestione terapeutica (Frisbie et al., 2009).
L’esercizio moderato può contribuire a:
* mantenere la mobilità articolare;
* ridurre la rigidità;
* migliorare la qualità del liquido sinoviale;
* preservare il tono muscolare periarticolare.
Al contrario, lunghi periodi di inattività possono favorire rigidità e perdita di funzionalità.
IL RUOLO DELLE TERAPIE MODERNE
Negli ultimi anni la medicina veterinaria ha sviluppato numerose strategie per sostenere la salute articolare:
* acido ialuronico;
* PRP;
* terapie rigenerative;
* cellule mesenchimali;
* farmaci intra-articolari;
* programmi riabilitativi personalizzati.
E L’OZONOTERAPIA ?
Anche l’ozonoterapia sta suscitando crescente interesse come possibile supporto nel controllo dello stress ossidativo e dell’ambiente infiammatorio articolare, soprattutto quando inserita all’interno di un approccio multimodale e associata a una corretta gestione del movimento.
Nessuna terapia, tuttavia, può sostituire completamente il ruolo biologico dell’esercizio adeguatamente dosato.
ACQUA: UNA PALESTRA NATURALE PER LE ARTICOLAZIONI
Quando si parla di movimento terapeutico non bisogna pensare soltanto alle passeggiate al passo.
Anche l’acqua può rappresentare uno straordinario strumento riabilitativo.
Nel cavallo, il lavoro in acqua attraverso treadmill acquatici, piscine o semplicemente camminate in mare sfrutta la spinta idrostatica che riduce il carico sulle articolazioni mantenendo però attiva la muscolatura (Nankervis et al., 2014).
L’acqua oppone inoltre una resistenza uniforme al movimento, favorendo il miglioramento della forza muscolare e della coordinazione senza sottoporre tendini, legamenti e articolazioni agli stessi stress che si verificano sul terreno asciutto.
Diversi studi hanno evidenziato come il lavoro in acqua possa modificare positivamente la biomeccanica del passo, aumentare l’escursione articolare e rappresentare un utile complemento nei programmi di recupero ortopedico e sportivo (King et al., 2013; Nankervis et al., 2014).
Naturalmente anche in questo caso il principio rimane lo stesso: la quantità di lavoro deve essere adattata al singolo cavallo e alla patologia presente.
L’acqua non sostituisce una diagnosi corretta, ma può diventare un prezioso alleato nel percorso di recupero.
CONCLUSIONI
L’articolazione non è una struttura progettata per l’immobilità.
Al contrario, è un organo che vive grazie al movimento.
La vera sfida del veterinario non consiste nel decidere se il cavallo debba muoversi o stare fermo, ma nel trovare il giusto equilibrio tra protezione dei tessuti lesionati e mantenimento della fisiologia articolare.
Perché, molto spesso, il movimento non rappresenta il problema.
Può essere una parte importante della soluzione.
DR ETTORE BALLARDINI DVM
BIBLIOGRAFIA
* McIlwraith CW. Joint Disease in the Horse. Elsevier, 2016.
* Ross MW, Dyson SJ. Diagnosis and Management of Lameness in the Horse. Elsevier, 2011.
* Van Weeren PR. Equine Osteoarthritis. Equine Veterinary Journal, 2016.
* Kawcak CE et al. Effects of Immobilization and Exercise on Articular Cartilage. American Journal of Veterinary Research, 2000.
* Frisbie DD et al. Exercise and Joint Health in Horses. Equine Veterinary Journal, 2009.
* Muir P. Advances in Joint Biology and Rehabilitation. Wiley Blackwell, 2018.
* Nankervis KJ, Finney P. The Equine Water Treadmill: Theory and Application. Equine Veterinary Education, 2014.
* King MR, Haussler KK, Kawcak CE et al. Biomechanical Effects of Water Treadmill Exercise on Horses. Equine Veterinary Journal, 2013.
* Tranquille CA, Walker VA, Hernlund E et al. The Use of Water-Based Exercise in Equine Rehabilitation. Veterinary Clinics of North America: Equine Practice, 2018.