E’ un modo di vivere sostenibile, cercando di acquistare di meno, consumare meno risorse possibili, riusando, aggiustando e valorizzando gli oggetti per il ruolo storico e affettivo che hanno avuto. Gli oggetti della casa (le poltrone e le valige, gli armadi e le sedie..) sono quelli che avevano i miei nonni; altri mi sono stati regalati da persone che ho conosciuto e altri ancora sono stati recu
perati poco prima di essere buttati. Molte cose erano ridotte male, e con passione le ho aggiustate, e hanno preso nuova vita e smalto. Le cose che ho dovuto acquistare, invece, provengono da negozi dell’usato o nei caratteristici mercatini della città. I miei nonni, che erano contadini e vivevano con poco, mi hanno insegnato che tutte le cose si possono aggiustare, possono avere una vita molto lunga e si possono riutilizzare, se sappiamo averne cura. Così quando ho ricevuto questa casa dalla mia famiglia e dovevo fare i lavori di ristrutturazione, ho scelto di mantenere, dove era possibile, l’estetica del tempo. I pavimenti sono quelli originali degli anni ’50, e ogni stanza ha un marmo diverso. Inoltre, il nome “La storia delle cose” prende spunto da un documentario che ho visto qualche anno prima “The story of stuff”, vi invito a vederlo digitandolo su youtube. E’ un breve documentario animato sul ciclo di vita dei beni materiali. Il documentario critica l'eccessivo consumismo e promuove la sostenibilità. Oltre ad avere il piacere di sapere che l’ambiente ci ringrazia possiamo interrogarci sulla storia delle cose. Da dove vengono? A chi sono appartenute? Che uso ne è stato fatto? Che importanza hanno avuto? Di che periodo sono? Quante emozioni hanno regalato? E come mai poi sono state scartate? Questa opportunità che abbiamo di vivere sulla terra è un dono che spesso “usiamo” senza accorgercene. Cerchiamo di apprezzare di più le piccole cose, ricicliamo, condividiamo quello che abbiamo, non sprechiamo. Il mondo non è solo nostro, ma appartiene anche a chi verrà dopo di noi, agli animali che ci vivono e all’ecosistema vita. Ha risorse limitate, ed è uno soltanto: rispettiamolo, è meraviglioso!