Hotel Sutrium

Hotel Sutrium Un borgo etrusco a 50 km da Roma. Storia, pietra, silenzio — e tutto il resto lo fai a piedi.
📍 Piazza San Francesco 1, Sutri VT
🌐 hotelsutrium.it

HOTEL SUTRIUM
Il primo e storico Albergo dell’antichissima Città di Sutri, accogliente e confortevole è situato nel centro storico della Cittadina, pur mantenendo una splendida vista nel verde, a soli 50 km dal centro di Roma e a 30 km da Viterbo. Tutte le camere sono con servizi privati "con cabina doccia e Fon" TV e connessione Wi-Fi. L’hotel dispone di una saletta bar per la prima colazione. Il

tutto per garantire ai propri ospiti un soggiorno piacevole e confortevole in un ambiente tranquillo e ricco di storia. Ricordiamo per gli amanti del Golf l’hotel dista solo 5 km dal Golf Club “Le Querce”, Scuola Federale.

— La voce del borgo | Settimana 26 —A poco più di un'ora da Sutri, al confine tra Lazio e Toscana, si estende un bosco d...
02/09/2026

— La voce del borgo | Settimana 26 —

A poco più di un'ora da Sutri, al confine tra Lazio e Toscana, si estende un bosco diverso da tutti gli altri della Tuscia: la Selva del Lamone
Non è un bosco nato su terreno qualsiasi.
È cresciuto sopra un'antica colata lavica, formatasi tra 150.000 e 50.000 anni fa, che ha lasciato il terreno coperto di massi grigi fratturati e superfici irregolari.
Su quella roccia, nel tempo, sono cresciuti cerri, aceri, ornielli e carpini, radicati in un suolo così povero da aver dato vita, in alcuni punti, a veri e propri bonsai naturali. In primavera il sottobosco si riempie di fiori selvatici e orchidee spontanee.

Una delle caratteristiche più particolari della riserva sono i lacioni: piccole depressioni scavate nella roccia lavica, dove l'acqua piovana si raccoglie e resta per mesi, formando stagni temporanei.
Non sono semplici pozze — sono un ecosistema a sé, che ospita specie animali e vegetali capaci di vivere solo in quel tipo di ambiente stagionale.
Il più grande si chiama Lacione della Mignattara.

La Selva custodisce anche un passato che va oltre la natura. All'interno dell'area si trovano i resti di Rofalco, un insediamento etrusco fortificato del IV secolo a.C., costruito su un pianoro circondato da profondi burroni — una posizione difensiva naturale, resa possibile proprio dal paesaggio accidentato della lava.
Nell'Ottocento, lo stesso bosco fitto e impenetrabile diventò rifugio per il brigantaggio: tra i più noti, Domenico Tiburzi, ricordato ancora oggi come "il Re del Lamone".

La riserva è stata istituita nel 1994 e oggi tutela circa 1.800 ettari di territorio, il 90% dei quali coperto da bosco.
Tra la fauna presente si segnalano il lupo appenninico, il gatto selvatico e diverse specie di rapaci. Per visitarla in sicurezza è consigliato seguire i sentieri segnati — tra i principali, il sentiero della Strompia e quello di Rosa Crepante, che attraversa anche l'omonimo cratere di collasso vulcanico.

📌 Piazza San Francesco 1, Sutri VT
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— La voce del borgo | Settimana 25 —L'autunno nella Tuscia porta con sé un calendario fitto di sagre paesane, nate attor...
26/08/2026

— La voce del borgo | Settimana 25 —

L'autunno nella Tuscia porta con sé un calendario fitto di sagre paesane, nate attorno ai prodotti che il territorio regala in questa stagione: castagne, funghi porcini, vino nuovo.

A Vallerano, borgo medievale a pochi chilometri da Sutri, si celebra la castagna che dal 2009 porta il marchio DOP — un riconoscimento raro per un prodotto agricolo di zona.
Nei fine settimana di ottobre le cantine scavate nel tufo aprono per l'occasione, con menù a base di piatti locali e caldarroste preparate nelle stesse piazze del paese.

A Caprarola, ai piedi di Palazzo Farnese, la sagra della castagna e della nocciola porta avanti una tradizione che intreccia due colture storiche dei Monti Cimini.

Nella stessa area, a San Martino al Cimino, frazione di Viterbo, la sagra della castagna e del fungo porcino affianca da decenni le degustazioni a rievocazioni storiche in costume, aperture straordinarie del complesso abbaziale cistercense e spettacoli di falconeria.

Invece a Sutri, tra fine agosto e inizio settembre, la scena è doppia. Dal 28 al 30 agosto 2026 è in programma la 52ª Sagra del Fagiolo, appuntamento storico dedicato al fagiolo Regina, con stand gastronomici, musica e momenti di festa nel centro del paese. Poco dopo, il 16 settembre, la comunità si ritrova per la festa di Santa Dolcissima, patrona di Sutri, con celebrazioni religiose e momenti civili che segnano uno degli appuntamenti più sentiti dell’anno.

