Feeling American Bar

Feeling American Bar Il Feeling American Bar è situato in una posizione Panoramica sul Golfo di Salò, una tra le più b
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08/04/2026

Se penso che paghiamo una come Benedetta Scuderi, un'invasata insopportabile, che ha un cervello inferiore ad una gallina, doveva rimanere alla flottiglia. Povera Italia!

Con GardaPost – Ho ottenuto un posto nella sua lista delle interazioni settimanali perché sono tra le persone con più in...
18/03/2026

Con GardaPost – Ho ottenuto un posto nella sua lista delle interazioni settimanali perché sono tra le persone con più interazioni 🎉

22/02/2026

Sono 52 anni che vivo nel bar e 65 che faccio questo lavoro. 52 anni di sacrifici e gioie che solo questo mestiere sa regalare. Quando ho iniziato, il bar era un’arte dura e fiera: c’era disciplina, c’era rispetto, c’era un senso di appartenenza che oggi faccio fatica a ritrovare. La rinuncia alle feste, Natale, Pasqua, Capodanno, i weekend sempre impegnati: siamo stati ambasciatori di una vita, che per altri era sinonimo di divertimento e di festa, mentre per noi era sacrificio e lavoro.
Il mio percorso è stato fatto di gavetta, di lunghi silenzi, di preparazione, di mise-en place perfette, e solo a fine servizio, quando il bar si svuotava e rimaneva la stanchezza dolce dell’aver dato tutto, ci si rilassava con un sorriso. Chi si fumava una sigaretta o chi si faceva un cicchetto, tutto qui. Ho visto cambiare mode, ingredienti, tendenze: dal trionfo dei barmen acrobati al molecolare, fino alla mania dei social che oggi rischia di ridurre il BAR a spettacolo più che sostanza.
Ma la verità, quella che mi pesa dentro, è che non è cambiato solo il bar: è cambiata la generazione che dovrebbe ereditarlo. Oggi i ragazzi che entrano al bar, arrivano disorientati, privi di fondamenta, con abbigliamenti da star system, tatuaggi, piercing, barbe, presentandosi come se tu appartenessi ad un altro mondo e loro come quelli che hanno capito tutto dalla vita. Non è colpa loro: nessuno gli ha dato le basi. Le scuole alberghiere, che una volta erano fucine di mestiere e carattere, oggi sembrano aver perso la forza di formare. È come se ci fossimo dimenticati che il barman non nasce sui palchi televisivi, ma tra i banchi bar, con i bicchieri da asciugare, con le bottiglie da spolverare, col saper portare un vassoio….
Per questo credo che noi barmen con esperienza, dovremmo tornare lì, nelle aule delle scuole, e ricominciare da capo. Perché non possiamo permetterci di lasciare un buco nero generazionale, un vuoto che rischia di inghiottire il futuro dell’ospitalità italiana. Un Paese che ha fatto dell’accoglienza la sua bandiera non può scivolare nell’anonimato. Sento sempre una frase che risuona spesso in televisione riguardo le professioni: “Siamo i migliori del mondo”. La trovo molto autoreferenziale, ma quando mi imbarcai sulle navi da crociera, le più grandi compagnie di navigazione, cercavano solo personale italiano. Parlo di Home Lines con Homeric , Holland American Line,società Italia con Michelangelo, Raffaello, Leonardo, Cristoforo Colombo, per non dimenticare la Princess Cruises che assumevano solo personale italiano perché era considerato il migliore del mondo. Parlavamo 2/3 lingue, e il nostro C.V. fatto con certificati di lavoro nei grandi alberghi, era sinonimo di assunzione immediata.
Il mio percorso mi ha insegnato che l’ospitalità è prima di tutto umanità: non è solo un cocktail servito alla perfezione, ma è uno sguardo, una mano che porge, una storia che si racconta attraverso l’empatia. Oggi, purtroppo, la macchina dell’ospitalità sembra inceppata. C’è una mancanza di visione, una corsa all’apparenza, un’ossessione per il risultato immediato che ha spogliato questo mestiere del suo senso più vero: la dedizione paziente e quotidiana.
Cinqant’anni fa eravamo ragazzi che imparavano sbagliando, che rispettavano i maestri, che sapevano che ogni servizio era una lezione. Oggi vedo giovani stanchi ed un po’ arroganti prima ancora di iniziare, confusi da un mondo che li illude con promesse di gloria facile. E sento che il nostro dovere è riportarli sulla strada giusta, quella fatta di fatica, di esempio e di soddisfazioni autentiche, di studio, di umiltà. Mi sono sempre definito un artigiano del bar, perché ad ogni mio cliente ho sempre fatto un cocktail su misura, come un sarto, che per ognuno , confeziona il vestito in base alla sua taglia.
Un grande saluto a tutti i colleghi. Con stima. sandro

