24/06/2026
C'è un modo tutto romano di possedere l'arte. Non si compra. Si vive.
Sotto le nostre finestre c'è la Fontana del Tritone, scolpita dal Bernini per Urbano VIII nel 1643. All'angolo con via Veneto c'è la sua sorella minore, la Fontana delle Api, con l'iscrizione latina che ancora oggi racconta chi l'ha voluta. Poi, a pochi minuti, la Barcaccia, scolpita dal padre del Bernini con l'aiuto del figlio giovane, che tiene la piazza all'alba, quando nessuno la guarda.
Sul colle, Sant'Andrea al Quirinale: la chiesa che il Bernini architetto considerava la sua "figlia prediletta". E a tre minuti dall'hotel, dentro Palazzo Barberini, lo scalone monumentale che è uno dei suoi pezzi più geniali, pochi visitatori lo notano, ma è lì.
Non è un itinerario, è un vicinato. Si attraversa uscendo a prendere un caffè, tornando a cena, dopo una passeggiata senza meta. Chi alloggia qui non va a vedere il Bernini. Ci vive accanto.