Dimora degli Dei | Rome luxury rooms

Dimora degli Dei | Rome luxury rooms Boutique Hotel Pantheon: la dimora degli dei nel cuore del centro storico di Roma Al centro del cuore di Roma.

Sospesi in una Roma senza tempo potrete vivere l'esperienza di dormire accanto agli dei. La Dimora degli Dei è situata nel luogo dove l'imperatore Adriano decise di costruire "la casa di tutti gli dei": il Pantheon. Un soggiorno indimenticabile in uno dei palazzi storici più rappresentativi di Roma: l'hotel è collocato all'interno della sede della più antica scuola d'armi d'Italia, la scuola Greco

. Il profumo del famoso caffè di Sant'Eustachio, il vociare della città che ricalca i passi della storia, l'affascinante mix di arte, architettura e cultura del centro di Roma, vi daranno il buongiorno dopo una notte di confort nella Dimora degli Dei. La nostra struttura vi permette di vivere il vero spirito della Capitale, sospesa tra la modernità e la professionalità della nostra accoglienza e il fascino di una delle più belle e antiche città del mondo. A pochi passi dai nostri alloggi troverete i più importanti luoghi storici di Roma: la biblioteca del Senato, la Camera dei Deputati, Piazza Navona, Campo de' Fiori, Fontana di Trevi, il Colosseo ... ma non dimenticatevi di perdervi tra i vicoli e le botteghe del cuore della vera Roma.

Buona Festa della Repubblica a tutti!!!  🇮🇹 Happy Republic Day to all!!! 🇮🇹
02/06/2020

Buona Festa della Repubblica a tutti!!! 🇮🇹

Happy Republic Day to all!!! 🇮🇹

“Rome/Pantheon - the city of visible history, where the past of a whole hemisphere seems moving in funeral procession wi...
08/05/2020

“Rome/Pantheon - the city of visible history, where the past of a whole hemisphere seems moving in funeral procession with strange ancestral images and trophies gathered from afar.”

- George Elliot

Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò...
01/05/2020

Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo.

We can live a wonderful life in the world if we know how to work and love: work for those we love and love what we work for.

-Lev Tolstoj

Walls. Le Mura di Roma. Fotografie di Andrea Jemolo„Nate come difesa dall’esterno e poi inglobate nel tessuto cittadino,...
10/07/2018

Walls. Le Mura di Roma. Fotografie di Andrea Jemolo

Nate come difesa dall’esterno e poi inglobate nel tessuto cittadino, le Mura Aureliane accompagnano con la loro imponenza strade, scorci e orizzonti della città. Con gli oltre 12 km lungo i quali ancora si sviluppano, sono il più grande monumento della Roma imperiale e la cinta muraria urbana più lunga, antica e meglio conservata della storia.

Walls. Le Mura di Roma. Fotografie di Andrea Jemolo
Come primo passo di un percorso di valorizzazione, per documentare e tradurre in suggestive immagini un monumento troppo spesso invisibile, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, a distanza di oltre un secolo dalle storiche campagne fotografiche otto-novecentesche, ha commissionato la prima campagna fotografica integrale sull’intero percorso delle mura, anche nei punti non accessibili al pubblico.

Tra settembre e dicembre del 2017, il fotografo romano Andrea Jemolo, maestro noto e apprezzato per la sua esperienza trentennale nel campo della fotografia di arte e di architettura, ha documentato la cinta muraria scegliendo di scattare con una macchina Sinar a lastre 10x12 cm. Grazie alla possibilità di decentramento, in grado di correggere le linee prospettiche che si restringono verso l'alto, e grazie a lunghi tempi di posa, Jemolo ha ottenuto immagini ad altissima definizione che raccontano e documentano le Mura Aureliane e il loro palinsesto di storie e di trasformazioni.

