Rosarno: il luogo e il tempo in cui avrei voluto viverti

Rosarno: il luogo e il tempo in cui avrei voluto viverti Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Rosarno: il luogo e il tempo in cui avrei voluto viverti, Via Zara, Rosarno.

"Ti sia lieta la sosta"Siamo nella seconda metà degli anni '50, in pieno boom economico. Anche la nostra Rosarno si proi...
11/02/2025

"Ti sia lieta la sosta"
Siamo nella seconda metà degli anni '50, in pieno boom economico. Anche la nostra Rosarno si proietta nel futuro, guarda avanti e sale sul treno del progresso, grazie all'opera e al coraggio di uomini che hanno voglia di investire nella propria terra, donandogli risorse, tempo, fatica e amore.
Uno di questi è Peppino Cuiuli, che realizza una moderna "area di sosta" e rifornimento di carburanti lungo la Statale 18, che era all'epoca l'arteria di collegamento principale tra Reggio Calabria e Napoli, tra le più importanti del sud Italia.
In queste immagini in bianco e nero si riconoscono diversi cittadini rosarnesi, presenti il giorno dell'inaugurazione della AVIOGAS, si chiamava così. Un evento importante per una intera comunità.
Oltre Peppino Cuiuli è riconoscibile anche Pino Ascone, intento a fare rifornimento ad una Fiat 1100.
E come in un viso che pur invecchiando, mantiene i lineamenti famigliari, cosí si riconosce il tratto della "Nazionale" nei pressi dell'incrocio con cia Carrara dove sorgeva la stazione Aviogas, ancora oggi destinata allo stesso servizio.

29/06/2023

Questo è il periodo in cui anche i rosarnesi sparsi per lo stivale e anche più lontano, rientrano per qualche settimana alle loro case. Spesso si riaprono scatoloni impolverati e cassetti chiusi da tempo. Da questi scrigni di ricordi salta fuori di tutto e non mancano certo le vecchie foto di famiglia o quelle fatte con gli amici di infanzia per le strade di Rosarno. Allora perché non ne mandate qualcuna da pubblicare su questa pagina. Ci basta un accenno e noi racconteremo la storia nascosta dietro ognuna di queste foto come abbiamo fatto fino ad ora. Non lasciamo morire questa pagina, sono tanti i nostri concittadini vicini e lontani, che giornalmente la visitano, come se facessero ancora una volta un giro per le strade del loro paese. Rivedono facce famigliari, riconoscono scorci che li hanno visti bambini, angoli che sono rimasti a lungo nascosti nei propri ricordi e riaffiorano come la zagara a primavera.
Non vi costa nulla condividere con gli altri quel pezzo di storia che sembra appartenere solo a voi, ma che in realtà è patrimonio di tutti i rosarnesi.

Ancora una volta allunghiamo lo sguardo verso un glorioso passato, quello calcistico della Rosarnese. In questa bella im...
18/11/2022

Ancora una volta allunghiamo lo sguardo verso un glorioso passato, quello calcistico della Rosarnese. In questa bella immagine degli anni '80 si ritrae una domenica spensierata vissuta tra amici al campo sportivo di Rosarno, per sostenere la nostra squadra. Tifo delle grandi occasioni, striscioni e bandiere amaranto. Molti di noi si riconosceranno in questa foto o riconosceranno qualche amico o parente, aspettiamo perciò tanti commenti. Lo striscione era stato realizzato da Luciano Roberti, all'epoca grande tifoso della Rosarnese. Foto fornita da suo fratello Angelo.

Omani all'anta...... Una bella immagine di due braccianti rosarnesi di cui non conosciamo purtroppo i nomi, ma che sono ...
03/09/2022

Omani all'anta...... Una bella immagine di due braccianti rosarnesi di cui non conosciamo purtroppo i nomi, ma che sono rappresentativi di quella generazione di uomini e donne che con il sudore della fronte, le schiene piegate, le braccia forti hanno reso floride le nostre terre ed ottenuto quel riscatto socio culturale desiderato per i propri figli.