19/10/2025

E avevamo delle brave maestre, anzi UNA brava maestra e dei bravissimi professori alle superiori. Oggi, se non vanno a vedere su Google, non sanno neppure qual'è la capitale d'Italia.

08/10/2025

Il mondo senza contanti è una truffa… e dietro c’è la Grande Finanza

Una acuta analisi di Brett Scott su The Guardian, smaschera l’apparente neutralità del passaggio ai sistemi
di pagamento esclusivamente digitali, che sarebbe ingenuo vedere semplicemente come un’alternativa “più comoda” al contante.

In realtà, una società priva di contante presenta seri pericoli sul fronte del controllo sociale e impedisce qualsiasi forma di pagamento “fuori dalla rete, mentre l’abolizione del contante gioca a favore delle istituzioni finanziarie e delle aziende che gestiscono sistemi di pagamento, per questo intente a una pervasiva opera di persuasione, volta a convincerci che l’eliminazione del contante non solo vada a nostro vantaggio, ma risponda a una richiesta che viene da noi.

Di seguito l’articolo di Brett Scott:

In tutto il mondo occidentale le banche stanno chiudendo sportelli bancomat e filiali. In questo modo stanno cercando di spingerci a utilizzare i loro sistemi di pagamento digitali e i loro servizi di “digital banking”. Proprio come Google vuole che tutti accedano e navighino nel più ampio mondo di Internet attraverso il suo portale di ricerca, che è controllato privatamente, così le istituzioni finanziarie vogliono che tutti possano accedere e navigare nel più ampio mondo dell’economia, attraverso i loro sistemi.

Un altro obiettivo è ridurre i costi per aumentare i profitti. Le filiali richiedono personale. Sostituirle con “app” standardizzate gestite dal cliente, consente ai senior manager delle istituzioni finanziarie di controllare e monitorare direttamente le interazioni con la clientela.

Le banche, ovviamente, ci raccontano una storia diversa sul perché lo fanno. Recentemente ho ricevuto una lettera dalla mia banca, che spiegava come stiano chiudendo le filiali locali perché “i clienti si stanno spostando verso il digitale” e loro stiano quindi “rispondendo alle mutate preferenze dei clienti”. Sono uno dei clienti a cui si riferiscono, ma non ho mai chiesto loro di chiudere filiali.

È un processo che si autoalimenta: chiudendo le loro filiali, o smantellando i loro sportelli bancomat, ci rendono più difficile utilizzare questi servizi. Abbiamo molta più probabilità di “scegliere” l’opzione digitale se le banche deliberatamente rendono più difficile per noi scegliere l’opzione non digitale.

Nell’economia comportamentale questo è indicato come “nudging ” (“indirizzare”). Se una istituzione potente vuole fare in modo che le persone scelgano una determinata cosa, la strategia migliore è rendere difficile la scelta dell’alternativa.

