23/07/2026
Non avremmo saputo esprimerci meglio su questo tema
Dopo la conferenza stampa di Lega Ambiente si è scritto e commentato in modo ingiustamente denigratorio, rispetto la qualità delle acque del Lago di Garda.
Voglio quindi contestualizzare il tutto con una visione quanto più equilibrata possibile, attraverso dati certificati ed evidenze scientifiche, per una questione di rispetto verso tutti, verso chi legge, chi esegue le analisi e per chi vive sul territorio.
Cominciamo con dire una cosa, le acque di balneazione del Lago di Garda sono generalmente sempre eccellenti.
Si può quindi affermare che, preso atto di questa evidenza, il Lago di Garda goda di un’ottima salute generale?
No, ci sono tanti fattori da valutare, non ne basta uno solo, nel “bene” o nel “male”.
Considerando che il Lago di Garda ospita oltre 25/26 milioni di presenza l’anno, accogliendo suo malgrado 45 specie aliene, di cui molte con carattere di invasività, ed è soggetto ad un continuo depauperamento del suo apparato vegetale e ittico autoctono, con un aumento delle temperatura media dell'acqua ed un sistema di collettazione/depurazione funzionale ma al limite delle sue capacità, non può essere in grado ne è in condizione di esprimere al meglio le sue caratteristiche naturali.
Deve infatti fare i conti con molte di queste questioni ma, grazie al suo enorme volume idrico, ovvero 49 km cubici (49.000 miliardi di litri), ha dalla sua una grande capacità di diluizione che lo rende resiliente alle pressioni a cui è sottoposto, reagendo bene a varie avversità, mantenendo una buona ossigenazione dei suoi strati più profondi (8,8 mg/l nel 2026 -APPA-TN), con basse concentrazioni di sali nutritivi disciolti (diminuzione del 25% del fosforo totale dal 2006 al 2026 APPA-TN), una buona trasparenza, bassa possibilità di sviluppo in percentuale di cianobatteri potenzialmente tossici (relazione DiMark 2025, rif. rel. Nico Salmaso) resistendo inoltre bene alle derivazioni idriche a cui è sottoposto come bacino idrico a scopo agricolo.
Detto ciò, Lega Ambiente esegue una volta l'anno, tramite Goletta dei Laghi, alcuni prelievi di acqua in zone di foce, quindi in pochi cm di acqua, esaminando 6 punti l'anno per la sponda veronese, monitorando non la qualità del corpo idrico gardesano in sé, ma siti noti per talune criticità, alcune annose.
Ciclicamente si evidenziano valori legati alla presenza di reflui urbani a cui vengono assegnate classificazioni non supportate da una normativa ufficiale, generando spesso confusione, perché parametrati alla direttiva di riferimento delle acque di balneazione, anche se non lo sono.
In questi siti di foce come detto si riscontrano problemi causati da alcune strutture abitative/ricettive magari non correttamente allacciate alle condutture fognarie (anche per danni non segnalati) o per attivazione di sfioramenti del sistema di collettazione reflua urbana che, soprattutto in stagione estiva o dopo temporali, non sempre risulta in grado di gestire i carichi in transito.
𝑵.𝑩: 𝑳𝒐 "𝒔𝒇𝒊𝒐𝒓𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐" 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒎𝒂 𝒊𝒅𝒓𝒂𝒖𝒍𝒊𝒄𝒐, 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒅𝒊 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒐 𝒆' 𝒊𝒍 𝒄𝒐𝒍𝒍𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒍𝒍𝒆𝒈𝒂𝒕𝒐 𝒂𝒍 𝒅𝒆𝒑𝒖𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒆, 𝒓𝒊𝒔𝒖𝒍𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒆𝒗𝒊𝒕𝒂𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒆𝒗𝒊𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒂𝒏𝒐 𝒗𝒆𝒓𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒓𝒔𝒊 𝒓𝒐𝒕𝒕𝒖𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒕𝒖𝒃𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒆 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒕𝒆 𝒓𝒂𝒈𝒈𝒊𝒖𝒏𝒈𝒐𝒏𝒐 𝒖𝒏 𝒑𝒖𝒏𝒕𝒐 𝒄𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒐, 𝒖𝒏 𝒑𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝒑𝒆𝒏𝒕𝒐𝒍𝒂 𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 “𝒇𝒊𝒔𝒄𝒉𝒊𝒂”, 𝒒𝒖𝒊𝒏𝒅𝒊 𝒔𝒇𝒊𝒂𝒕𝒂, 𝒂𝒓𝒓𝒊𝒗𝒂𝒕𝒂 𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒂𝒑𝒑𝒖𝒏𝒕𝒐; 𝒔𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒇𝒊𝒂𝒕𝒂𝒔𝒔𝒆 𝒔𝒄𝒐𝒑𝒑𝒊𝒆𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒊𝒄𝒄𝒐𝒍𝒂 𝒃𝒐𝒎𝒃𝒂, 𝒄𝒐𝒔𝒊' 𝒊𝒍 𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒎𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒄𝒐𝒍𝒍𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒖𝒏 𝒄𝒆𝒓𝒕𝒐 𝒔𝒆𝒏𝒔𝒐.