Sognare non costa nulla.A pochi giorni dalla promozione della Rosarnese in seconda categoria, facciamo un tuffo indietro...
30/04/2022

Sognare non costa nulla.
A pochi giorni dalla promozione della Rosarnese in seconda categoria, facciamo un tuffo indietro di quasi 50 anni. Siamo nel cuore degli anni '70, molti nostri concittadini si sono trasferiti in Germania per lavoro. Uno di questi però vive momentaneamente a Monaco di Baviera non perché emigrante, ma perché gioca nelle giovanili del Bayern Monaco. Era una promessa del calcio e negli anni si è preso molte soddisfazioni sui campi di calcio sia come giocatore che come allenatore. La Rosarno sportiva viveva all'epoca, un periodo d'oro, ed il Calcio era motivo di soddisfazione ed orgoglio per tutti. Due erano le squadre che militavano in seconda categoria, entrambe seguitissime, la Libertas Rosarno di Peppe Larosa e la Nuova Rosarnese di Tonino Fida. Allenatori erano Il professore Pino Ingegnere per la Libertas e Ciccio Andreacchio per la Rosaenese. Una sera la giovane promessa del Bayern riceve una chiamata, la sua squadra, la Libertas Rosarno, aveva bisogno di lui. Era in programma il derby, una stracittadina che valeva quanto una finale di Coppa dei Campioni per tutta la città. Il ragazzo si precipita dalla Germania a Rosarno e gioca la sua partita e come tutti ci mette l'anima e il cuore. Quella partita finirà 2:2 e lui riparte per Monaco, portando con se una foto, che ancora oggi ha una posto da tribuna d'onore sulle pareti di casa sua. È la foto che ritrae il pubblico di quel Derby, una intera città divisa e unità allo stesso tempo nel sostenere la propria squadra, la propria terra in fondo. Quelle due squadre che avevano due corpi ma una sola anima, l'anima della nostra bella Rosarno. Bene, la partita terminò 2-2 e non poteva esserci risultato migliore. Questa vecchia foto in bianco e nero fa parte di quella storia e chiunque leggerà queste poche righe, guardando quella foto in cuor suo penserà: avrei voluto esserci, oppure, io c'ero.
Forse qualcuno riuscirà a riconoscerli, sugli spalti come sempre c'erano anche i mitici Santino e Vittoria.
Comunque no, non ho dimenticato di scriverlo, quel ragazzo che si fece 1.528 km per giocare il derby della sua città e altrettanti per rientrare a fine partita a Monaco, è il Mister Mimmo Varrà, che in una mail ha voluto condividere con noi questa immagine e questi bellissimi ricordi.

Siamo negli anni '50, gli anni del boom economico e la Lambretta come la Vespa ne sono il simbolo. È bello vedere che an...
28/04/2022

Siamo negli anni '50, gli anni del boom economico e la Lambretta come la Vespa ne sono il simbolo. È bello vedere che anche la nostra Rosarno era in qualche modo, al passo con i tempi. A cavalcare e domare questo puledro metallico che vediamo nelle immagini, è un nostro concittadino, da tutti conosciuto e stimato. Si tratta di "Ciccillo" Tarsia. Il nostro giovane centauro come tutte le generazioni che l'hanno succeduto e magari anche preceduto, in gioventù trascorreva parte dei suoi momenti di spensieratezza a largo Bellavista. La dove una balaustra di granito, ha da sempre accolto sognatori, poeti e amanti del bello. Un posto che tutti noi almeno una volta abbiamo immortalato, anche solo con gli occhi, magari lucidi di chi va via, brillanti di chi è innamorato, meravigliati si chi lo scopre per la prima volta.