Possiamo illustrare questo sistema, con l’esempio delle casse per il pagamento automatico dei supermercati. La finalità sotto traccia è quella di sostituire il personale di cassa con apparecchi self-service per ridurre i costi. Ma i supermercati devono convincere i loro clienti, così all’inizio presentano il “self-checkout” come una comoda alternativa. Quando alcune persone iniziano a usare questa alternativa, il supermercato può citare il fenomeno come prova di un cambiamento nel comportamento dei clienti, che poi viene usato per giustificare una riduzione dei dipendenti addetti alle casse. Questo a sua volta rende più scomodo utilizzare le casse dotate di personale, il che a sua volta rende i clienti più propensi a utilizzare le macchine. E così, lentamente, ti svezzano dal personale e ti “indirizzano” verso il self-service.

Allo stesso modo, le istituzioni finanziarie stanno cercando di indirizzarci verso una società senza contanti e verso il “digital banking”. Il vero scopo è il profitto aziendale. Le società di pagamento come “Visa” e “Mastercard” vogliono aumentare il volume di vendita dei loro servizi di pagamento digitali, mentre le banche vogliono ridurre i costi. Il “nudging” richiede due mosse. In primo luogo, devono aumentare la scomodità di contanti, bancomat e filiali. In secondo luogo, devono promuovere energicamente l’alternativa. Cercano di “insegnare” alle persone a volere il digitale, e poi a “sceglierlo”.

Su questo, ci è utile la lezione del filosofo marxista Antonio Gramsci. Il suo concetto di egemonia si riferiva al modo in cui i potenti condizionano l’ambiente culturale ed economico, in modo tale che i loro interessi inizino a essere percepiti come naturali e inevitabili dall’opinione pubblica. Nessuno è sceso in strada a manifestare a favore dei sistemi di pagamento digitali venti anni fa, mentre oggi sembra sempre più ovvio e “naturale” che questi sistemi debbano prendere il sopravvento. È una convinzione che non è scaturita dal nulla. È il risultato diretto di un progetto egemonico portato avanti dalle istituzioni finanziarie.

Possiamo anche riprendere il concetto di interpellanza di Louis Althusser. L’idea di base è che puoi convincere le persone a interiorizzare determinate convinzioni, comportandoti come se le avessero già. Vent’anni fa nessuno credeva che il denaro fosse “scomodo”, ma ogni volta che vado nella metropolitana di Londra, vedo pubblicità che mi si rivolgono come se fossi una persona che trova scomodo usare il denaro contante.

L’obiettivo è di costruire dall’esterno una mia convinzione che il denaro contante sia scomodo e che passare a sistemi senza contante vada a mio vantaggio. Ma una società senza contante non è nel nostro interesse. Va a vantaggio delle banche e delle società di sistemi di pagamento. Il loro compito è farci credere che sia anche nel nostro interesse, e ci stanno riuscendo.

Il recente caos della Visa, durante il quale milioni di persone diventate dipendenti dai sistemi di pagamento digitale si sono improvvisamente trovate bloccate, quando la rete di pagamento monopolistica è andata in crash, ha rappresentato una temporanea battuta d’arresto. I sistemi digitali possono essere “comodi”, ma spesso presentano punti nodali di fragilità. I contanti invece non vanno in crash. Non si basano su archivi di dati esterni e non sono soggetti a controllo o monitoraggio remoto.

Il sistema del contante consente uno spazio “fuori dalla rete” non monitorato. Questo è anche il motivo per cui le istituzioni finanziarie e le società di tecnologia finanziaria vogliono liberarsene. Le transazioni in contanti sono al di fuori della rete gettata da queste istituzioni per raccogliere commissioni e dati.

Una società senza contanti porta con sé dei pericoli. Le persone prive di un conto in banca si troverebbero ulteriormente emarginate. Ci sono, inoltre, anche implicazioni psicologiche poco note sul fatto che il denaro contante incoraggia l’autocontrollo, mentre il pagamento tramite carta o telefono cellulare può incoraggiare la spesa. Istituire una società senza contanti, poi, comporta anche importanti implicazioni sulla sorveglianza.

