24/06/2026
Accadde oggi: il 23 giugno 1912 ricorre l’anniversario della nascita di Alan Turing, uno degli scienziati più straordinari del Novecento e universalmente riconosciuto come il padre dell'informatica moderna e il pioniere dell'intelligenza artificiale.
Fin da ragazzo mostrò un talento fuori dal comune per la matematica e la logica, materie che lo portarono a concepire una delle sue invenzioni teoriche più rivoluzionarie: la "Macchina di Turing". Questo modello matematico astratto, ideato negli anni Trenta, non era un computer fisico, ma un sistema logico capace di eseguire calcoli seguendo un set di istruzioni. Con questa intuizione, Turing dimostrò che una singola macchina avrebbe potuto compiere qualsiasi tipo di calcolo programmabile, gettando di fatto le basi concettuali e il codice genetico del software e dei computer che utilizziamo ogni giorno.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Turing lavorò in segreto per il governo britannico a Bletchley Park per decifrare i codici della macchina nazista Enigma, ritenuta inviolabile. Capendo che la mente umana non poteva calcolare i milioni di combinazioni giornaliere, sviluppò "The Bombe", una macchina elettromeccanica capace di decodificare rapidamente i messaggi nemici: questo successo permise agli Alleati di anticipare le mosse dei nazisti, accorciando la guerra di anni e salvando milioni di vite.
Terminata la guerra, Turing continuò a spingersi oltre i confini della scienza dell'epoca, rivolgendo il suo interesse alle potenzialità dei calcolatori e ponendosi una domanda allora impensabile: le macchine possono pensare? Per rispondere, nel 1950 ideò il celebre "Test di Turing". Tale esperimento prevedeva che un esaminatore dialogasse alla cieca con un uomo e con un computer: se non riusciva a distinguere la macchina dall'essere umano, il test era superato, stabilendo un criterio di intelligenza artificiale tuttora dibattuto.
Nonostante questi immensi contributi alla scienza e alla salvezza del suo Paese, la vita di Turing andò incontro a un epilogo tragico e ingiusto a causa dell'oscurantismo della società dell'epoca. Nel 1952, all'apice della sua carriera, venne arrestato e processato per omosessualità, che all'epoca era considerata un grave reato nel Regno Unito. Per evitare il carcere fu costretto a scegliere la castrazione chimica, un trattamento terapeutico umiliante a base di estrogeni che devastò il suo corpo e la sua mente. Emarginato dai progetti di ricerca governativi e privato del nulla osta di sicurezza, Turing visse i suoi ultimi anni in solitudine, fino al 7 giugno 1954, quando venne trovato morto nel suo letto a soli 41 anni per un avvelenamento da cianuro. Sebbene l'autopsia abbia accertato l'avvelenamento da cianuro, la dinamica della sua morte non è mai stata chiarita del tutto: il verdetto ufficiale dell'epoca parla di suicidio, ma per molti storici moderni rimane il forte dubbio che si sia trattato di un tragico incidente domestico. Questo fu l’ultimo capitolo dell'esistenza di un uomo a cui l'umanità deve gran parte della sua evoluzione tecnologica.