Esistono delle criticità, seppur puntiformi, nonostante il puntuale lavoro di verifica e ripristino svolto negli anni da AGS per la parte veronese del Garda, ma non influiscono direttamente sulla qualità delle acque di balneazione, ne sulla qualità generale del corpo idrico.
Questo non significa vadano ignorate o sottovalutate, anzi sono utili indicatori, ma non vanno utilizzate per creare allarmismo ingiustificato...nonostante io sia ben conscio che sono solitamente i post e articoli con titoli allarmanti a portare un maggior numero di “clic” e visualizzazioni alla pagina, creando engagement, visibilità e possibili introiti di sponsorizzazioni pubblicitarie.
Ho trovato infatti tanti titoli di giornali on-line che descrivevano il Garda come inquinato, in crisi, scatenando commenti quali: “il lago è una fogna”, “il lago fa schifo”, “puzzolente”, “non ci farei mai il bagno”, ecc…il tenore di molti commenti era questo, stimolati dai titoli evidentemente, il tutto scritto da gente mossa da un'ignoranza in materia tale che il detto “𝒖𝒏 𝒃𝒖𝒐𝒏 𝒕𝒂𝒄𝒆𝒓 𝒏𝒐𝒏 𝒇𝒖 𝒎𝒂𝒊 𝒔𝒄𝒓𝒊𝒕𝒕𝒐” calzerebbe loro a pennello.
La realtà però è un’altra evidentemente.
Le acque di balneazione, come da direttiva comunitaria 2006/7/CE recepita dal D.Lgs 30 maggio 2018 n°116, non sono identificate nelle zone di foce (dove vi sono pochi cm di acqua senza una adeguata diluizione), non dovrebbero essere quindi prelevati campioni in dette zone per essere poi parametrati come se lo fossero, anche perché lì la balneazione risulta vietata a prescindere dalla qualità delle acque e qui nasce spesso, volutamente o meno, il fraintendimento.
Le acque di balneazione sono analizzate la dove previsto dalla legislazione vigente e monitorate mensilmente dalle agenzie regionali di protezione ambientale attraverso analisi e prelievi standardizzati, eseguiti da professionisti, pubblicando poi, con le diciture conformi, i risultati delle analisi on-line: www.arpa.veneto.it (per la parte veneta ad esempio).
𝐏𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐆𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐨𝐧𝐞𝐬𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐛𝐞𝐧 𝟔𝟓 𝐢 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐥𝐢𝐞𝐯𝐨 𝐞𝐬𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐚 𝐜𝐚𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐬𝐢𝐥𝐞, geolocalizzati, ognuno di essi è provvisto di una propria scheda che indica i risultati delle analisi rispetto la presenza di Escherichia coli, Enterococchi, residui bituminosi, vetro, plastiche, gomme, temp. acqua e aria, con gli storici dei prelievi e risultati precedenti, infine ogni punto poi riporta la sua simbologia identificativa ufficiale circa la qualità delle acque, come da disposizione europea 2011/321/UE.
𝐔𝐧 𝐞𝐬𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞?
Peschiera del Garda è stata inserita, con un punto di prelievo in foce, come “inquinata” da Lega Ambiente; alcune testate giornalistiche on-line hanno ben visto di riportare il nome di Peschiera del Garda a fianco di un titolo che recitava, bene o male: “Il passo indietro del Garda - Solo metà del Lago è pulito”, generando una molteplicità di reazioni fuori luogo ed esageratamente denigratorie.
Ebbene le analisi di ARPAV, effettuate a metà giugno nelle acque di balneazione antistanti il punto esaminato (circa una settimana dopo i prelievi in foce di Lega Ambiente), sono risultate “eccellenti”, con valori di Escherichia coli pari a 𝟓 (MPN/100ml) ed Enterococchi pari a