UILCA Gruppo MPS

UILCA Gruppo MPS Pagina ufficiale della Segreteria UILCA Gruppo Montepaschi

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18/06/2026

𝘾𝙊𝙈𝙐𝙉𝙄𝘾𝘼𝙏𝙊 𝙐𝙉𝙄𝙏𝘼𝙍𝙄𝙊 𝙎𝙀𝙂𝙍𝙀𝙏𝙀𝙍𝙄𝙀 𝘿𝙄 𝘾𝙊𝙊𝙍𝘿𝙄𝙉𝘼𝙈𝙀𝙉𝙏𝙊 𝙈𝙋𝙎 – 𝙌𝙐𝙀𝙎𝙏𝙄𝙊𝙉𝘼𝙍𝙄𝙊 𝙎𝙏𝙍𝙀𝙎𝙎 𝘿𝘼 𝙇𝘼𝙑𝙊𝙍𝙊 𝘾𝙊𝙍𝙍𝙀𝙇𝘼𝙏𝙊

Da domani al 3 luglio sarà somministrato a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori di Banca Monte dei Paschi di Siena il nuovo questionario sullo Stress Lavoro Correlato (SLC).

L’indagine, realizzata grazie al confronto tra Organizzazioni Sindacali, RLS e Azienda, rappresenta uno strumento essenziale per rilevare le condizioni di lavoro percepite e individuare possibili aree di miglioramento organizzativo.

La partecipazione diffusa è fondamentale: attraverso contributi anonimi e riservati sarà possibile raccogliere indicazioni concrete utili a promuovere il benessere delle persone e la qualità dell’ambiente di lavoro.

Invitiamo tutte le colleghe e tutti i colleghi a partecipare attivamente a questa importante rilevazione.

Vi è qualcosa che, nell’attuale stagione di quello che viene comunemente definito risiko bancario, continua ad apparirmi...
16/06/2026

Vi è qualcosa che, nell’attuale stagione di quello che viene comunemente definito risiko bancario, continua ad apparirmi profondamente contraddittorio e, per certi aspetti, persino difficile da conciliare con molti dei principi che negli ultimi anni hanno accompagnato il dibattito pubblico sul ruolo del sistema creditizio nel nostro Paese.

Da tempo, infatti, le istituzioni, le autorità di vigilanza, il mondo economico e finanziario, gli osservatori e gli stessi protagonisti del mercato richiamano con insistenza la necessità di sostenere la crescita dell’Italia, rafforzarne la competitività, accompagnarne gli investimenti, contrastare quella desertificazione bancaria che continua a sottrarre presìdi economici e sociali a territori sempre più estesi e, soprattutto, preservare quel rapporto di prossimità tra banca, famiglie, imprese e comunità locali che costituisce uno degli elementi essenziali della funzione sociale del credito. Si tratta di considerazioni che condivido pienamente e che ritengo tuttora fondamentali, proprio perché affondano le proprie radici in una concezione della banca che non si esaurisce nella dimensione finanziaria, ma conserva una relazione diretta con lo sviluppo dei territori e con l’economia reale.

Proprio per questa ragione mi riesce difficile comprendere una logica che sembra invece procedere lungo una direttrice diversa, nella quale la crescita non coincide con la creazione di nuovo valore ma con la progressiva eliminazione di soggetti esistenti; nella quale l’obiettivo non appare quello di ampliare il sostegno all’economia reale bensì quello di redistribuire quote di mercato già consolidate; nella quale il successo sembra misurarsi non tanto sulla capacità di finanziare meglio famiglie e imprese quanto sulla possibilità di assorbire, incorporare o neutralizzare concorrenti, quasi che la dimensione rappresenti di per sé un valore sufficiente a giustificare qualsiasi operazione.

Nel caso di Monte dei Paschi questa riflessione assume una portata ancora più significativa, perché non stiamo discutendo di una banca qualunque né di una realtà priva di una propria storia e di una propria identità. Stiamo parlando di un istituto che rappresenta una parte rilevante della storia economica italiana, di una realtà che ha attraversato secoli di trasformazioni, crisi e mutamenti, e di una comunità professionale che ha conosciuto una delle stagioni più difficili della propria esistenza, riuscendo tuttavia, attraverso sacrifici enormi, senso di appartenenza, professionalità e dedizione, a riconquistare credibilità, solidità patrimoniale e capacità di produrre valore.

