06/10/2026
Nel gennaio 2025, sotto lo stagno di Cabras, gli strumenti hanno indicato sei possibili nuraghi nascosti a circa 11 metri di profondità.
A prima vista, lo stagno sembra non raccontare nulla. Acqua calma, canneti, fango, una superficie che cambia colore con il cielo.
Ma sotto quel paesaggio potrebbe esserci un pezzo di Sardegna che non vediamo più.
Le indagini strumentali condotte sul fondale hanno interessato circa 4,2 chilometri quadrati dello stagno. Le rilevazioni avrebbero individuato le basi di sei strutture compatibili con nuraghi, e almeno una sarebbe stata interpretata come quasi completa, con elementi della copertura ancora riconoscibili.
La parola importante, però, è “possibili”.
Non siamo davanti a sei nuraghi già scavati e fotografati sott'acqua. Sono anomalie e strutture individuate attraverso strumenti geofisici, e la loro interpretazione deve ancora essere verificata archeologicamente.
Ed è proprio questo a rendere la vicenda ancora più interessante.
Perché la domanda non è soltanto cosa ci sia sotto lo stagno. È perché quei monumenti si trovino lì.
Lo studio pubblicato da Giuseppe Sanna aveva già ipotizzato nell'area di Conca Illonis la presenza di un grande insediamento nuragico sommerso, sulla base della disposizione e delle connessioni visive tra i nuraghi del Sinis.
L'ipotesi è affascinante, ma non è ancora una certezza archeologica.
Anche il paesaggio ha una storia sorprendente. Lo stagno che conosciamo oggi non deve essere immaginato come identico a quello di migliaia di anni fa. Le ricostruzioni geologiche e ambientali suggeriscono trasformazioni profonde dell'area, compreso un antico ambiente lacustre d'acqua dolce prima dell'attuale configurazione lagunare.
Questo cambia completamente la scena.
Non dobbiamo immaginare i nuragici mentre costruiscono torri nel mezzo di uno stagno.
Dobbiamo immaginare un territorio antico, poi trasformato dal tempo, dall'acqua e dai cambiamenti della costa, fino a lasciare quelle eventuali strutture sotto metri di sedimenti.
E c'è un'altra cautela importante.
Alcune ricostruzioni divulgative hanno collegato l'area a cronologie estremamente antiche, persino al 6000 a.C. Ma questa data non può essere usata per datare i nuraghi: la civiltà nuragica appartiene all'età del Bronzo, con una cronologia molto più recente.
Il mistero, insomma, è reale. Ma proprio per questo non ha bisogno di essere ingigantito.
La cosa più straordinaria è già sufficiente: uno degli specchi d'acqua più tranquilli della Sardegna potrebbe conservare sotto il fango un paesaggio costruito dall'uomo migliaia di anni fa.
In superficie, acqua.
Sotto, forse, pietre.
E tra le due cose, migliaia di anni di storia.
Sei nuraghi sotto l'acqua.
11 metri di sedimenti e mistero.
E forse una città che nessuno ha ancora visto.
In breve:
— Le prospezioni hanno indicato sei possibili strutture nuragiche sotto lo stagno di Cabras, a circa 11 metri di profondità.
— L'area investigata misura circa 4,2 km², ma le strutture devono ancora essere verificate archeologicamente.
— L'ipotesi di un grande insediamento sommerso a Conca Illonis è stata pubblicata scientificamente, ma resta un'ipotesi da confermare.