06/07/2026
Non ho potuto condividere il post di Silvia Colombaioni, quindi ne faccio copia e incolla, perché condivido pienamente il suo pensiero.
Anch’io, come titolare di un’attività turistica sul nostro territorio, ma prima di tutto come cittadina, sono profondamente delusa da come venga trattato il nostro splendido paese.
Non voglio farne una questione politica. Sono certa che la nuova amministrazione abbia trovato una situazione complessa e abbia dovuto affrontare non poche difficoltà. Tuttavia, davanti al calo turistico che tutti noi abbiamo riscontrato, credo che non si possa più rimandare.
Allo stesso tempo, penso che anche noi cittadini dobbiamo fare la nostra parte. Chi sporca non sono certamente solo i turisti: se davanti alle nostre case o alle nostre attività crescono erbacce e incuria, ognuno di noi può dedicare qualche minuto a sistemare quel piccolo spazio. È un gesto di rispetto verso il paese in cui viviamo.
Ma questo non toglie nulla alle responsabilità del Comune, che dovrebbe garantire la manutenzione di giardini, piazze, rotatorie e lungomare, luoghi che quest’anno, purtroppo, hanno raggiunto un livello di degrado che non ricordavo.
Con le imposte che paghiamo e con la tassa di soggiorno che chiediamo ai nostri ospiti, abbiamo il diritto di pretendere un paese pulito, decoroso e accogliente. Per noi che ci viviamo ogni giorno e per chi sceglie di trascorrere qui le proprie vacanze.
Perché amare il proprio paese significa anche prendersene cura, ma chi lo amministra ha il dovere di fare la propria parte.
Silvia Colombaioni scrive:
Se oggi scrivo è perché, dopo quasi trent’anni di lavoro sul nostro territorio, non riesco più a restare in silenzio.
Non scrivo per polemica, né per attaccare qualcuno. Scrivo perché amo profondamente Castiglioncello, Caletta e Rosignano e mi fa male vedere come, anno dopo anno, il decoro di questo territorio si stia indebolendo.
Ogni giorno, nel mio lavoro, incontro residenti, turisti e proprietari di seconde case. E la frase che sento più spesso è sempre la stessa:
“Che peccato… avete un posto meraviglioso, ma sembra poco curato.”
E questo pesa ancora di più perché molte persone continuano a scegliere questo territorio: investono, comprano casa, ristrutturano, tornano ogni anno. E lo fanno nonostante tutto.
Molti proprietari di seconde case continuano a investire qui, pagando imposte e contribuendo all'economia locale pur utilizzando le loro abitazioni solo per alcuni periodi dell'anno. È anche grazie a loro che il territorio continua a vivere, ed è giusto che trovino un ambiente curato.
Siamo ai primi di luglio, piena stagione turistica, e basta guardarsi intorno per capire la distanza tra ciò che questo luogo potrebbe essere e ciò che oggi appare.
La via Marradi, Via Cipressi, il parcheggio della chiesa di Castiglioncello, la Piazza Monte alla Rena, la passeggiata a mare, le vie traverse di Rosignano che collegano il paese al mare: sono luoghi che dovrebbero rappresentare il nostro territorio e accogliere chi arriva, ma troppo spesso mostrano erbacce, sporcizia ovunque e manutenzione non costante.
Anche le rotatorie, in pochi punti del territorio - come ad esempio nella zona del Palazzetto dello Sport e a Vada, sono tenute in modo impeccabile, curate come un vero biglietto da visita del paese. Accanto a queste realtà positive, però ce ne sono altre, proprio in aree centrali che dovrebbero rappresentare l'ingresso e l'immagine del territorio, che versano in condizioni di evidente trascuratezza: erbacce e presenza di rifiuti. ll manto stradale che in molte vie risulta deteriorato e in particolare la rotatoria della Coop presenta da tempo un asfalto ondulato e pericolosissimo. Per non parlare della Via Salvatore Allende una delle vie più belle e alberate del paese, da mesi presenta delle vere e proprie cunette d'asfalto che rendono la percorrenza in bicicletta difficoltosa e pericolosa.