Per anni alle lavoratrici e ai lavoratori è stato chiesto di credere nel risanamento; per anni è stato chiesto loro di affrontare riorganizzazioni profonde, uscite, trasformazioni tecnologiche, riduzioni di organico e cambiamenti continui; per anni è stato spiegato che il futuro della banca sarebbe dipeso dalla capacità di restituirle stabilità, equilibrio e competitività. Oggi quel risultato è sotto gli occhi di tutti: Monte dei Paschi è tornata a produrre utili importanti, è tornata a distribuire dividendi, è tornata a occupare un ruolo rilevante nel panorama bancario nazionale e ha recuperato una centralità che soltanto pochi anni fa appariva difficile perfino immaginare.

Ed è proprio a questo punto che emerge la domanda più difficile, quella che forse merita una riflessione più approfondita e che non può essere liquidata come una semplice valutazione emotiva o identitaria: se una banca viene risanata, rafforzata e riportata al centro del sistema, perché il suo destino dovrebbe essere quello di scomparire?

Questo è, in fondo, il nodo che non può essere eluso. Non stiamo parlando soltanto di un’operazione finanziaria, né esclusivamente di interessi azionari o di valutazioni di mercato; stiamo parlando della possibile cancellazione di Monte dei Paschi come banca autonoma, della possibilità che la sua rete commerciale venga suddivisa tra altri soggetti e della prospettiva che ciò che è stato costruito e ricostruito nel corso degli anni finisca per essere disperso all’interno di realtà differenti. Stiamo parlando, in altre parole, della possibile scomparsa di un’identità aziendale, di una cultura professionale, di un sistema di relazioni industriali e di un patrimonio di competenze che non nasce da un algoritmo finanziario ma dal lavoro quotidiano, dall’esperienza accumulata nel tempo e dalla dedizione di migliaia di persone.

A questo punto la riflessione assume inevitabilmente un respiro più ampio, perché se il destino delle banche che riescono a risanarsi è quello di essere successivamente assorbite o smembrate, allora diventa inevitabile interrogarsi sul modello di sviluppo che stiamo perseguendo. Se ogni operazione conduce verso una concentrazione sempre maggiore, se ogni stagione del credito si conclude con un numero inferiore di operatori e se ogni banca che torna forte viene immediatamente considerata una preda, il rischio è quello di confondere la concentrazione con lo sviluppo e la dimensione con il valore, attribuendo alla grandezza un significato che non sempre coincide con l’effettivo rafforzamento del sistema.

La storia economica, del resto, insegna che non sempre ciò che è più grande è anche migliore, che non sempre la riduzione del numero dei soggetti produce maggiore efficienza e che non sempre l’eliminazione di un concorrente coincide con il rafforzamento complessivo del mercato. Esiste una differenza profonda tra costruire un progetto industriale e spartirne i risultati; una differenza altrettanto profonda tra creare valore e redistribuire valore già esistente; una differenza sostanziale, infine, tra rafforzare una banca e cancellarla.

Per tale motivo la questione che oggi si pone attorno a Monte dei Paschi non riguarda soltanto il futuro di un istituto, ma investe, in una prospettiva più generale, il futuro stesso del sistema bancario italiano. Dopo anni nei quali a una comunità di donne e uomini è stato chiesto di salvare una banca, di difenderla, di rilanciarla e di riportarla agli utili, appare infatti legittimo domandarsi se il punto di arrivo debba davvero coincidere con la sua scomparsa oppure con la valorizzazione di ciò che è stato costruito e riconquistato attraverso un percorso lungo e difficile.

Monte dei Paschi non è soltanto una quota di mercato, né una rete commerciale, né una somma di attivi, passivi, sportelli e coefficienti patrimoniali. Monte dei Paschi è un patrimonio del Paese; è storia, competenza, lavoro e fiducia riconquistata. Proprio per questo risulta difficile comprendere perché tutto ciò debba essere considerato il punto di partenza di una spartizione anziché il fondamento di un autentico progetto industriale capace di guardare al futuro, valorizzando quanto il tempo, il sacrificio e la professionalità di migliaia di persone hanno saputo ricostruire.