Nonostante questo, vediamo che c’è un allineamento tra governo e istituzioni finanziarie. Il ministero del Tesoro, in Inghilterra, ha recentemente organizzato una consultazione pubblica su contanti e pagamenti digitali nella nuova economia. Si è presentato come teso a trovare un equilibrio tra i due, rilevando che il denaro contante era ancora importante. Ma gli anni di sottile pressione da parte dell’industria finanziaria hanno chiaramente dato i loro frutti. Gli elementi portati come prove sottolineano ripetutamente gli aspetti negativi dell’uso del contante – associandolo alla criminalità e all’evasione fiscale – ma citano a mala pena le implicazioni negative dei pagamenti digitali.

Il governo britannico ha scelto di sostenere l’industria dei servizi finanziari digitali. Un atteggiamento irresponsabile e in malafede. Dobbiamo smetterla di accettare le storie che dipingono come un “progresso naturale” la società senza contante e l’iper-digital banking. Dobbiamo riconoscere in ogni bancomat che viene smantellato, un altro passo della campagna delle istituzioni finanziarie per indirizzarci nei loro recinti digitali.

Articolo di Brett Scott – attivista, ex broker e autore di “The Heretic’s Guide to Global Finance: Hacking the Future of Money”.

26/04/2025

Visto che domani c'è un blackbout META/FB, lo pubblico ora. È ufficiale. Firmato alle 8:20. Era persino in TV. Il mio è diventato davvero blu. Non dimenticate che domani inizia la nuova regola di Facebook (alias... nuovo nome, META) dove possono usare le tue foto. Non dimenticate che la scadenza è oggi!!!
Tieni il dito ovunque in questo messaggio e apparirà "copia". Clicca su "copia". Poi vai alla tua pagina, crea un nuovo post e metti il dito ovunque nel campo vuoto. Apparirà "Incolla" e clicca su Incolla.
Questo bypasserà il sistema...
Chi non fa niente acconsente

Secondo lo show 60 Minutes:
Nel caso ve lo fosse perso: un avvocato ci ha consigliato di postare questo. La violazione della privacy può essere punita dalla legge NOTA: Facebook Meta è ora un ente pubblico. Ogni membro deve pubblicare una nota come questa. Se non pubblichi una dichiarazione almeno una volta, si capisce tecnicamente che stai consentendo l'uso delle tue foto, nonché le informazioni contenute negli aggiornamenti di stato del tuo profilo.
DICHIARO CHE NON DO IL MIO PERMESSO PER FACEBOOK O META DI USARE NESSUNO DEI MIEI DATI PERSONALI.

E fu fatto presidente della repubblica! Hanno distrutto l'Italia. Amato è ancora lì.
12/12/2024

E fu fatto presidente della repubblica! Hanno distrutto l'Italia. Amato è ancora lì.

7159 likes, 540 comments. Check out Komandante’s video.

Un giornalista scomodo e per questo fatto fuori.
25/11/2024

Un giornalista scomodo e per questo fatto fuori.

200 likes, 8 comments. “🚨PREPARARE IL NEMICO Tratto da Milioni di persone non sanno nulla Noi non viviamo più in democrazia. Non esiste più nessuna democrazia. La democrazia nel mondo occidentale è finita da tempo. Non ce ne siamo accorti. E i sistemi che ci sono stati qui illustrati ci dico...

Ma dove va? Scappa?.
25/11/2024

Ma dove va? Scappa?.

3667 likes, 383 comments. Check out francy5’s video.

25/11/2024

Check out Emiliano Ghizzi’s video.

Indirizzo

Via Europa, 114
Salò
25087

Orario di apertura

Venerdì 09:00 - 17:00
20:00 - 15:00
Sabato 20:00 - 15:00
Domenica 20:00 - 13:00

Telefono

+393339211299

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