07/07/2025
IL GERONTICIDIO IN SARDEGNA
Il Geronticidio: quando i vecchi venivano portati a morire
In tempi antichi, si racconta che in Sardegna esistesse una tradizione crudele ma accettata con serenità: quella del geronticidio. Era una pratica che prevedeva che i figli, una volta che i propri genitori raggiungevano una certa età, li conducessero su rupi impervie e li lasciassero morire o addirittura li precipitassero giù, convinti che quella fosse la fine giusta e dignitosa per chi non era più utile. Secondo le fonti antiche, come lo storico Timeo di Tauromenio, questo rito non era solo accettato, ma veniva affrontato dai vecchi stessi con una sorta di fierezza. Non c’era paura, ma rassegnazione e perfino sorriso. Era il segno di una società che considerava la vecchiaia come una fase di vita ormai conclusa, e che preferiva una morte "programmata" piuttosto che l’invecchiamento lento e incerto.
Anche Demone, un altro scrittore antico, racconta che i coloni cartaginesi presenti in Sardegna sacrificavano agli dei, come Kronos, gli anziani oltre i settant’anni, e anche i prigionieri più belli. Questi ultimi affrontavano la morte ridendo, per non apparire deboli o paurosi: la morte non era solo una fine, ma anche una prova di carattere.
Col tempo però qualcosa cambiò. L’arrivo del cristianesimo, con i suoi valori di pietà e rispetto per la vita umana, contribuì a trasformare questi costumi. Ma non fu solo la religione a modificare le usanze: anche la consapevolezza del valore dell’esperienza degli anziani cominciò a farsi strada. In una società contadina e pastorale, dove la sopravvivenza dipendeva dalla conoscenza della natura e dei suoi ritmi, l’esperienza degli anziani diventava una risorsa preziosa. Ed è proprio in questo contesto che nascono alcune leggende che mettono in discussione l’antico rituale.
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La pietra del vecchio
C’è una storia semplice ma potente: un giovane stava portando il padre anziano a morire in montagna. Stanco e affaticato, si fermò a riposare su una grande pietra. Fu allora che il padre gli disse: «Anche io, quando portai mio padre a morire, mi fermai qui a riposare». Il figlio, colto da un brivido, capì in un attimo che quello stesso destino sarebbe toccato anche a lui. In un impeto di coscienza, cambiò idea: tornò indietro e decise di riportare il padre a casa. Da quel momento, nessun altro vecchio fu più condotto a morire.
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La saggezza del vecchio
Un’altra leggenda racconta di un giovane che stava per abbandonare il padre in montagna, seguendo la solita usanza. Ma il vecchio, cercando di convincerlo, gli disse: «Se mi lasci vivere, potrò esserti ancora utile. Conosco il cielo, le stagioni, il tempo giusto per seminare...». Il figlio, colpito dalle parole del padre, lo nascose in una grotta e cominciò a consultarlo ogni volta che aveva bisogno di un consiglio. Con il tempo, la saggezza del giovane divenne famosa nel villaggio. Ma quando gli altri si accorsero che la sua sapienza era troppo grande per essere solo sua, lo interrogarono e lui finì per confessare. Allora tutti capirono quanto valore avessero ancora gli anziani e smisero di ucciderli.
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Il forestiero
Una terza storia narra di due figli che stavano portando il loro padre in montagna per liberarlo dal “peso degli anni”. L’uomo anziano faceva fatica a camminare, e i figli lo incitavano a sbrigarsi. Lungo la strada incontrarono un forestiero, che si fermò incuriosito e chiese loro dove stessero andando. I due, stupiti che qualcuno potesse ignorare quella consuetudine, risposero che stavano semplicemente seguendo la tradizione: così si era sempre fatto.
Il forestiero però li fece riflettere: «Da noi i vecchi muoiono di vecchiaia, non vengono abbandonati. E se un giorno i vostri figli facessero lo stesso con voi?» Questa domanda, semplice ma potente, fece vacillare le certezze dei due giovani. Persino il padre, pur rassegnato, affermò che anche lui aveva fatto lo stesso con il proprio genitore e che era giusto così.
Ma il forestiero insistette: «E se invece le cose cambiassero?» Alla fine, i due figli si lasciarono convincere. Tornarono al villaggio con il padre e portarono il forestiero con loro, perché parlasse anche agli altri abitanti. Da quel momento, racconta la leggenda, i vecchi non furono più portati a morire in montagna. Furono lasciati vivere fino alla fine naturale dei loro giorni.
Klepsydra
Fonte: Dolores Turchi, Leggende e racconti popolari della Sardegna: Edizioni della Torre-2004