𝘾𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞𝙘𝙖𝙩𝙤 𝙐𝙣𝙞𝙩𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙎𝙚𝙜𝙧𝙚𝙩𝙚𝙧𝙞𝙚 𝙙𝙞 𝘾𝙤𝙤𝙧𝙙𝙞𝙣𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙈𝙋𝙎𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐌𝐏𝐒 𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨: 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐧𝐞𝐠𝐨𝐳𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢        ...
09/06/2026

𝘾𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞𝙘𝙖𝙩𝙤 𝙐𝙣𝙞𝙩𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙎𝙚𝙜𝙧𝙚𝙩𝙚𝙧𝙞𝙚 𝙙𝙞 𝘾𝙤𝙤𝙧𝙙𝙞𝙣𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙈𝙋𝙎

𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐌𝐏𝐒 𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨:
𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐧𝐞𝐠𝐨𝐳𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢

𝙇𝙀 𝙋𝙀𝙍𝙎𝙊𝙉𝙀 𝙋𝙍𝙄𝙈𝘼 𝘿𝙀𝙇𝙇𝙀 𝙊𝙋𝙀𝙍𝘼𝙕𝙄𝙊𝙉𝙄Il futuro di Monte dei Paschi non può essere deciso guardando solo ai numeri.Il valore ...
09/06/2026

𝙇𝙀 𝙋𝙀𝙍𝙎𝙊𝙉𝙀 𝙋𝙍𝙄𝙈𝘼 𝘿𝙀𝙇𝙇𝙀 𝙊𝙋𝙀𝙍𝘼𝙕𝙄𝙊𝙉𝙄

Il futuro di Monte dei Paschi non può essere deciso guardando solo ai numeri.

Il valore di questa banca nasce dalle persone che, con lavoro e professionalità, ne hanno reso possibile il rilancio.

Qualsiasi operazione dovrà garantire occupazione, competenze, territori e futuro della banca.

Su questo non faremo sconti a nessuno.

𝙇𝙀 𝘿𝙄𝘾𝙃𝙄𝘼𝙍𝘼𝙕𝙄𝙊𝙉𝙄 𝘿𝙄 𝘾𝘼𝙍𝙇𝙊 𝙈𝘼𝙂𝙉𝙄, 𝙎𝙀𝙂𝙍𝙀𝙏𝘼𝙍𝙄𝙊 𝙍𝙀𝙎𝙋𝙊𝙉𝙎𝘼𝘽𝙄𝙇𝙀 𝙐𝙄𝙇𝘾𝘼 𝙂𝙍𝙐𝙋𝙋𝙊 𝙀 𝘽𝘼𝙉𝘾𝘼 𝙈𝙋𝙎

𝙇𝙖 𝙍𝙚𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙖 𝙞𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖𝙣𝙖 𝙣𝙖𝙨𝙘𝙚 𝙙𝙖 𝙪𝙣𝙖 𝙨𝙘𝙚𝙡𝙩𝙖 𝙙𝙞 𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙩𝙖̀, 𝙢𝙖 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖 𝙥𝙞𝙚𝙣𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙢𝙤𝙘𝙧𝙖𝙯𝙞𝙖 𝙦𝙪𝙖𝙣𝙙𝙤, 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙖 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙫𝙤𝙡𝙩𝙖, 𝙖𝙣𝙘...
02/06/2026

𝙇𝙖 𝙍𝙚𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙖 𝙞𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖𝙣𝙖 𝙣𝙖𝙨𝙘𝙚 𝙙𝙖 𝙪𝙣𝙖 𝙨𝙘𝙚𝙡𝙩𝙖 𝙙𝙞 𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙩𝙖̀, 𝙢𝙖 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖 𝙥𝙞𝙚𝙣𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙢𝙤𝙘𝙧𝙖𝙯𝙞𝙖 𝙦𝙪𝙖𝙣𝙙𝙤, 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙖 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙫𝙤𝙡𝙩𝙖, 𝙖𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙡𝙚 𝙙𝙤𝙣𝙣𝙚 𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙣𝙤 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙨𝙩𝙤𝙧𝙞𝙖 𝙖𝙩𝙩𝙧𝙖𝙫𝙚𝙧𝙨𝙤 𝙞𝙡 𝙫𝙤𝙩𝙤.

