11/07/2026
Prima di abbattere un bosco per costruire un nuovo quartiere, perché non riqualificare prima quegli edifici abbandonati?
L'Italia ospita centinaia di migliaia di abitazioni vuote: palazzi storici con affreschi meravigliosi, edifici industriali dismessi, ex caserme e vecchi uffici pubblici. Questi luoghi sono lasciati a deteriorarsi, con finestre sbarrate e piante d'edera che li avvolgono, mentre a pochi passi gli escavatori distruggono il verde per preparare il terreno a un nuovo insediamento.
Ogni ettaro di bosco abbattuto significa cinquemila alberi che smettono di purificare l'aria, trattenere l'acqua e rinfrescare l'area durante i mesi estivi. Una volta cementato, quel suolo non riacquista mai la sua fertilità. Si interrompe così un corridoio ecologico: uccelli, pipistrelli e insetti perdono una rotta vitale che non può essere sostituita da una semplice striscia di verde lungo la recinzione del quartiere.
È vero che riqualificare un immobile abbandonato costa più al metro quadro rispetto a costruire su un terreno libero. Fondamenta datate, amianto, impianti obsoleti e proprietà frazionate sono tutte sfide da affrontare. Tuttavia, il rudere si trova in un'infrastruttura già esistente: strade, fognature, energia elettrica, scuole e ambulatori — già finanziati e operativi. Il nuovo insediamento su terreni forestali richiede tutto questo da zero: accessi stradali, depurazione, linee di autobus e scuole — costi che ricadono sul comune e non sul costruttore.
La strategia europea Renovation Wave prevede la ristrutturazione di trentacinque milioni di edifici entro il 2030. L'Italia ha uno dei più alti tassi di edifici abbandonati in Europa e tra i più bassi tassi di riqualificazione. Ogni immobile recuperato rappresenta un alloggio creato senza abbattere alberi, cementare prati o aggiungere isole di calore nella città.
Non dobbiamo scegliere tra abitazioni e boschi. È fondamentale guardare agli spazi vuoti prima di toccare quelli verdi. 🌲🏚️