08/08/2024
In piazza Bocca della Verità si trova l’antico mascherone in marmo, uno dei simboli più celebri di Roma, collocato dal 1632 nel pronao della Basilica di Santa Maria in Cosmedin. Il grosso tondo, del diametro di circa 1.80 metri, era probabilmente un tombino di epoca romana, risalente al regno del 7°re di Roma Tarquinio il Superbo, che realizzò la Cloaca Maxima, un grandioso condotto per il drenaggio delle acque. Il sistema di canalizzazione partiva dalla Suburra, attraversava parte dell’attuale Rione Monti, del Foro, del Velabro e del Foro Boario, e sfociava nel Tevere, nei pressi di Ponte Emilio. La Cloaca Maxima era dotata di tombini in marmo, collocati l’uno vicino all’altro e decorati da bassorilievi. Di sicuro uno di questi fu il celebre disco marmoreo: ha le fattezze di un volto maschile con barba, occhi, naso e bocca forati;rappresentava forse Giove, o un fauno o una divinità fluviale come Oceano, affiancato da alcuni simboli, tra cui uno scarabeo, due chele e due teste di lupo. Il nome Bocca della Verità ha origine nel 1485 ed è legato a una leggenda medievale, secondo cui la bocca potesse mordere la mano di chi non avesse detto la verità. Cosí i mariti gelosi conducevano lì le proprie spose e, dopo aver introdotto la mano, le donne dovevano dichiarare di non commesso adulterio. Il film Vacanze Romane di William Wyler, con gli indimenticabili protagonisti Audrey Hepburn e Gregory Peck, ha consacrato la Bocca della Verità a una indiscussa fama: era il 1953 e da allora il leggendario mascherone è entrato nell’immaginario turistico mondiale.