25/01/2026
«Siamo troppo vecchi per un cucciolo», diceva spesso mia moglie.
I nostri figli erano ormai grandi. Il nostro labrador, che aveva 12 anni, se n’era andato a giugno 2025.
Pensavamo di aver chiuso con i cani. Troppo dolore, troppo impegno. Volevamo solo una pensione tranquilla.
Domenica scorsa, 18 gennaio, nostra figlia ci ha portati a un evento per cani da adottare.
«Guarderemo solo i cani anziani», ci ha detto.
Ma quando siamo arrivati, erano già stati tutti adottati. Restavano solo due cuccioli di pitbull. Ignorati da tutti, per tutto il giorno.
La volontaria ci ha sussurrato: «I pitbull non li vuole nessuno. Neanche da piccoli. La gente li evita».
Erano buffi e impacciati. Zampe enormi, orecchie flosce.
Il maschietto inciampava in continuazione. La fe*******ia è riuscita a infilare la testa nell’imbragatura del fratellino.
Mia moglie si è inginocchiata per aiutarli. La piccola si è accoccolata in grembo, ha fatto un grande sospiro… e si è addormentata.
Il maschietto mi ha guardato con due occhioni tondi, e ha iniziato a scodinzolare con tutto il corpo, non solo con la coda.
«Siamo troppo vecchi», ha sussurrato mia moglie. Ma stava piangendo.
E teneva quel cucciolo come se non volesse più lasciarlo andare.
Ora abbiamo 66 anni. Casa a prova di cucciolo, cancelletti e giochi da mordere ovunque.
Abbiamo due pitbull convinti che il divano sia loro.
E non ci siamo mai sentiti così vivi.
Fuzzy e Wuzzy, grazie. Avete ridato a due genitori con il nido vuoto una ragione per sorridere.
Grazie per averci scelto.