Walls. Le Mura di Roma. Fotografie di Andrea Jemolo

BIZHAN BASSIRI. SPECCHIO SOLAREBizhan Bassiri, Noor, 2015. Aun Gallery Tehran, Iran © Ph Mahhnaz Sahhaf | Bizhan Bassiri...
21/05/2018

BIZHAN BASSIRI. SPECCHIO SOLARE
Bizhan Bassiri, Noor, 2015. Aun Gallery Tehran, Iran
© Ph Mahhnaz Sahhaf | Bizhan Bassiri, Noor, 2015. Aun Gallery Tehran, Iran

Dal 23 Febbraio 2016 al 31 Dicembre 2018

ROMA

LUOGO: Museo Carlo Bilotti

CURATORI: Bruno Corà

ENTI PROMOTORI:

Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 060608

SITO UFFICIALE: http://www.museocarlobilotti.it

COMUNICATO STAMPA:
La luce, Noor in persiano, è elemento base dell’opera di Bizhan Bassiri che dal 23 febbraio al 31 dicembre 2016 sarà collocata sulla porta centrale del Museo Carlo Bilotti di Roma. L’iniziativa segue di pochi giorni l’inaugurazione al MACRO Testaccio della personale dello stesso artista, La Riserva Aurea del Pensiero Magmatico, aperta al pubblico fino al 29 marzo prossimo.

L’iniziativa è organizzata da Roma Capitale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Tehran Museum of Contemporary Arts, Fondazione VOLUME! di Roma, AUN Gallery di Tehran e Claudio Poleschi Arte Contemporanea di Lucca.

La scultura Specchio Solare torna in Italia dopo essere stata protagonista della personale dedicata a Bassiri, tenutasi nel settembre del 2015 alla AUN Gallery di Tehran. A Roma, al Museo Carlo Bilotti, l’opera entra in contatto con il cuore verde della città, creando un legame di continuità tra le due capitali e le due culture, di cui l’artista stesso è un esponente.

Nel termine Noor è chiaro il riferimento alla luce naturale che metterà in relazione la scultura Specchio Solare di Bizhan Bassiri con lo spazio che la circonda, liberandola della sua funzione primaria di superficie riflettente per trasformarla in luogo in cui la luce diviene forma. Sulla porta del Museo Bilotti l’artista italo persiano compie un gesto di continuità nello spazio che genera un’apertura su una nuova dimensione, innescando una serie infinita di rimandi tra reale e immaginario.

Bizhan Bassiri, nato a Tehran nel 1954, giunge a Roma nel 1975 e vive tra Roma e Chiusi (Siena). Comincia a esporre nel 1981 partecipando a mostre personali e collettive. La sua ricerca artistica inizia con l’utilizzo di materiali diversi: superfici di cartapesta e di acciaio e bronzo, elementi lavici, elaborazioni fotografiche. È autore del Pensiero Magmatico (1984), del Manifesto del Pensiero Magmatico (1984 - 2016).Tra le mostre principali, personali e collettive, si segnalano: Paesaggio con rovine, Orestiadi, Gibellina (Trapani) (1992). IX Biennale di Sydney (Australia) (1992). Corpus Delicti, Museum van Hedendaagse Kunst, Gand (Belgio) (1995). Engel: Engel, Kunsthalle, Vienna (Austria); Pensiero Magmatico. Paesaggi della Mente, Borholms Kunstmuseum, Borholms (Danimarca) (1998). Au rendez-vous des amis. Identità e Opera, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (1998). The Opening. Eventi Tellurici, Arsaevi, Collegiumartisticum, Sarajevo (Bosnia) (2002). Sorgente, Centro Arte Contemporanea BM, Tophane-i Amire, Istanbul (Turchia) (2004). Il Pendio, Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2004). La Caduta delle Meteoriti, Museo Archeologico Nazionale di Venezia (2011). La Riserva Aurea, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia (2013). La Battaglia, Sala dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze (2014). Motlaq, Tehran Contemporary Art Museum, Tehran (2015). Noor, Aun Gallery, Tehran (2015).