𝐄̀ 𝙣𝙚𝙡 𝙥𝙖𝙨𝙨𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙙𝙖𝙡𝙡'𝙚𝙨𝙘𝙡𝙪𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙖𝙡𝙡'𝙞𝙣𝙘𝙡𝙪𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚, 𝙙𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙢𝙖𝙧𝙜𝙞𝙣𝙖𝙡𝙞𝙩𝙖̀ 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚𝙘𝙞𝙥𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚, 𝙘𝙝𝙚 𝙞𝙡 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙤 𝙋𝙖𝙚𝙨𝙚 𝙘𝙤𝙢𝙥𝙞𝙚 𝙡𝙖 𝙨𝙪𝙖 𝙨𝙘𝙚𝙡𝙩𝙖 𝙥𝙞𝙪̀ 𝙖𝙪𝙩𝙚𝙣𝙩𝙞𝙘𝙖: 𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙩𝙖̀ 𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙙𝙚𝙢𝙤𝙘𝙧𝙖𝙯𝙞𝙖.

𝙇𝙖 𝙍𝙚𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙖 𝙚̀, 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙙𝙞 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤, 𝙧𝙚𝙨 𝙥𝙪𝙗𝙡𝙞𝙘𝙖: 𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙨𝙖 𝙙𝙞 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙞, 𝙡𝙖 𝙧𝙚𝙨𝙥𝙤𝙣𝙨𝙖𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖̀ 𝙙𝙞 𝙘𝙞𝙖𝙨𝙘𝙪𝙣𝙤, 𝙞𝙡 𝙗𝙚𝙣𝙚 𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙚 𝙙𝙖 𝙘𝙪𝙨𝙩𝙤𝙙𝙞𝙧𝙚 𝙤𝙜𝙣𝙞 𝙜𝙞𝙤𝙧𝙣𝙤.

𝘽𝙪𝙤𝙣 𝟐 𝙜𝙞𝙪𝙜𝙣𝙤. 𝙑𝙞𝙫𝙖 𝙡𝙖 𝙍𝙚𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙖, 𝙫𝙞𝙫𝙖 𝙡𝙖 𝘾𝙤𝙨𝙩𝙞𝙩𝙪𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚, 𝙫𝙞𝙫𝙖 𝙡𝙖 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚𝙘𝙞𝙥𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙢𝙤𝙘𝙧𝙖𝙩𝙞𝙘𝙖. 🇮🇹

Tra marzo e giugno 1946, per la prima volta nella storia, le donne ...

Il risiko bancario italiano, che molti osservatori avevano ritenuto temporaneamente assestato dopo l’operazione Monte de...
01/06/2026

Il risiko bancario italiano, che molti osservatori avevano ritenuto temporaneamente assestato dopo l’operazione Monte dei Paschi–Mediobanca, è tornato improvvisamente al centro della scena finanziaria nazionale ed europea; e vi è tornato, quasi simbolicamente, attraverso due parole pronunciate in un contesto che, apparentemente, avrebbe dovuto riguardare altro: “Tutte le strade portano a Siena”.

La frase, pronunciata dall’amministratore delegato di Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio, intervenendo al Congresso Nazionale UILCA di Venezia, ha avuto l’effetto di una scintilla dentro un ambiente già saturo di attese, interpretazioni, suggestioni e tensioni competitive. Una battuta efficace, certamente; ma anche qualcosa di più. Perché quelle parole, nel giro di poche ore, sono state assunte dalla comunità finanziaria quasi come una chiave interpretativa del nuovo assetto del credito italiano.

Ed è significativo che, proprio nei giorni successivi, le Considerazioni Finali del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta abbiano contribuito a riaccendere ulteriormente il dibattito sulle aggregazioni, sul consolidamento e sulla prospettiva europea del sistema bancario. Non tanto — o non solo — per ciò che Panetta ha detto esplicitamente, quanto per il clima culturale e strategico che emerge dal suo intervento.

Chi ricorda con attenzione le Considerazioni Finali dello scorso anno, infatti, ricorderà anche un’impostazione diversa, più prudente rispetto alla retorica del gigantismo bancario: la dimensione, si disse allora, non rappresenta di per sé un elemento sufficiente né automatico di solidità; ciò che conta è la qualità industriale del progetto, la capacità di sostenere l’economia reale, la tenuta patrimoniale, la governance, il rapporto con territori e comunità.

Quest’anno, pur senza alcuna smentita formale, il quadro sembra essersi evoluto. Panetta continua a richiamare con forza il principio secondo cui le aggregazioni devono produrre valore reale e non mera crescita dimensionale; tuttavia, il riferimento alla necessità di rafforzare il sistema europeo in una fase geopolitica ed economica estremamente complessa, unitamente al tema della competitività continentale, viene inevitabilmente letto dagli operatori come un’apertura ulteriore alla stagione del consolidamento.

