09/10/2026
𝗦𝗔𝗡𝗧𝗢 𝗦𝗧𝗘𝗙𝗔𝗡𝗢 𝗗𝗜 𝗦𝗘𝗦𝗦𝗔𝗡𝗜𝗢, 𝗜𝗟 𝗕𝗢𝗥𝗚𝗢 𝗗𝗘𝗜 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗜 𝗜𝗡 𝗔𝗕𝗥𝗨𝗭𝗭𝗢
Ogni volta che vi parlo della mia regione, l’Abruzzo, e di qualche suo scorcio poco conosciuto, la risposta è sempre entusiasta. E allora oggi vi porto a Santo Stefano di Sessanio, borgo che pare uscito da una di quelle serie Tv storiche, con le sue case in pietra, le stradine tortuose e un’atmosfera che sembra sospesa nel tempo.
Santo Stefano se ne sta nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a quasi 1.300 metri di altitudine, ed è uno dei più suggestivi borghi medievali dell’Abruzzo, un luogo dove la storia e la natura si intrecciano in modo indissolubile. Ma la vera protagonista di questo piccolo gioiello è senza dubbio la Torre Medicea, che svetta fiera sopra il borgo, testimone di secoli di storia.
La Torre Medicea è il simbolo indiscusso di Santo Stefano di Sessanio, non solo per la sua imponenza, ma anche per il suo significato storico. Costruita intorno al XII secolo, questa torre cilindrica dominava il territorio circostante, fungendo da punto di avvistamento e difesa. Nel XVI secolo, il borgo passò sotto il controllo della potente famiglia dei Medici di Firenze, che mantenne la torre come simbolo del proprio dominio. Questo legame con i Medici non solo conferì prestigio al piccolo borgo, ma portò anche a un periodo di relativa prosperità.
Voi direte, ma se la Torre esisteva già da secoli, perché richiama nel nome i Medici? Chi può dirlo, amici, ma immagino che il nome dei Medici sia un bel richiamo, e il marketing, magari con altri nomi, è sempre esistito.
Purtroppo, il terremoto dell’Aquila del 2009 ha fatto i suoi bei danni anche qui, e la Torre Medicea è crollata quasi interamente. Con una velocità non proprio da record, la torre è stata restaurata e, dal 2021, è tornata al suo ruolo di simbolo di un passato.
A questo proposito, mi diverte sempre notare che l’importanza di Santo Stefano e di altri borghi vicini, è dovuta alla pastorizia e alla transumanza, che nel Medio Evo resero molto proficuo il mercato della lana. Considerate le sciocche battute sugli “abruzzesi pecorari” e altre idiozie, il fatto che proprio questa caratteristica sia alla base di alcune delle meraviglie della regione fa sorridere. Alle spalle degli stupidi, soprattutto.
Torre a parte, passeggiare per Santo Stefano di Sessanio è come salire sulla De Lorean di “Ritorno al Futuro”. Il borgo, interamente costruito in pietra calcarea bianca e grigia, conserva l’aspetto medievale che lo rende così affascinante. Le stradine strette e lastricate, le case con portali in pietra decorati, gli archi e le piccole piazze creano un ambiente suggestivo, ideale per chi ama perdersi tra le pieghe della storia.
Come detto, un tempo, il borgo era un importante centro di commercio della lana, e ancora oggi si possono trovare testimonianze di questa vocazione, come i resti di antichi opifici e le case dei mercanti.
A lungo abbandonato, Santo Stefano è oggi una delle mete preferite per gli amanti del turismo sostenibile e culturale, grazie soprattutto a Daniele Kihlgren, uno svedese che trent’anni fa si è messo in testa l’idea di recuperare il borgo. Da allora, Santo Stefano è tornato faticosamente a prosperare con progetti di recupero che hanno trasformato alcune delle antiche abitazioni in strutture ricettive di grande fascino, in ristoranti dove – ve lo garantisco personalmente – si mangia da Dio e caratteristiche botteghe che vendono un po’ di tutto. Specie roba inutile, quella di cui c’è più bisogno.
Oltre al fascino intrinseco del borgo, i dintorni di Santo Stefano di Sessanio offrono un sacco di opportunità per chi ama la natura e la storia.
Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, per iniziare, in cui il borgo è immerso, uno dei più grandi d’Italia, che offre innumerevoli percorsi per escursioni a piedi, in bici o a cavallo.
La celebre Rocca Calascio, a pochi chilometri, è una delle fortezze più alte d’Italia, famosa per la sua posizione panoramica mozzafiato. La rocca, costruita anch’essa nel Medioevo, è un luogo suggestivo, spesso usato come set cinematografico per film ambientati in epoche storiche, come “Ladyhawke”.
Campo Imperatore, soprannominato il “Piccolo Tibet” per la sua somiglianza con gli altipiani tibetani, un vasto altopiano che si estende ai piedi del Gran Sasso. Qui è possibile ammirare paesaggi unici, ideali per escursioni o semplicemente per godersi il silenzio e la bellezza della natura. E fermarsi in qualche spartano locale per farsi una “riempita” di arrosticini.
Il Borgo di Castel del Monte è un altro gioiello abruzzese situato a breve, anch’esso un borgo medievale affascinante, noto per le sue tradizioni pastorali e per il famoso pecorino locale.
Ultimo dettaglio, forse il più interessante – sì, vabbè – è che a Santo Stefano di Sessanio è ambientato un mio racconto contenuto nella raccolta “Incipit” e che, in una sua versione spopolata degli anni ’70, si svolge una scena chiave di un mio romanzo giallo ancora inedito che spero uscirà a breve.
Alcune delle foto della galleria sono del Vostro narratore in persona, vi sfido a riconoscerle (sono quelle peggiori 😅).
[Arte e Storia]