A.E.I.O.U. DA KLIMT A HAUSNER A WURM. L’ARTE AUSTRIACA NELLA COLLEZIONE WÜRTHDal 13 Febbraio 2017 al 26 Gennaio 2019CAPE...
19/05/2018

A.E.I.O.U. DA KLIMT A HAUSNER A WURM. L’ARTE AUSTRIACA NELLA COLLEZIONE WÜRTH

Dal 13 Febbraio 2017 al 26 Gennaio 2019

CAPENA | ROMA

LUOGO: Art Forum Würth Capena

ENTI PROMOTORI:

Würth Srl
COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 06 90103800

E-MAIL INFO: [email protected]

SITO UFFICIALE: http://www.artforumwuerth.it

COMUNICATO STAMPA:
Inaugura all’Art Forum Würth Capena, uno dei 15 spazi espositivi del Gruppo Würth, la mostra “A.E.I.O.U. Da Klimt a Hausner a Wurm – L’arte austriaca nella Collezione Würth”, dopo esser stata presentata nel 2013 nel Museo Würth di Künzelsau.

In esposizione un’ampia scelta tra dipinti, opere grafiche e sculture di più di trenta artisti, iniziando da Gustav Klimt, Oskar Kokoschka, Rudolf Ribarz, Carl Fahringer, passando per la vasta produzione artistica austriaca del XX secolo, con figure quali Friedensreich Hundertwasser, Rudolf Hausner, Hermann Nitsch, Arnulf Rainer, Alfred Haberpointner, Alfred Hridlicka, Peter Pongratz, fino ad arrivare agli esponenti più giovani come Erwin Wurm, Markus Redl e Markus Hofer.

L’arte austriaca gode di una posizione privilegiata all’interno della Collezione Würth, rappresentando ad oggi la raccolta più vasta di opere di artisti austriaci al di fuori dell’Austria custodita da una collezione privata.

Particolare è anche il rapporto che lega il Prof. Dr. h. c. mult. Reinhold Würth a Salisburgo, luogo eletto come sua seconda residenza e che nel 2015 gli ha conferito il “Ring” (anello), come riconoscimento per le numerose attività culturali lì sostenute, tra cui il “Walk of Modern Art”, un percorso di sculture esposte in vari punti della città (tra cui opere di Kiefer, Mario Merz, Abramovic, Balkenhol, Plensa, Cragg e Wurm) e il parco di sculture presso Schloβ Arenberg, sede della AAF (The American Austrian Foundation).

Inoltre, uno degli spazi espositivi del Gruppo, l’Art Room Würth Austria, è presente dal 1999 a Böheimkirchen, alle porte di Vienna.

Il titolo della mostra “A.E.I.O.U” strizza l’occhio al motto mistico, che l’imperatore Federico III nel XV secolo fece inserire nel suo stemma, nelle iscrizioni, negli inventari ed edifici da lui commissionati.

Un’interpretazione recente lo traduce così: ”Austria Europae Imago, Onus, Unio” (L’Austria come immagine, onere e unione dell’Europa) e la descrizione del Paese d’oltralpe come specchio dell’Europa può ben riflettersi nell’arte, basti pensare all’enorme contributo offerto alla modernità dalle specificità del sentire mitteleuropeo nell’ambito delle arti visive, della letteratura, della musica e della psicoanalisi. Un motto misterioso e mai chiarito del tutto, che punta l’attenzione su un Paese che ha avuto spesso un ruolo centrale nella storia europea, come confermato dalle recenti elezioni presidenziali.

Nonostante la sua posizione autonoma, l’evoluzione dell’arte austriaca è da vedere sempre in relazione alle principali tendenze internazionali.

All’inizio del XX secolo la Secessione viennese, influenzata dalle correnti artistiche europee del tempo e puntando a uno sviluppo autonomo dello Jugendstil, aspirava a un rinnovamento della concezione artistica tradizionale. Inoltre l’impressionismo francese influenzò molti artisti come ad esempio Eugen Jettel, Rudolf Ribarz e Otto von Thoren. Anche in Austria la seconda guerra mondiale ebbe come conseguenza la nascita di un nuovo orientamento artistico. Lo scultore Wotruba lasciò un’impronta importante nella scultura austriaca e nella sua scuola si sono formati Hoflehner e Hridlicka.

L’Art Club di Vienna divenne istituzione di riferimento nel secondo dopoguerra e luogo di scambio per gli artisti dal movimento surrealista fino all’arte astratta.

