03/11/2020
Olga Sedakova: «Dedico questo premio a tutte le vittime del covid»
oggi 3 novembre, la grande scrittrice russa Olga Sedakova ha ricevuto (a distanza) il prestigioso premio alla carriera Premio LericiPea Golfo dei Poeti 2020, edizione n. 66 del riconoscimento
Olga Sedakova è attualmente considerata la più grande poetessa russa contemporanea, erede della tradizione dei grandi poeti russi del ’900, quali Osip Mandel’stam, Bella Achmadulina, Anna Akhmatova, Velimir Khlebnikov e Iosif Brodskij, e profonda conoscitrice della cultura letteraria italiana, traduttrice, e “dantista”.
Il Premio LericiPea Golfo dei Poeti è un autorevole premio letterario fondato proprio a Lerici nel 1954, che da sempre valorizza e premia i più importanti poeti internazionali e i "liguri nel mondo"
Partner del Premio Lerici Pea Sanlorenzo Yacht , il primo cantiere al mondo nella costruzione di yacht sartoriali oltre i 30 metri, fondato nel 1958 e radicato nel territorio ligure limitrofo a Lerici, da sempre attento a connettere mondi diversi, da quello del design a quello dell’arte per esaltare al meglio il nostro made in Italy nella nautica
Cav. Massimo Perotti, Executive chairman di Sanlorenzo
«Anche in questo 2020, sessantaseiesima edizione del Premio, dove tutte le nostre vite si sono trovate di fronte, improvvisamente, all’imponderabile, abbiamo voluto assegnare il nostro riconoscimento più importante, il Premio “alla Carriera”, con ancora più determinazione e speranza; siamo infatti fermamente convinti che la Cultura, in generale, vada difesa, sempre e comunque; tenuta viva e divulgata, anche e soprattutto nei momenti più difficili, proprio perché è una “fiaccola” per l’umanità intera. Ci aiuta a conservare la memoria, a generare capacità, ci insegna la “resilienza”, qualità imprescindibile che dobbiamo acquisire per costruire nuove eventuali alternative.
Noi, umilmente, facciamo Cultura attraverso la Poesia, e se in questo momento gli spazi online, divengono gli unici “praticabili”, li usiamo, perché nel Golfo dei Poeti la parola poetica, la “musica del linguaggio”, potremmo definirla, non venga mai meno. Crediamo che il bisogno di Poesia sia nel Dna di ciascuno, poiché non solo esiste prima della scrittura, ed è presente da sempre in tutte le culture conosciute, ma perché da voce alle esigenze profonde dell’interiorità umana: la Poesia abita lì dove non ci si difende. E se ci sentiamo indifesi, la Poesia c’è! C’è per ognuno di noi, c’è ad ogni livello di linguaggio…c’è comprensibile a tutti.
In quest’ottica la scelta della premiata di quest’anno, Ol’ga Sedakova, ci è sembrata la più appropriata: non solo perché oggi è una delle voci più alte e particolari della Poesia contemporanea, profonda conoscitrice della nostra cultura letteraria e “dantista”(un omaggio anticipato per i 700 anni dalla morte di Dante nel 2021), ma anche perché la sua poesia, la sua persona, è portatrice di speranza, di coraggio e crediamo anche “di ispirazione” per i più giovani: ha cominciato a recitare poesie senza “saper leggere e scrivere”, nella prima infanzia, ci dice Adalberto Mainardi, uno dei suoi massimi studiosi italiani, per poi divenire poeta, verso i 17 anni, in “clandestinità”, poiché i suoi versi non erano graditi al regime comunista, in quanto giudicati troppo “spirituali”. Lei stessa racconta che le sue poesie iniziarono a circolare in segreto e grazie suoi lettori, poiché messi “al bando”. A vent’anni venne rinchiusa per 5 mesi in un ospedale psichiatrico, giudicata “malata di mente”; “…era un nuovo tipo di censura: era un sistema molto pratico, venivi fatto sparire senza che nessuno sapesse nulla, l’unica possibilità era tentare di scappare con l’aiuto di qualche amico dall’esterno. Mi dicevano che una persona normale non poteva credere in Dio. Io ero credente e quindi considerata «malata»…”. Quando aveva una trentina d’anni, ai tempi di Andropov, fu arrestata dal Kgb e interrogata: volevano sapere come un suo libro, nel 1986, avesse potuto essere pubblicato in Francia, a Parigi. La verità è che la Sedakova non lo sapeva davvero, la forza delle sue parole in poesia “circolava”, senza che lei stessa ne fosse promotrice. “Fino al crollo dell’Unione Sovietica non potei vedere pubblicate le mie poesie. Invece continuavo a essere tradotta in Europa, in Francia e in Inghilterra in particolare. Come poeti «non ufficiali» eravamo comunque condannati; vivevamo come clochard, senza la possibilità di ottenere un lavoro. Io sopravvivevo cercando di fare traduzioni. Soltanto ai tempi di Gorbachev sono stata invitata a tenere delle lezioni all’Università di Mosca. Era una vita molto dura, ma felice; avevamo la consapevolezza di fare qualcosa di importante… e di seguire la vera ispirazione»
Nell'aprile del 2015 Olga Sedakova soggiornò a Ravenna, ospite del Relais Villa Roncuzzi, per approfondire i suoi studi su Dante e dar vita ad una nuova traduzione in russo della Divina Commedia. Visitò anche il MusEt Museo Etnografico di San Pancrazio in occasione della mostra fotografica "Oreste Ortali 1880 - 1958 | Immagini della Grande Guerra"
Eccola in queste immagini, di cui ringrazio Franco Bendandi, durante la visita al MusEt Museo Etnografico di San Pancrazio