Affitti Brevi Rimini

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📈 Hai notato quanto stanno salendo gli affitti a Rimini?Roba da pazzi… eppure molti proprietari non stanno approfittando...
23/05/2026

📈 Hai notato quanto stanno salendo gli affitti a Rimini?

Roba da pazzi… eppure molti proprietari non stanno approfittando di questo momento d’oro.

🏠 Se hai un appartamento di proprietà, è il momento di dire addio al contratto 4+4:
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Grazie ad Andrea Polazzi e newsrimini.it per l’intervista 🏠  A   siamo nel paradosso totale.La Regione impone il cambio ...
11/05/2026

Grazie ad Andrea Polazzi e newsrimini.it per l’intervista

🏠
A siamo nel paradosso totale.

La Regione impone il cambio destinazione d’uso per gli affitti brevi, risultato?
Pratiche respinte, costi burocratici alti e non quantificabili a priori, proprietari bloccati e investimenti sul patrimonio immobiliare privato congelati.

Nel frattempo:

* si crea incertezza
* si frenano riqualificazioni
* si riduce futura offerta turistica
* si azzerano anche gli affitti invernali transitori creando un ulteriore calo di offerta,

Quando si crea solo burocrazia e confusione, a perderci non sono “gli speculatori”:
sono famiglie, piccoli proprietari, artigiani, lavoratori e tutto l’indotto turistico.

il contrario di quanto dichiarato come obiettivo.


Newsrimini

La Grande Menzogna viene smantellata. Quella secondo la quale gli affitti brevi causerebbero una concorrenza sleale vers...
11/05/2026

La Grande Menzogna viene smantellata.

Quella secondo la quale gli affitti brevi causerebbero una concorrenza sleale verso altri settori della stessa area di mercato, in primis gli alberghi tradizionali.

Per anni si è raccontato che la locazione turistica fosse un problema etico e sociale: gestito dai piccoli proprietari sarebbe la causa della crisi abitativa, della “turistificazione” e della sottrazione di stock residenziale ai residenti e agli studenti.

E’ una visione che deriva da una matrice inconscia di stampo marxista o comunque anti-mercato, dominante, guardate bene, anche fuori dagli ambiti tradizionalmente di sinistra: un’impostazione fortemente ideologica, secondo cui il mercato immobiliare sarebbe intrinsecamente distorsivo e la libera iniziativa privata nel settore abitativo andrebbe limitata o regolata delegittimando socialmente soggetti considerati parassitari. Noi.

E dato che non possono intervenire con gli strumenti civilistici (perché sanno che andrebbero a sb****re), per proteggere il monopolio o, meglio, l'oligopolio delle grandi catene alberghiere utilizzano il grimaldello delle varianti urbanistiche.

Ma, a questo punto, chi è che si comporta in maniera sleale? La vera slealtà risiede nel farci credere che finalmente è arrivato un “momento storico”: gli hotel possono fare quello che fanno gli host da sempre. Ed è qui che cade definitivamente la maschera. Ma la cosa più assurda è che ci chiedono pure di credere che tutto questo venga fatto “per il bene della città”.

Nel momento in cui il modello demonizzato viene assorbito dal sistema alberghiero tradizionale sotto etichette più eleganti - residence turistici, condo-hotel, co-housing, co-living - improvvisamente diventa rigenerazione urbana, innovazione, modernizzazione.

Questo dimostra che il nodo reale non è l’impatto urbano del fenomeno, ma il controllo economico del mercato da parte di chi arbitro neutrale non è. La piccola proprietà diffusa che, in regime di libero mercato, affitta i propri immobili ai turisti crea concorrenza, distribuisce reddito spolverizzandolo sul territorio e riduce il potere dei grandi operatori.

Ed è proprio questo che una parte del sistema politico-amministrativo vuole ridimensionare: non il turismo breve in quanto tale, ma la possibilità che venga gestito in modo decentralizzato dai piccoli proprietari.

Quindi il problema non è l’esistenza del profitto nel settore immobiliare turistico. Il problema, evidentemente, è chi l’incassa."

Hai un immobile a Rimini o in Riviera Romagnola  e vuoi evitare vincoli rigidi nel tempo,  mantenendo la libertà di deci...
07/05/2026

Hai un immobile a Rimini o in Riviera Romagnola
e vuoi evitare vincoli rigidi nel tempo,
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Una sentenza molto interessante del TAR Sicilia ha annullato 12 requisiti imposti dalla Regione alle strutture extralber...
06/05/2026

Una sentenza molto interessante del TAR Sicilia ha annullato 12 requisiti imposti dalla Regione alle strutture extralberghiere, ritenendoli sproporzionati e irragionevoli.

Tra i punti bocciati: obblighi “da hotel”, metrature minime elevate, TV obbligatorie, bagni privati per ogni camera, defibrillatori anche per piccole strutture e altri adempimenti considerati eccessivi rispetto alla normativa nazionale.

Il TAR ha ribadito un principio importante: le Regioni possono definire standard qualitativi, ma non possono imporre requisiti tali da snaturare o rendere insostenibile l’attività extralberghiera.

Credo sia un segnale rilevante per tutto il settore, soprattutto in un momento in cui in molte città e Regioni si stanno valutando norme sempre più restrittive.

