28/04/2024
Stamattina, dopo la colazione, un cliente si è seduto davanti a questa finestra a guardare le montagne. Ci sarà stato un quarto d’ora, senza cellulare, senza scattare foto. Fermo, in contemplazione. Prima di andare via ci ha detto che vivendo in città sentiva l’esigenza di cambiare aria, anche solo per un giorno. Mi è venuto in mente un passaggio di un libro che ho recentemente letto e che rispecchia perfettamente questo bisogno che noi abbiamo innato. Secondo questo pensiero vivere in città, infatti, ci impedisce di vedere quanto profondamente essa (e la nostra vita al suo interno) dipenda dalla “natura”. Ciò comporta una perdita di capacità sensoriale, un’alienazione dalla sfera condivisa dei segni su cui è costruito il rapporto su cui si basa la nostra evoluzione tra l’essere umano e tutti gli altri esseri viventi (che sono tutt’uno con la natura). Allontanandoci dalla natura rischiamo di perdere di vista la nostra essenza primaria.
Per questo quando siamo in mezzo alla natura sentiamo di nuovo il nostro respiro calmarsi, la mente si libera dalle catene dei pensieri negativi, e tutto sembra più vero.