Tra le esperienze dei primi anni ’60 suscitarono scandalo e forti reazioni le ricerche dei pionieri dell’azionismo viennese Brus, Nitsch, Muehl e Schwarzkogler, le cui performance furono spesso ritenute oscene o illegali dalle forze dell’ordine.
Nel 1968 artisti quali Pongratz, Ringel e Kocherscheidt si presentarono al pubblico sotto il nome di “Wirklichkeiten” (le realtà). Condussero il linguaggio della pittura austriaca a una nuova fioritura, che negli anni ’80 raggiunse il suo apice nel “trionfo della pittura” (Dieter Ronte) con i nuovi selvaggi austriaci.

Ad alcuni artisti presenti in mostra, tra cui Damisch, Haberpointner, Rudolf Hausner, Xenia Hausner, Hridlicka, Hundertwasser e Rainer, la Collezione Würth ha dedicato nelle sue sedi mostre monografiche.

Diverse le partecipazioni a varie edizioni della Biennale di Venezia (ad esempio Fronius, Anzinger, Rainer, Wurm e Zitko), come importanti sono i punti di contatto con l’Italia, a cui è molto legato ad esempio Hermann Nitsch. Per volontà del suo storico gallerista Giuseppe Morra, nel 2008 è stato inaugurato a Napoli il Museo Nitsch e non lontano da Capena a Torrita Tiberina la Fondazione Mario & Maria Pia Serpone nel 2012 ha costruito ex novo la Ca****la Nitsch, che custodisce alcune opere dell’artista.

Hradil, presente in mostra con due dipinti, vinse nel 1963 una borsa di studio del Forum Austriaco di Cultura a Roma e gli scultori Hoflehner (scomparso nel 1955) e Redl, attratti dalla tradizione plastica toscana, hanno entrambi scelto la regione come una delle sedi dei loro atelier, rispettivamente a Colle Val D’Elsa e Carrara.

La mostra è accompagnata da un catalogo dell’editore Swiridoff

Orario di apertura al pubblico: da lunedì a sabato 10-17; domenica e festivi chiuso

AUDITORIUM - PARCO DELLA MUSICAViale Pietro de Coubertin, 30Gigi Proietti: Cavalli di Battaglia - NUOVA DATA!dal 20/06/2...
12/05/2018

AUDITORIUM - PARCO DELLA MUSICA
Viale Pietro de Coubertin, 30

Gigi Proietti: Cavalli di Battaglia - NUOVA DATA!

dal 20/06/2018 al 23/06/2018
Gigi Proietti in Cavalli di Battaglia mercoledì 20 Giugno 2018 e sabato 23 Giugno(nuova data!) all'Auditorium Parco della Musica.
Un evento di Luglio Suona Bene 2018.
Ore 21.00, Cavea


Gigi Proietti in Cavalli di Battaglia mercoledì 20 Giugno 2018 e sabato 23 Giugno(nuova data!) all'Auditorium Parco della Musica. Un evento di Luglio Suona Bene 2018. Ore 21.00, CaveaGigi Proietti sale ancora una volta sul palco della Cavea con il suo spettacolo da record. Cavalli di Battaglia è un´occasione straordinaria per ripercorrere il repertorio dell´artista romano: popolare, drammaturgico, canoro, mimico, poetico, parodistico, comico, umano, multiculturale...

Gigi Proietti sale ancora una volta sul palco della Cavea con il suo spettacolo da record. Cavalli di Battaglia è un´occasione straordinaria per ripercorrere il repertorio dell´artista romano: popolare, drammaturgico, canoro, mimico, poetico, parodistico, comico, umano, multiculturale. Sul palco un´orchestra di 25 elementi diretti da Mario Vicari, un corpo di ballo, gli attori Marco Simeoli e Claudio Pallottini e le figlie Susanna e Carlotta che sorprenderanno il pubblico con le voci e a loro vis comica.

Auguri di Buona Pasqua!
31/03/2018

Auguri di Buona Pasqua!

