LA STORIA DEL VOSTRO HOTEL 🏨
Nel 1945 nasce uno dei protagonisti della storia che vi sto per raccontare: Gilberto (ah… vi svelo subito un segreto, si chiamerebbe Egidio ma lo continueremo a chiamare Gilberto che a lui piace così).
È proprio in questo periodo che la mamma Maria e il babbo Ernesto, al tempo impresario edile, decidono di buttarsi nel mondo del turismo. Erano gli anni dove a Rimini
si iniziava a parlare di accoglienza e ospitalità, dove alcune persone ospitavano i turisti nelle proprie case, gli anni che amiamo definire ‘d’Oro’ grazie alla loro spensieratezza e positività perché tutto era realmente possibile. Ed è proprio in questo periodo che nasce l’idea di costruire una ‘casa’ più grande magari con una ‘cucina’ che possa essere adeguata per fare anche da mangiare per qualche ‘ospite’ in più. IL CONCETTO DI 'CASA' 🏠
Ci tengo a soffermarmi un attimo sul concetto di “CASA“. Ho intervistato la Mente Storica di Gilberto (purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscere Ernesto e Maria) ed ho capito tantissime cose sulla famosa ‘accoglienza romagnola’. Oltre a essere un’attitudine, credetemi, non esagero se la definisco una vera e propria vocazione verso l’accoglienza più vera e sincera. Le storie raccontate sono tutte genuine, lo capisci dagli occhi di chi le racconta, non dalle parole, tutto quello che si faceva per l’ospite era naturale e spontaneo: “aprivi le porte di casa, entravano delle famiglie, gli davi un letto, preparavi da mangiare ed era tutta una festa” – ricorda nostalgico Gilberto. Lo stesso luogo in cui venivano ospitati i primi turisti, famiglie, era la medesima in cui Gilberto e i Genitori Ernesto e Maria abitavano anche d’inverno, naturalmente. Qualche stagione passa, gli ospiti aumentano e il buon Ernesto sta già pensando d'ingrandire questa ‘casa/pensione’ nata appena nel giugno del 1950. Bene, ve lo dico subito!
‘Aurea’ venne scelto da Maria e da alcune amiche: in prima battuta si pensava a Pensione Dorata, poi, dopo qualche modifica e un paio di bicchieri di Sangiovese, qualcuno suggerisce il latino e, quindi, Aurea. Ed ecco a Voi la Pensione Aurea 1.0: 24 camere, 2 bagni in comune situati nei corridoi, cucina con tanto di cuoco e tanta voglia di scoprire questo nuovo mondo dell’ospitalità. STORIA BELLISSIMA QUESTA, NON TROVATE? Io però, che sto facendo questo lavoro solo da qualche anno e non conosco le dinamiche degli ‘Anni d’Oro’, guardo Gilberto e gli chiedo: ‘ma la gente come faceva a prenotare? Mica c’erano le mail, gli smartphone, Facebook…’. La sua risposta è semplice ma non scontata: Ah…facile… Maria – la padrona di casa e mamma di Gilberto – nel periodo di Pasqua stava a sedere fuori in attesa che si fermassero i turisti che la domenica venivano a Miramare per mangiare il pesce fresco (le classiche gite fuori porta al mare dei nostri cari amici Bolognesi e Modenesi)… in più, in quel periodo, Rimini e il suo litorale erano una novità anche per i cugini san marinesi e limitrofi. Erano tempi floridi quelli – ricorda Gilberto con un appunto nostalgico – venivamo da periodi di guerra e avevamo voglia di vivere, di girare, di fare. Stavamo ricostruendo un paese tutti insieme, c’era uno spirito di condivisione e positività enorme! Vien da sè che il successo dell’accoglienza di Ernesto e Maria e l’esplosione del fenomeno ‘Rimini’, portano
loro verso la decisione d'ingrandire la Pensione Aurea: nel 1962 con 40 camere, ben 24 con il bagno privato in camera, nasce l’Albergo Aurea. E ci fermiamo qui? Assolutamente no! Nel 1970 altro passo in avanti: ascensore e bagni in tutte le camere! Eh sì… La nonna Maria non riusciva mica a gestire la complessità di avere camere superior e standard! E se poi gli ospiti lasciavano una recensione negativa?! Ah no, vero, ancora a quei tempi non c’era TripAdvisor!