Queste feste non nascono per i turisti.
Nascono dai paesi stessi, organizzate dalle
Pro Loco locali, come modo per riconoscere e condividere il lavoro della terra in un momento preciso dell'anno.
Chi partecipa non trova un evento costruito per l'occasione, ma una tradizione che si ripete — con le stesse famiglie dietro ai fornelli, le stesse piazze, gli stessi ritmi di sempre.

Le date cambiano ogni anno a seconda del calendario delle Pro Loco: vale la pena controllare i programmi ufficiali dei singoli comuni prima di organizzare la visita, perché gli appuntamenti si concentrano soprattutto tra ottobre e i primi giorni di novembre.

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— La voce del borgo | Settimana 24 —Sutri è una delle città più antiche del Lazio, e sulla sua origine non esiste una so...
19/08/2026

— La voce del borgo | Settimana 24 —

Sutri è una delle città più antiche del Lazio, e sulla sua origine non esiste una sola versione.
Esistono due leggende, tramandate nei secoli, che provano a spiegare da dove nasce il nome Sutrium.

La prima racconta di un popolo di navigatori orientali, i Pelasgi, che secondo la tradizione avrebbero fondato l'insediamento in epoca remota, prima ancora della presenza etrusca in questa zona.
È la leggenda più diffusa tra le fonti storiche locali, anche se — come per molte fondazioni di città antiche — non esistono prove archeologiche dirette che la confermino.

La seconda leggenda è quella più radicata nell'identità del paese: attribuisce la fondazione al dio Saturno.
Non a caso, Saturno a cavallo, con tre spighe di grano in mano, è ancora oggi raffigurato nello stemma ufficiale del Comune di Sutri, e la stessa immagine compare scolpita sopra Porta Vecchia (chiamata anche Porta Franceta), una delle antiche porte d'accesso al borgo. Le spighe di grano nel simbolo richiamano fertilità e abbondanza, qualità legate proprio a Saturno nella mitologia romana.

Va detto con chiarezza: l'origine reale del nome "Sutrium" resta oggetto di studio, e le fonti disponibili non permettono di stabilire con certezza da quale lingua o popolo derivi.
Le leggende di Saturno e dei Pelasgi non sono documentazione storica in senso stretto — sono racconti che testimoniano quanto gli abitanti di Sutri, già in epoca antica, sentissero il bisogno di dare un'origine solenne alla propria città.

Quello che è certo è il ruolo che Sutri ha avuto fin dall'antichità: punto di passaggio obbligato tra l'Etruria e il resto del Lazio, tanto da essere ricordata come una delle porte d'accesso al territorio etrusco.
Le leggende di fondazione, vere o no, raccontano comunque qualcosa di reale: l'importanza che questo luogo ha sempre avuto lungo le vie che collegavano popoli e culture diverse.

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— La voce del borgo | Settimana 23 —A nord di Sutri, il territorio della Tuscia si allarga fino ad accogliere il lago pi...
12/08/2026

— La voce del borgo | Settimana 23 —

A nord di Sutri, il territorio della Tuscia si allarga fino ad accogliere il lago più grande della zona: il Lago di Bolsena, il bacino di origine vulcanica più esteso d'Europa, con una superficie di circa 114 km² e un diametro che supera i 13 chilometri.

Non ha immissari visibili: è alimentato solo da sorgenti sotterranee e dalle piogge.
Per questo le sue acque, tra il blu profondo e il verde smeraldo, restano tra le più limpide dei laghi vulcanici italiani.

Per gli Etruschi il lago era un luogo sacro.
Alcuni studiosi hanno ipotizzato che proprio qui, sulle sue rive o sull'Isola Bisentina, si trovasse il misterioso Fanum Voltumnae, il santuario federale dove ogni anno si riunivano i capi delle principali città etrusche — anche se la sua collocazione esatta resta materia di dibattito tra gli archeologi.
Dopo la distruzione di Volsinii, l'antica città etrusca, i Romani trasferirono la popolazione superstite proprio a Bolsena, che venne chiamata Volsinii Novi. Il lago compare anche nella Naturalis Historia di Plinio.

In età tardo-imperiale è ambientata la vicenda di Santa Cristina, giovane martire cristiana del III secolo, in seguito proclamata patrona del lago. Secondo la tradizione, fu gettata in acqua legata a una pietra da mulino, ma la pietra — anziché affondarla — la sostenne a galla.
Quella stessa pietra sarebbe diventata secoli dopo l'altare della basilica a lei dedicata a Bolsena, dove nel 1263 si consumò il celebre Miracolo Eucaristico: un episodio che spinse papa Urbano IV a istituire, l'anno seguente, la festa del Corpus Domini, ancora oggi celebrata in tutta la Chiesa cattolica.