Da tanto tempo non facevamo un tuffo nel nostro passato con immagini inedite. Ma grazie a Pino Tramonti possiamo immerge...
25/04/2022

Da tanto tempo non facevamo un tuffo nel nostro passato con immagini inedite. Ma grazie a Pino Tramonti possiamo immergersi in una atmosfera familiare che ancora oggi si ripete ogni anno come un rito in tante famiglie Rosarnesi. La lavorazione dei pomodori per farne conserve per l'inverno.
Siamo nel rione Fera a Rosarno tra il 1955/56. I piccoli sono Pino e Michele Tramonti con la mamma e le zie a preparare la salsa di pomodoro. La foto è stata scattata dal fotoreporter ufficiale della Rosarno bella, Peppe Russo.

Anno scolastico 1960/61. Classe I elementare presso la scuola elementare Marvasi. Nella foto mi sono stati indicati i no...
08/05/2021

Anno scolastico 1960/61. Classe I elementare presso la scuola elementare Marvasi. Nella foto mi sono stati indicati i nomi di due ragazzi, Carmelo Bruzzese e Salvatore Giovinazzo.

Foto di classe particolarmente numerosa.  Risalente presumibilmente all'anno scolastico 1929/1930. Difficile, ci siano a...
03/05/2021

Foto di classe particolarmente numerosa. Risalente presumibilmente all'anno scolastico 1929/1930. Difficile, ci siano ancora dei superstiti, ma sicuramente tanti eredi che potrebbero riconoscere i loro nonni.

Continuiamo la nostra ricerca storica, all'interno del mondo della scuola, riscoprendo e ricordando con affetto, quei "p...
24/01/2021

Continuiamo la nostra ricerca storica, all'interno del mondo della scuola, riscoprendo e ricordando con affetto, quei "personaggi"che per il ruolo ricoperto, hanno lasciato ricordi indelebili nella mente di tanti rosarnesi.
Con queste immagini che vanno dagli anni '50 fino alla fine degli anni '70, vogliamo raccontare la storia lavorativa della cara bidella Teresa Scandinaro, che anche negli anni successivi al ritiro dalla scuola, quando si adoperava a fare la fornaia, veniva amorevolmente indicata, anche quando si parlava del suo pane, - a bidella -.
Per 25 anni, a partire dal 1953 e fino al 1978, viene ricordata a svolgere il suo lavoro di bidella, per i corridoi e le aule dell'edificio scolastico Marvasi. La prima foto è ritratta proprio nei corridoi della scuola, se ne riconosce infatti il vecchio pavimento. Dopo il ritiro dal servizio scolastico, ha continuato a lavorare, facendo il pane di casa secondo la tradizione locale.
Una donna di altri tempi, che ha dedicato tutta la vita al lavoro e alla famiglia, essendo rimasta vedova in giovane età.
Un dolce ricordo totalmente meritato.

Anno 1964 - Via Vico Piccolo, la I^ traversa di Via Umberto. Un gruppo di ragazzi di diversa età, alcuni già "giovanotte...
16/01/2021

Anno 1964 - Via Vico Piccolo, la I^ traversa di Via Umberto. Un gruppo di ragazzi di diversa età, alcuni già "giovanottelli", altri in età scolare imparano un mestiere sotto la guida di un artigiano d'esperienza. In questo caso il MAESTRO è Mastro Peppino Cugnetto, mentre i giovani apprendisti, detti non a caso DISCEPOLI,, sono Fiumara Francesco (ex custode della scuola elementare Marvasi) e Rocco Gallo sperando che vengano riconosciuti anche gli altri.
Andare ad imparare un mestiere era una seconda scuola per i ragazzini di quell'epoca, a volte l'unica. E queste "scuole d'arte" hanno sfornato moltissimi artigiani e veri e propri maestri di ogni genere.
Un ricordo che accomuna molti Rosarnesi, alcuni dei quali hanno esportato fuori regione, con successo l'arte imparata.

Indirizzo

Via Zara
Rosarno
89025

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