“Museo di Zoologia … diverso per natura”: mostra a Roma„Decine e decine di specie animali trovano a Roma un ambiente ide...
11/03/2018

“Museo di Zoologia … diverso per natura”: mostra a Roma

Decine e decine di specie animali trovano a Roma un ambiente ideale per vivere, scegliendo soprattutto i parchi, le ville storiche e gli edifici del centro che, con i loro tetti antichi e le tante cavità, riproducono gli ambienti naturali ricchi di ripari e anfratti.

Dal punto di vista territoriale e paesaggistico, Roma è una città molto ricca in cui il fiume crea un corridoio naturale e il verde si fonde strettamente con i palazzi, favorendo un’elevatissima biodiversità animale. Il più delle volte non si tratta di specie vistose, rare o particolari, ma l’inurbamento della fauna selvatica è sicuramente un fenomeno in crescita sotto i nostri occhi.

Solo nell’area cittadina compresa all’interno dei 35.000 ettari del Grande Raccordo Anulare, le specie vegetali spontanee rilevate sono 1.300 - il 20% della flora italiana - e 5.200 le specie di insetti, il 14% delle specie presenti in Italia. Per quanto riguarda i vertebrati si hanno evidenze per 15 specie di acqua dolce cioè il 25% del totale dell’ittiofauna della acque interne italiane, 10 di anfibi (27% delle specie italiane), 16 di rettili (27% delle specie italiane), 140 di uccelli di cui 80 nidificanti, che rappresentano il 32% delle specie nidificanti in Italia, e 33 di mammiferi, il 30% delle specie presenti in Italia.

Ognuna di queste specie porta con sé preziose informazioni di carattere biologico, faunistico, ecologico, genetico ed etologico, che però corrono il rischio di perdersi per sempre quando un animale selvatico muore senza essere recuperato da un Museo di Scienze Naturali. Se, invece, viene raccolto e “musealizzato”, informatizzando tutti i dati relativi al luogo, alla data di recupero e alle cause di morte, può parlare a studenti e studiosi, attraverso un’infinità di informazioni correlate alla sua presenza in città, alla sua biologia e ai suoi rapporti con l’ambiente urbano. Per questo motivo il Museo Civico di Zoologia di Roma, acquisisce continuamente reperti zoologici, grazie alla collaborazione con i vari enti presenti sul territorio della città e dei suoi dintorni, che vanno ad arricchire le sue collezioni e quest’anno dedica una mostra ad alcune delle sue più recenti acquisizioni.

La mostra “Museo di Zoologia … diverso per natura”, allestita nella Sala della Balena del museo dal 22 dicembre 2017 al 31 marzo 2018, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è stata realizzata grazie al contributo di tutto il personale del Museo Civico di Zoologia.

Sono state realizzate vetrine e diorami con esemplari particolarmente significativi della fauna del territorio romano e più in generale laziale, preparati direttamente dal personale del Museo. Un allestimento che racconta le storie di questi animali: dove sono stati recuperati, come e perché sono morti, in quale ambiente vivevano, quali adattamenti avevano sviluppato, quali erano i loro comportamenti nell’ambiente urbano e i loro rapporti con le altre specie e con l’uomo.

Grazie, quindi, ai racconti di gabbiani, parrocchetti, volpi, falchi pellegrini, tartarughe marine e di tanti altri animali, la mostra si propone di stimolare la curiosità e l’interesse dei visitatori sulla necessità di una concreta politica di tutela e di conservazione dell’ambiente e della biodiversità e sul ruolo scientifico e culturale che in quest’ottica può assumere un moderno museo di zoologia collegato al territorio.

Questa mostra vuole essere, quindi, un contributo alla divulgazione dei risultati delle ricerche scientifiche svolte in città, oltre che un utile strumento per chi vuole conoscere meglio la vita e i comportamenti degli animali che condividono con noi l’ambiente urbano. Per far questo prende in considerazione i principali ambienti, naturali e non, presenti in città, analizzando gli animali che li frequentano e i motivi della loro presenza, mentre uno sguardo particolare viene rivolto alle creature che troviamo abitualmente attorno alle nostre case e che più intensamente interagiscono con le nostre attività quotidiane.

Museo di Zoologia...diverso per natura

Indirizzo

Via Del Seminario, 87
Rome
00186

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