Al centro del lago emergono due isole: la Bisentina, la maggiore, un tempo proprietà della Chiesa e meta di visite papali, con sette cappelle tra cui una firmata dal Vignola; e la Martana, più piccola, legata a una vicenda di potere del tutto diversa.
Fu qui che nel 535 d.C. Amalasunta, regina degli Ostrogoti e figlia di Teodorico, venne fatta imprigionare e uccidere dal cugino Teodato.

Oggi il Lago di Bolsena è tra i bacini più puliti d'Italia e d'Europa: fino agli anni Cinquanta le sue acque erano considerate potabili, tanto da essere usate nelle case dei borghi rivieraschi prima dell'arrivo degli acquedotti moderni — da qui il soprannome "il lago che si beve".
Le analisi ARPA Lazio più recenti confermano questa qualità: nel monitoraggio 2025, 27 dei 28 punti controllati lungo il perimetro del lago sono risultati in classe "eccellente".
Bolsena ha inoltre ricevuto le 4 Vele di Legambiente e Touring Club Italiano, riconoscimento che certifica la qualità ambientale delle acque e dei servizi offerti.

Oggi il lago vive d'estate come meta balneare — con spiagge libere e stabilimenti tra Bolsena, Marta, Capodimonte e Gradoli — e resta anche luogo di pesca e sport acquatici, con la navigazione a motore regolata per proteggere le acque più vicine alla riva.

Un lago che nasce da un antico cratere vulcanico e che, nei secoli, ha attraversato culti etruschi, imperatori romani, martiri cristiani e regine gote, per arrivare fino a oggi come una delle acque più pulite del Paese — a poca distanza da Sutri, nello stesso cuore della Tuscia.

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— La voce del borgo | Settimana 22 —A pochi chilometri da Sutri si alza una catena di rilievi di origine vulcanica che p...
05/08/2026

— La voce del borgo | Settimana 22 —

A pochi chilometri da Sutri si alza una catena di rilievi di origine vulcanica che per secoli fu considerata impenetrabile: i Monti Cimini.
La vetta più alta, il Monte Cimino, raggiunge i 1.053 metri ed è il vulcano più antico del Lazio continentale.

Gli antichi la chiamavano Selva Cimina, ed era per gli Etruschi una montagna sacra.
Lo storico romano Tito Livio la descrisse come un bosco talmente fitto e spaventoso che nemmeno i mercanti, attratti dal guadagno, osavano attraversarlo.
Le legioni romane stesse la temevano, ed evitarono per lungo tempo di inoltrarvisi anche durante i conflitti contro gli Etruschi.
Fu solo nel 310 a.C. che il generale Quinto Fabio Massimo Rulliano riuscì ad attraversarla, sconfiggendo gli Etruschi in una battaglia che li costrinse a chiedere a Roma una tregua trentennale.

Gli scavi archeologici sulla vetta del Monte Cimino hanno riportato alla luce i resti di un insediamento dell'età del Bronzo, precedente agli stessi Etruschi: grandi accumuli di cenere suggeriscono che la cima fosse un luogo di incontro rituale, dove si accendevano fuochi visibili da tutto il territorio circostante, in modo simile ad altre montagne sacre del Lazio antico.

All'interno della faggeta, oggi conosciuta come Faggeta Vetusta dei Monti Cimini, si trovano enormi massi tondeggianti: testimonianza di un'attività vulcanica di oltre un milione di anni fa. Dal 2017 questo bosco secolare è Patrimonio dell'Umanità UNESCO, parte di un sito transnazionale che riunisce le faggete vetuste più significative d'Europa. Secondo alcuni studiosi, proprio questa selva avrebbe ispirato a Dante l'immagine della "selva oscura" nella Divina Commedia.

Oggi, dove un tempo si temeva di mettere piede, si cammina tra sentieri per escursioni e passeggiate. Un bosco che ha visto scontri tra popoli, riti antichi e forse anche versi immortali — a due passi da Sutri.

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31/07/2026

Arrivi a Sutri all'imbrunire, quando si accendono le luci.
La piazza si svuota, i fiori profumano più forte, e resti tu con la pietra e il silenzio.

Non è un posto costruito per i turisti. È un borgo che vive, con la sua fontana, i suoi vicoli, la sua storia etrusca ancora intatta.

E sei a un'ora da Roma.

L'Hotel Sutrium è proprio qui, nel centro storico. Stessa famiglia dal 1990.
Ti diamo una base vera per scoprire tutto questo con calma.
Salva il post. Il tuo prossimo weekend ha già una meta.

🇮🇹 Prenota direttamente su sutriumhotel.it o scrivici in DM per disponibilità.
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Indirizzo

P. Zza S. Francesco, 1
Sutri
01015

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