Lungo l’Aurelia, in questi giorni, si vedono ancora arance cadute dagli alberi, erbacce alla base degli alberi e bordi stradali poco curati. Anche la pista ciclabile e le aree vicine mostrano spesso la stessa mancanza di continuità nella cura.
Grate o scoli ostruiti dalla vegetazione.
In questo contesto, anche il Viale Trieste merita una riflessione particolare: è un viale storico che collega Rosignano Solvay a Castiglioncello tramite la passeggiata a mare, una delle più belle della Toscana. Eppure ogni anno è sempre più trascurato e soprattutto all'inizio dell'estate è sempre con erbacce.
Il tema però non è solo segnalare i problemi, ma anche il modo in cui vengono gestiti e verificati. Oggi sarebbe utile che chi interviene sul territorio potesse documentare il lavoro svolto, anche con semplici fotografie prima e dopo l’intervento. Non per formalità, ma per trasparenza e continuità: “abbiamo pulito questo tratto, questo è lo stato attuale”.
È un sistema semplice che esiste già in molti settori: quando si lavora, si documenta. E questo aiuterebbe anche a capire quanto il territorio regge nel tempo e quanto invece viene rapidamente deturpato.
Perché il problema non è solo l’inciviltà, che purtroppo esiste, ma anche la mancanza di controllo e continuità. Lungo le strade che portano al mare si trovano spesso rifiuti abbandonati, segno di comportamenti errati ma anche di una gestione che fatica a mantenere nel tempo il decoro.
Allo stesso modo, quando vengono eseguiti lavori — ad esempio per fibra — sarebbe fondamentale che il ripristino fosse completo e definitivo, senza lasciare strade o bordi non finiti, che nel tempo peggiorano la qualità complessiva.
In questi anni ho notato un cambiamento evidente: lungo molte strade e nei fossi si accumulano sempre più plastica, carta e rifiuti. Chi percorre il territorio in bicicletta o semplicemente in auto lo vede ogni giorno, nei fossi che costeggiano il Teatro Solvay, Via Lungomonte o la strada che porta alla zona delle Morelline.
La cosa che fa più male è vedere che, durante il taglio dell'erba, spesso quei rifiuti vengono trinciati insieme alla vegetazione invece di essere raccolti prima. È un'immagine che non rende giustizia a un territorio così bello e che meriterebbe molta più attenzione.
Non chiedo grandi opere. Chiedo manutenzione costante, visibile, quotidiana.
Perché questo territorio non ha bisogno di essere reinventato: ha bisogno di essere semplicemente preservato.
Ho visto realtà dove la cura è continua e diffusa. Non serve inventare nulla, basterebbe prendere esempio da ciò che funziona e applicarlo con coerenza.
In questi giorni è arrivata anche una comunicazione per un confronto sul rilancio del commercio e delle attività produttive. Ogni confronto è utile, ben vengano gli incontri e i tavoli di confronto, ma il decoro del territorio non può rimanere oggetto di discussione per mesi. Le segnalazioni dei cittadini, degli operatori e di chi vive questo territorio dovrebbero trasformarsi in interventi tempestivi. Il territorio ha bisogno di fatti.
Non è una critica alle persone, né a chi lavora sul territorio. È una constatazione su ciò che è visibile e verificabile.
Io continuo a credere che questo territorio abbia un valore enorme. Ed è proprio per questo che merita molto di più.
Forse l'immagine che più di tutte rappresenta ciò che provo è quella di un cespuglio di erba che cresce da una grata ostruita. Non è quell'arbusto il problema: è il tempo che è servito perché arrivasse a crescere lì, senza che nessuno intervenisse. Per me è il simbolo di un territorio che chiede semplicemente di essere osservato, curato e rispettato ogni giorno.
Allego alcune fotografie scattate in questi giorni, perché le immagini raccontano meglio di qualsiasi parola.