Non è un caso che, immediatamente, siano ripartite le grandi narrazioni sul futuro del credito italiano.

Monte dei Paschi e Banco BPM tornano così al centro delle ipotesi di fusione; Unicredit viene nuovamente descritta come osservatore interessato degli equilibri che ruotano attorno a Generali, a Delfin e al nuovo assetto senese; Intesa Sanpaolo, inevitabilmente, viene indicata dagli analisti come soggetto che non potrebbe restare passivo davanti a un eventuale rafforzamento competitivo dei propri concorrenti.

E tuttavia, proprio qui, si rende necessaria una distinzione fondamentale.

Perché una cosa è il lavoro — legittimo — degli analisti, delle banche d’affari, dei fondi, degli advisor e della stampa finanziaria, che quotidianamente costruiscono scenari, ipotesi, simulazioni, concatenazioni strategiche; altra cosa è invece la realtà concreta di un grande gruppo bancario e delle migliaia di lavoratrici e lavoratori che, ogni giorno, tengono aperte filiali, presidiano territori, gestiscono famiglie, imprese, credito, risparmio, tensioni commerciali, innovazione tecnologica e relazioni con la clientela.

La comunità finanziaria vive di prospettive; il sindacato vive di persone.

Ed è precisamente questo il punto che, ancora una volta, deve essere riaffermato con chiarezza.

Oggi esiste un’operazione industriale molto rilevante — quella tra Monte dei Paschi e Mediobanca — che deve ancora completare tutti i propri passaggi societari, regolamentari, organizzativi e industriali per potersi considerare pienamente consolidata. Vi sono autorizzazioni, integrazioni, equilibri di governance, processi operativi, assetti strategici ancora da armonizzare. Eppure, già si discute di ciò che potrebbe ve**re dopo.

È il mestiere del mercato; ma non può essere il mestiere del sindacato.

Noi continuiamo a pensare — e la UILCA lo ha detto con grande chiarezza in questi mesi — che non esista un modello unico di banca valido in assoluto; che le aggregazioni non siano né un dogma né un tabù; che il gigantismo non possa diventare una religione finanziaria; e che ogni operazione debba essere valutata sulla base della sua sostenibilità industriale, occupazionale, territoriale e sociale.

Le banche non sono semplicemente piattaforme di capitale: sono infrastrutture civili del Paese.

Per questa ragione, il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, delle rappresentanze sindacali, delle comunità professionali e dei territori non costituisce un elemento accessorio, bensì una condizione indispensabile di stabilità.

In questo quadro, però, sarebbe altrettanto sbagliato non vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti: Monte dei Paschi, oggi, non è più la banca fragile e residuale che molti immaginavano soltanto pochi anni fa.

La banca senese capitalizza oltre 27 miliardi di euro; dispone di livelli di solidità patrimoniale straordinariamente elevati; presenta un eccesso di capitale che il mercato considera ormai un elemento strategico; è tornata ad essere interlocutore credibile e protagonista potenziale delle dinamiche del credito europeo.

Ed è precisamente per questo che Siena è tornata al centro del sistema.

Non per nostalgia, non per romanticismo finanziario, non per suggestione storica; ma perché il Monte è tornato ad essere una banca che pesa davvero negli equilibri del capitalismo italiano.

E allora, dentro questo intreccio continuo di indiscrezioni, rilanci, retroscena, analisi, controanalisi e scenari spesso ridondanti o contraddittori, forse vi è davvero una sola affermazione che, al momento, appare indiscutibilmente vera.

“Tutte le strade portano a Siena”.

#𝐔𝐢𝐥𝐜𝐚

È STATO UN CONGRESSO MERAVIGLIOSOquello che la UILCA ha celebrato dal 25 al 28 maggio 2026 a Venezia. Congresso che ha v...
29/05/2026

È STATO UN CONGRESSO MERAVIGLIOSO

quello che la UILCA ha celebrato dal 25 al 28 maggio 2026 a Venezia. Congresso che ha visto la conferma del nostro carissimo e superlativo Fulvio Furlan, in qualità di segretario responsabile, e una nuova segreteria, composta da professionalità eccellenti oramai già collaudate, con un nuovo ingresso, quello di Andrea D’Orazio, proveniente dal coordinamento BNL.

Per questo, per ringraziare ancora una volta tutti coloro che mi sono stati accanto in tanti anni, e ancora oggi, riporto la parte finale del mio intervento di martedì scorso, 26 maggio 2026.

