21/12/2024
18 dicembre 1737: muore a Cremona Antonio Stradivari, il più famoso fra i liutai. Aveva ben 93 anni, e aveva lavorato sino agli ultimi giorni di vita.
Nasce povero e, per ti**re avanti, sposa una vedova, Francesca Ferraboschi, di otto anni più anziana. È comunque un'unione felice da cui avrà cinque figli.
Apre la sua liuteria nel 1680, assieme ai figli Omobono e Francesco. In quel periodo il mondo dei liutai cremonesi era dominato dalla figura di Nicola Amati che però muore poco dopo, nel 1684.
I violini di Stradivari del primo periodo sono detti "amatizzati" proprio perché costruiti secondo i metodi di Amati.
Nel 1698 muore Francesca e Stradivari si risposa con Antonia Zambelli e fa altri cinque figli. E il passaggio da Sei a Settecento segna anche la rivoluzione nella maniera di costruire i violini: nei violini di Amati il ma**co era semplicemente appoggiato alle fasce e fissato con tre chiodi.
Ma questo tipo di violini andava bene per la musica da camera, in piccoli ambienti. Ma oramai stavano nascendo i primi teatri d'opera
Stradivari si mostra grande imprenditore migliorando il suo prodotto adattandolo ai nuovi tempi.
E allora Stradivari inclina maggiormente il ma**co all'indietro ed esegue l'"incastro", cioè incastra e incolla all'interno dello zocchetto una parte del ma**co in modo che potesse resistere alla tensione creata. Fu poi necessario allungare la catena ed anche la tastiera in modo da poter accedere alle posizioni più alte e sostituendola col legno d'ebano, più resistente. La maggiore tensione delle corde dava un suono più potente, adatto ai teatri d'opera.
Nascono i violini "Toscano" "Heller" e la viola "Medicea".
Lo stile stradivariano verrà seguito ma rielaborato dall'altro grande liutaio cremonese, Bartolomeo Giuseppe Guarneri "del Gesù" (detto così perché firmava i violini col monogramma "IHS") che darà, per via dei legni usati, un suono più cupo, evidente nel "Cannone" di Nicolò Paganini.
Credit Sartori Andrea