…ma non per questo non vigeva la regola del ‘trattare l’ospite come vorremmo essere trattati noi’. Passa ancora qualche calda stagione e, nel 1974, succede una cosa bellissima: Gilberto insieme a sua moglie Natalina decidono di portare avanti la tradizione di famiglia e si mettono al timone dell’Albergo Aurea con grande passione e dedizione, proprio come i genitori Ernesto e Maria prima di loro. Nonostante il passaggio del testimone, il denominatore comune è comunque sempre quello di considerare l’Albergo come una “casa”. – Pensate, i genitori di Gilberto resteranno a vivere fisicamente nell’albergo sia d’estate che d’inverno, fino a circa il 1978. RIPRENDIAMO DA GILBERTO E NATALINA 🙋 🙋♀️
Erano gli anni settanta, quelli del boom turistico dove la riviera era assalita da tantissimi turisti e anno dopo anno si sta definendo lo ‘zoccolo d’uro’ (n.d.r.) di affezionati all’Aurea i quali, ancora oggi, ricordano quei tempi raccontando storie sulle feste, tornei, e aneddoti vari sulle serate vissute insieme nella veranda dell’Hotel…
In fondo come dicevo, è sempre stato così… una “grande casa”. Prima di lasciare gli anni ‘70 e addentrarci negli ‘80 c’è una data da menzionare: il luglio del 1975 nasce la figlia di Gilberto e Natalina, ‘la’ Giorgia! Da quel giorno in poi ogni suo compleanno diventa un ottimo pretesto per far festa! Gli anni passano, l’Hotel continua nel suo percorso evolutivo e di crescita, nel 1983 l’albergo Aurea si trova in un progetto di ristrutturazione e ingrandimento della struttura molto importante: ampliamento del numero di camere a 45 e rinnovo della hall, sala TV e sala ristorante. Da questo giorno in poi l’immagine dell’albergo Aurea non è più la stessa… siamo sulla strada verso la nascita vera e propria dell’Hotel Aurea, che si definisce ancora di più nel 1993 quando viene rifatto tutta la parte esterna, balconi e la chiusura della veranda… Ora le feste le facciamo anche quando piove! Oh, non cresce solo l’Aurea eh! Miramare sta diventando un punto di riferimento per il turismo balneare italiano e nel nostro piccolo si consolida sempre maggiormente il rapporto di fratellanza con gli amici dei Bagni Ricci… – che conoscete benissimo anche voi, non hanno bisogno di presentazioni!
…e cresce anche ‘la’ Giorgina…
Eh eh… sapete già come andranno le cose, ma voglio raccontarvi la mia versione dei fatti…
Un baldo giovane, riminese doc appassionato di pallacanestro di nome Davide comincia a farle il filo e, dopo qualche tentativo di approccio estivo, il 6 novembre 2001 riesce a strapparle un’uscita in solitaria. Appena un anno dopo i festeggiamenti dei 50 anni della gestione dell’albergo Aurea della fam. Devo dire la verità, nonostante facessi il rappresentante di piastrelle per pavimenti a me l’albergatore mi ha sempre affascinato. Poter stare a contatto con le persone, conoscere le loro storie e raccontare loro le mie è una cosa che mi riempie la vita…
Così, durante le pause dal mio lavoro mi fiondo in hotel e, oltre a mangiare, mi metto a dare una mano al bar, a portare acqua e vino in sala e a fare un po’ il jolly solo per il gusto d'imparare un nuovo ‘mestiere’. Sono gli anni del cambiamento telematico ma mi trovo a mio agio in tutto, subito. Mi sentivo come se fossi sempre stato lì, mi sentivo a casa! Grosso del merito va riconosciuto a Gilberto e Natalina che hanno fatto con me proprio come hanno sempre fatto con i propri clienti: far sentire le persone a ‘casa’. GLI ANNI DELLA SVOLTA! ✌️
Così nel 2009 decido di dare una svolta alla mia vita.
– Anzi un’altra svolta… la prima nel 2003 quando chiesi a Giorgia di sposarmi e lei… accettò!!! Lascio il mio lavoro e mi butto totalmente nella gestione dell’Hotel. Seguivo passo a passo Gilberto che è stato bravissimo a passarmi tutte le sue conoscenze (a parte il tedesco) e qualche anno dopo Giorgia e io decidiamo di diventare la terza generazione di albergatori dediti a tenere alto il nome dell’Aurea… Prima come pensione, poi come albergo e oggi come hotel. Cominciamo nel 2013 a ripensare via via tutta la struttura, il primo piano, la hall e la sala ristorante; poi il secondo piano e (oggi) cominciamo con la ricostruzione del terzo. I cambiamenti della struttura sono evidenti, radicali a tratti, ma quello che resta sempre è il concetto di “grande casa”. Questo non lo vorremmo mai perdere perché è ‘Tradizione’. Idealmente siamo come sempre lì ad accogliervi ancora come faceva la Maria: sulla sedia, fuori dall’entrata principale.
…a Ernesto e Maria che con tantissimi sacrifici hanno costruito un pezzo alla volta la vostra “grande casa”. ❤️