“Consentitemi infine un ringraziamento sincero.

Alla Segreteria Nazionale UILCA, al Segretario Generale Fulvio Furlan, alla Segretaria Nazionale referente per il Gruppo MPS, Elisa Carletto, persona sensibile, colta, dotata di straordinario intuito umano e sindacale, con la quale ho avvertito sin dall’inizio una comune visione del sindacato, come comunità di persone prima ancora che struttura organizzativa.

Alle Segreterie di Coordinamento UILCA del Gruppo Monte dei Paschi, Colleghe e Colleghi che mi accompagnano ogni giorno in un percorso complesso ma straordinariamente stimolante, con una preparazione, una serietà e una qualità umana tali da rendere assai più agevole e serena anche la prospettiva della conclusione di questa meravigliosa esperienza nel Monte dei Paschi, perché so di lasciare tutto in mani sicure, autorevoli ed egregie, elemento che mi rende profondamente sereno rispetto al futuro della nostra organizzazione.

Un pensiero particolare desidero rivolgerlo anche a Marco Spinella, oggi Segretario Generale UILCA Toscana, dopo tanti anni vissuti all’interno delle Segreterie di Coordinamento del Gruppo Monte dei Paschi, nel corso dei quali ha saputo offrire competenza, equilibrio, e profondo spirito di appartenenza alla nostra organizzazione.

Ai colleghi di Mediobanca, a tutte le RSA UILCA del Gruppo Banca Monte dei Paschi di Siena, alle Colleghe e ai Colleghi che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, tengono viva la presenza del sindacato nei luoghi di lavoro, affrontando problemi, ascoltando persone, sostenendo difficoltà, costruendo partecipazione.

Perché ancora una volta, come ebbi modo di dire in un’altra occasione ufficiale come questa, a voi devo tutto. E senza di voi io non sono niente.

Perché nessun dirigente sindacale esiste da solo.

E se ciascuno di noi riesce a portare avanti quotidianamente il proprio impegno, lo deve soprattutto al lavoro silenzioso, continuo e spesso poco visibile di tante persone che ogni giorno tengono viva la nostra organizzazione nei territori, nei luoghi di lavoro, nelle aziende.

Ed è proprio questa comunità, fatta di donne e di uomini, valori, relazioni e partecipazione, la forza più autentica della UILCA.

Grazie. Viva la UIL, Viva la UILCA.”

Il segretario responsabile a caccia di sorrisi, alCongresso Nazionale UILCA
28/05/2026

Il segretario responsabile a caccia di sorrisi, al
Congresso Nazionale UILCA

🔵  L'8° Congresso Nazionale   ha riconfermato Fulvio Furlan segretario generale Uilca all'unanimità. Eletta la nuova Seg...
28/05/2026

🔵

L'8° Congresso Nazionale ha riconfermato Fulvio Furlan segretario generale Uilca all'unanimità. Eletta la nuova Segreteria Nazionale composta da Emanuele Bartolucci, Giuseppe Bilanzuoli, Elisa Carletto, Andrea D’Orazio, Massimiliano Pagani, Giovanna Ricci e il tesoriere Renato Rodella

🔗Leggi il comunicato stampa
https://www.uilca.it/uilca-furlan-confermato-alla-guida-dellorganizzazione-sindacale/

Buon lavoro al nostro Segretario Generale Fulvio Furlan e a tutta la Segreteria Nazionale!

𝟖° 𝐂𝐨𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞  #𝐔𝐢𝐥𝐜𝐚: 𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐞𝐠𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐌𝐏𝐒 𝐞 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐨𝐛𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢.𝐒𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨, 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞.Con ...
28/05/2026

𝟖° 𝐂𝐨𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 #𝐔𝐢𝐥𝐜𝐚:
𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐞𝐠𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐌𝐏𝐒 𝐞 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐨𝐛𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢.

𝐒𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨, 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞.
Con spirito di squadra, competenza e determinazione, pronti ad affrontare le prossime sfide e a costruire nuovi percorsi condivisi, per tutelare al meglio le lavoratrici e i lavoratori.

📍 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚, 𝟐𝟓-𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔


Indirizzo

Via Ricasoli, 40
Siena
53100

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 17:00
Martedì 08:30 - 17:00
Mercoledì 08:30 - 17:00
Giovedì 08:30 - 17:00
Venerdì 08:30 - 17:00

Telefono

+39057748589

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