08/07/2020
Stupenda
L’idea di un Parco Archeologico, un museo all’aperto che dal Campidoglio attraversasse Roma, dal Foro al Palatino, percorrendo la Via Appia Antica fino ai confini della città, nacque agli inizi dell’Ottocento, durante il periodo napoleonico. Fu il pontefice Pio IX però che diede avvio a un piano di recupero della regina viarum con lo scopo di qualificare lo spazio suburbano nel quale insistevano basiliche e complessi catacombali. Il progetto fu affidato all’architetto e archeologo piemontese Luigi Canina, Commissario alle Antichità di Roma del Governo Pontificio, che dal 1851 al 1855 si occupò della musealizzazione della strada romana. Si acquisirono al pubblico demanio i terreni privati che costeggiavano il tratto stradale tra il IV e l’XI miglio, dall’asse centrale della via due fasce di dieci metri per lato, delimitatI dalla costruzione di muri a secco lungo tutto il percorso. Fu ricostruito il sedime stradale, restaurati i monumenti funerari, data nuova veste agli ingressi delle basiliche e eretta, davanti la basilica di San Sebastiano, una colonna commemorativa del restauro.
Il negativo che vi presentiamo oggi per è un collodio su vetro, 21x27 cm, proveniente dal fondo Valeriano Cugnoni, che entra a far parte nel 1913 dell’archivio del Gabinetto Fotografico Nazionale per volontà del suo fondatore, Giovanni Gargiolli.
Il Fondo Cugnoni si compone da 4421 lastre in vetro. La collezione è caratterizzata dalla presenza di diverse tecniche fotografiche: lastre negative al collodio, gelatine ai sali d’argento e un piccolo nucleo di stampe all’albumina incollate su vetro.
ICCD, Archivio GFN, Fondo Cugnoni, D001803