03/08/2023
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Berlusconi Silvio? Amarcord
anna tonelli RIMINI - A Miramare, si narra, conobbe il suo primo amore. Una bella ragazza, lontana parente di Sergio Zavoli, che fece perdere la testa a quel giovane che faceva l' animatore all' "Arlecchino", a metà strada fra una balera e un dancing alla fine degli anni ' 50. "Che ragazze, a Rimini, allora!!", conferma anche lui, Silvio Berlusconi. "Era facile innamorarsi", si lascia andare con il sorriso sulle labbra. Il Cavaliere torna sul luogo dei primi successi. Invitato al Meeting per parlare oggi all' Auditorium di politica e libertà (mai titolo fu più congeniale al leader del Polo delle libertà), Berlusconi ha anticipato di un giorno la sua presenza in riva all' Adriatico. E' atterrato ieri pomeriggio all' aereoporto di Miramare, poi si è rinchiuso nelle sale del Grand Hotel per incontrare fedelissimi di partito e amici. Una breve siesta alla camera 216, la stessa che aveva occupato la notte precedente Giulio Andreotti che proprio da Rimini gli ha lanciato l' invito per formare il grande Centro. "Continui così", l' ha accolto una signora all' ingresso del cinque stelle. Berlusconi ha ringraziato, poi si è appartato nel corridoio con Francesco Storace, anche lui ospite del Meeting. Nel tardo pomeriggio il Cavaliere non ha rinunciato al primo bagno di folla in Fiera, dove oggi regalerà copie del suo libro che ieri era improvvisamente sparito dalla libreria interna del Meeting. Per la cena, sempre al Grand Hotel, ha chiesto espressamente un menù romagnolo, tagliatelle e piadina. L' arrivo di Berlusconi a Rimini fa scattare l' immediato, fatale amarcord. Il giovane Silvio, non ancora ventenne, scendeva da Milano nella riviera che celebrava il boom economico e la vacanza di massa. Senza troppi soldi in tasca, alloggiava alla pensione "Impero" di Miramare, un nome che evoca un' aspirazione poi riuscita. La vita da spiaggia stava stretta però al futuro cavaliere. A quel ragazzo dal sorriso accattivante piaceva cantare, intrattenere il pubblico. In riviera le opportunità non mancano. I locali, i dancing, le balere si rincorrono ogni cento metri. Ce n' è anche uno, a due passi dall' albergo. E lì, all' "Arlecchino", il futuro leader politico prova le doti da intrattenitore. Canta, ma soprattutto coinvolge il pubblico in giochi e cabaret. "Aveva stoffa conferma Ugo Ugolini, allora gestore del locale , andava fortissimo soprattutto alla serata del dilettante". E via di ricordi. C' è Tonino Para, un altro dei frequentatori della balera, che rammenta il gioco dello spago: "Berlusconi era bravissimo ad animare le serate chiamando 4 coppie che dovevano far passare sotto i vestiti una corda con un cucchiaino attaccato al bordo: ci divertivamo moltissimo perchè questo era il modo per far alzare le gonne e vedere le gambe alle donne". E giù risate, con il pensiero ora all' uomo di successo, proprietario di televisioni e di un impero economico. Dopo i primi successi come animatore, Berlusconi prosegue la sua "carriera" seguendo la primitiva passione: la canzone. Canzone d' autore, però. Brani soprattutto francesi, Gilbert Becaud ed Edith Piaf. Il suo pezzo forte? "Le foglie morte", un motivo che cantava spesso, soprattutto al "Caffè Concerto Sombrero", all' ombra del Grand Hotel. Ieri, affacciandosi dalla sua stanza, poteva vedere solo le ceneri di quel locale, poi diventato Caffè delle Rose, e ora demolito, in attesa di farci dentro un mega centro commerciale e residenziale. Nemesi della storia, che cancella memorie e pezzi di vita balneare. Cantava al Sombrero, Berlusconi, ma anche all' "Embassy", altro locale mitico della riviera anni Sessanta, dove si esibivano pure Fred Buscaglione e la prima Mina. "Silvio era un commerciante nato rammenta Elio Tosi, che faceva allora il direttore del Sombrero e ora gestisce il ristorante dell' Embassy . Veniva qua per cantare, poi però riusciva a vendere gli smoking agli orchestrali e le camicie ai camerieri: il fiuto dell' affarista si vedeva già da allora". In quegli anni il dilettante Silvio si faceva accompagnare al pianoforte da Fedele Confalonieri, conosciuto nelle aule dei Salesiani. Con lui, futuro presidente di Mediaset, Berlusconi aveva formato un gruppo che suonava e cantava motivi diversi, dal cha cha cha a Fred Buscaglione, da Charles Trenet al jazz, dai classici di Bruno Martino ai brani francesi. "Abbiamo cominciato a suonare nelle balere ha recentemente ricordato Confalonieri , con un complessino di cinque strumenti. Soprattutto canzonette, anche se abbiamo tentato qualche motivo jazz. Silvio aveva una bella voce e ci sapeva fare soprattutto nel repertorio francese. Aveva un solo, imperdonabile difetto. Lasciava spesso la pedana e scendeva a ballare. Relazioni pubbliche, diceva. Un giorno per questo, lo licenziai". Relazioni pubbliche che, nella gran parte dei casi, coincidevano naturalmente con gli approcci con le ragazze. E proprio la sua passione per le donne, in quegli anni, Berlusconi non l' ha mai nascosta. Anzi, l' ha rievocata qualche mese fa, proprio a Rimini, quando è tornato per la campagna elettorale. "Eh sì, di quei tempi ricordo le ragazze, e soprattutto le tecniche di approccio". Eccolo, il Berlusconi seduttore. Ma lui, seduto sulle poltrone del Grand Hotel, subito frena. E' vero, quelli sono gli anni dei vitelloni, della nascita dello stereotipo del "birro" che fa girar la testa alle straniere. "Non era però il mio sport aggiunge Sua Emittenza , io tendevo ad innamorarmi, puntavo ad avere una relazione fissa, anche se per pochi giorni. E così perdevo il giro...". A questa versione morigerata, che piace tanto alle mamme e alle nonne, non credono però i miramaresi che l' hanno conosciuto in quegli anni. "Ci rubava le donne raccontano al ' Bar Sport' che non è quello di Benni ma sembra la riproduzione ideale . Per noi era il milanese, con quel sorriso e quel savoir faire le faceva impazzire tutte. La più bella, la nuova arrivata, si innamorava subito di lui. E più di una volta noi siamo rimasti al palo". Berlusconi non rinnega il suo passato. E quando torna a Rimini, rievoca volentieri gli anni spensierati della gioventù. In occasione della convention della Standa, diversi anni fa, il Cavaliere si è fatto portare a Miramare, nei luoghi dell' infanzia. Ha voluto vedere l' albergo Impero, ed è tornato alla gelateria Nuovo Fiore dove andava di solito a gustare il fiocco di neve, il gelato che prendeva da giovane. Si è fatto fotografare con la proprietaria della gelateria, Giuliana Laghi, lasciando una dedica in ricordo. Meno fortunato è stato nell' aprile di quest' anno, quando doveva approdare al porto di Rimini con la nave elettorale Azzurra. Un mare forza nove ha rovinato la festa, impedendo di ripetere nella realtà la scena dell' arrivo del Rex raccontato nell' Amarcord felliniano. E così il Cavaliere si è dovuto accontentare di atterrare con l' elicottero, accolto da una bionda in costume da bagno che sognava di essere scambiata per la Gradisca del film.
ANNA TONELLI
24 agosto 2000 sez.