Come Property Managers Italia confermiamo massima disponibilità a confrontarci con associati, amministrazioni comunali e regionali per contrastare regolamentazioni sproporzionate, prive di reale utilità pubblica o dannose per famiglie, piccoli proprietari e imprese del comparto.

L’obiettivo deve essere avere regole chiare, sostenibili e coerenti con il mercato reale, non creare ostacoli burocratici o standard alberghieri mascherati.

Riflessione sull’equità dei provvedimenti contro gli affitti breviRitengo che limitare la possibilità per famiglie e cit...
05/05/2026

Riflessione sull’equità dei provvedimenti contro gli affitti brevi

Ritengo che limitare la possibilità per famiglie e cittadini di affittare il proprio immobile ai turisti attraverso locazioni brevi — e quindi restringere la possibilità di generare un reddito lecito — sia profondamente ingiusto, per diverse ragioni.

In primo luogo, si tratta di una restrizione arbitraria del diritto di proprietà. Impedire o ostacolare l’uso di un bene legittimamente posseduto finisce per favorire, di fatto, una categoria specifica — quella degli albergatori, spesso già economicamente solidi — a discapito di una moltitudine di cittadini comuni.

In secondo luogo, queste misure colpiscono una forma di turismo accessibile, talvolta definita “povero”, ma che in realtà alimenta un indotto diffuso e significativo. Non si tratta solo di ristoranti, negozi di souvenir, trasporti, guide turistiche e attività culturali: attorno agli affitti brevi ruota un’intera economia reale fatta di persone e lavoro concreto. Parliamo di chi vende biancheria, prodotti per le pulizie, di piccoli fornitori, di chi vende arredi e elettrodomestici, delle imprese edili che ristrutturano immobili spesso abbandonati.

Senza dimenticare i comuni, che incassano imposte di soggiorno, e lo Stato, che percepisce entrate fiscali — peraltro recentemente aumentate. È una filiera ampia, capillare, che distribuisce ricchezza in modo diffuso


Definire tutto questo come “overtourism” e trattarlo esclusivamente come un problema da contenere rischia di distorcere la realtà, trasformando una risorsa economica in un fenomeno da combattere. Se davvero si avesse a cuore il benessere della popolazione e l’economia reale, si dovrebbe semmai governare e valorizzare questo fenomeno, non demonizzarlo, penalizzarlo o addirittura vietarlo per favorire gli interessi di pochi.

Un terzo aspetto riguarda la narrazione secondo cui gli immobili dovrebbero essere prioritariamente destinati alle famiglie residenti. Questa visione appare forzata. I centri storici, oggi al centro dell’attenzione turistica, sono stati per anni trascurati o degradati, trasformati in luoghi di spaccio e prostituzione e spesso evitati proprio dai residenti. È stato proprio grazie agli investimenti di piccoli proprietari e al turismo che molti immobili sono stati recuperati e valorizzati e le zone del centro storico sono ritornate frequentabili.

Nel frattempo, molte famiglie hanno scelto di spostarsi verso zone periferiche, alla ricerca di spazi più ampi e servizi migliori, zone ancora oggi non interessanti dai turisti e dunque ricchi di immobili da affittare alle famiglie.

La carenza di alloggi non nasce dal caso, ma da un problema strutturale: in presenza di morosità, il proprietario può impiegare anni per rientrare in possesso dell’immobile, sostenendo nel frattempo costi legali significativi. Questa dinamica alimenta anche una narrazione fuorviante, che tende a colpevolizzare i proprietari, accusati di non voler sostenere le difficoltà economiche degli inquilini. Ma non è equo che tale responsabilità ricada interamente su di loro, mentre lo Stato resta in secondo piano. Di conseguenza, l’idea che i proprietari siano “egoisti” perché restii ad affittare alle famiglie appare distorta: molti, più semplicemente, cercano di tutelarsi da un sistema che li espone a rischi elevati e offre garanzie insufficienti. Esistono tanti proprietari di immobili ricadenti in zone non interessanti per i turisti, ma certamente interessanti per le famiglie, che preferiscono tenere i lori immobili chiusi o venderli piuttosto che esporsi al rischio di perderne il possesso senza ottenere nulla in cambio, ma addirittura sostenere solo i costi.

In questo contesto, alcune dichiarazioni e comportamenti istituzionali sollevano legittimi dubbi sull’imparzialità del dibattito. Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha parlato pubblicamente di “modestissime mazzette”, minimizzando di fatto la rilevanza di alcune condotte corruttive e suscitando ampie polemiche sui principali organi di stampa. Allo stesso modo, la partecipazione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla riunione annuale di Federalberghi — circostanza anch’essa documentata da testate giornalistiche — contribuisce a rafforzare la percezione di una particolare attenzione verso specifici interessi di categoria, proprio mentre si introducono restrizioni che colpiscono altri soggetti economici.

In conclusione, quando si mettono insieme limitazioni ai cittadini, narrazioni discutibili e segnali istituzionali ambigui, è inevitabile interrogarsi sull’equità complessiva di queste politiche. Il rischio è che, dietro la retorica dell’interesse pubblico, si finisca per comprimere diritti individuali e opportunità economiche diffuse, a vantaggio di pochi.

Eva Rosella

Indirizzo

Via Lucio Lando 25 Rimini
Rimini
47921

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+393355886438

Sito Web

https://affittibrevirimini.italianway.house/

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