Hotel Sutrium

Hotel Sutrium Un borgo etrusco a 50 km da Roma. Storia, pietra, silenzio — e tutto il resto lo fai a piedi.
📍 Piazza San Francesco 1, Sutri VT
🌐 hotelsutrium.it

HOTEL SUTRIUM
Il primo e storico Albergo dell’antichissima Città di Sutri, accogliente e confortevole è situato nel centro storico della Cittadina, pur mantenendo una splendida vista nel verde, a soli 50 km dal centro di Roma e a 30 km da Viterbo. Tutte le camere sono con servizi privati "con cabina doccia e Fon" TV e connessione Wi-Fi. L’hotel dispone di una saletta bar per la prima colazione. Il

tutto per garantire ai propri ospiti un soggiorno piacevole e confortevole in un ambiente tranquillo e ricco di storia. Ricordiamo per gli amanti del Golf l’hotel dista solo 5 km dal Golf Club “Le Querce”, Scuola Federale.

— La voce del borgo | Settimana 15 —Sutri ha più porte di quante si pensi. Ognuna racconta un pezzo diverso della sua st...
17/06/2026

— La voce del borgo | Settimana 15 —

Sutri ha più porte di quante si pensi.
Ognuna racconta un pezzo diverso della sua storia.
Porta Moroni è una di queste — al limite ovest del centro storico, in un punto che il borgo ha sempre usato come accesso, anche prima che si chiamasse così.

Occupa con ogni probabilità il sito di un precedente accesso collegato all'antica via Cimina, forse protetto in passato da un fossato.
Una porta che sostituisce un'altra porta, su una strada che esisteva già quando i romani non erano ancora arrivati da queste parti.

Quello che si vede oggi non è il risultato di un solo momento storico.
La struttura è frutto di più fasi costruttive, riconducibili ai diversi momenti di edificazione e restauro del sistema difensivo del borgo tra il XV e il XVII secolo.
Dentro quei blocchi di pietra convivono secoli diversi, sovrapposti l'uno sull'altro.

Sopra l'arco è incisa una scritta latina: "SVTRIVM HETRVRIAE CLAVSTRA — VRBS SOCIA ROMANIS COLONIA CONIVNCTA IVLIA".
Tradotta: "Sutri, chiave dell'Etruria — città alleata dei Romani, colonia unita a Giulia."
Una frase che racconta in poche parole il doppio passato della città: prima baluardo etrusco, poi alleata di Roma.

È uno schema che si ripete spesso a Sutri: ogni epoca costruisce sopra la precedente, senza cancellarla del tutto.
Le mura, le porte, le chiese — tutto porta i segni di chi è venuto prima.

Passare sotto Porta Moroni oggi significa attraversare un punto che il borgo ha sempre considerato un confine — tra dentro e fuori, tra il paese e la campagna, tra un'epoca e quella successiva.

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📌 Piazza San Francesco 1, Sutri VT
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— La voce del borgo | Settimana 14 —Piazza del Comune è il cuore del borgo. Di giorno, di notte, in ogni stagione. È da ...
10/06/2026

— La voce del borgo | Settimana 14 —

Piazza del Comune è il cuore del borgo.
Di giorno, di notte, in ogni stagione.
È da qui che passa quasi tutto — compreso chi entra sotto l'arco e si trova davanti a questo scorcio.

La foto che accompagna questo post è stata scattata di notte, con il selciato bagnato che riflette le luci e la fontana al centro che emerge dall'oscurità.
È uno di quegli scorci che Sutri regala senza avvisare.

La piazza sorge sull'antico foro romano della città. Non è una coincidenza — è una continuità. Per duemila anni questo spazio è rimasto il centro della vita pubblica del borgo, cambiando forma ma non funzione.

L'arco di accesso è di impianto etrusco, sormontato da una torre campanaria con orologio e da decorazioni volute da papa Innocenzo XIII. Nel secolo scorso è stato aggiunto il monumento ai caduti. Tre epoche diverse — etrusca, papale, novecentesca — sovrapposte nello stesso elemento architettonico.

La fontana al centro della piazza è novecentesca, realizzata secondo i modelli barocchi comuni a molte fontane di Roma. Quattro vasche, figure in bronzo, proporzioni che si sposano bene con lo spazio aperto intorno.

Il Palazzo Comunale si affaccia sulla piazza ed è ancora oggi la sede del municipio. Nell'androne del cortile interno è conservata una raccolta di frammenti lapidei di epoche diverse: marmi e travertini con iscrizioni romane si alternano a pietre medievali e stemmi di famiglie nobili. È presente anche un sarcofago di epoca romana, riutilizzato come fontana. Una raccolta minore, quasi nascosta, che racconta secoli di storia locale senza bisogno di didascalie.

La piazza di giorno è il luogo dove ci si ferma a parlare, dove i bambini corrono intorno alla fontana, dove la vita del borgo scorre lenta.
È anche il punto centrale della maggior parte degli eventi — concerti, la benedizione dei cavalli e degli animali nel giorno di Sant'Antonio Abate, la cremazione di re Carnevale "Checco" il martedì grasso, e molto altro. Di notte, come nella foto, diventa qualcos'altro — più silenziosa, più antica, più sua.

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📌 Piazza San Francesco 1, Sutri VT
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09/06/2026
03/06/2026

🚧 𝐀𝐕𝐕𝐈𝐒𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀𝐃𝐈𝐍𝐀𝐍𝐙𝐀 – 𝐌𝐎𝐃𝐈𝐅𝐈𝐂𝐇𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐕𝐈𝐀𝐁𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀̀ 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐑𝐏𝐔𝐒 𝐃𝐎𝐌𝐈𝐍𝐈 𝟐𝟎𝟐𝟔 🚧

In occasione della tradizionale realizzazione dei disegni e delle infiorate del Corpus Domini, che domenica 7 giugno coloreranno il Centro Storico di Sutri, si informa la cittadinanza che saranno adottate le seguenti modifiche alla viabilità.

🔴 Divieto di transito e di sosta "Vicoletti"
📅 Dalle ore 15:00 di sabato 6 giugno alle ore 21:00 di domenica 7 giugno nelle seguenti vie e piazze:
• Via Orlando Paladino
• Vicolo dell’Assemblea
• Via degli Anguillara
• Piazza San Rocco
• Via Statilio Tauro
• Via Furio Camillo

🔴 Divieto di sosta Chiesa di San Silvestro
📅 Dalle ore 15:00 di sabato 6 giugno alle ore 21:00 di domenica 7 giugno
• Piazza della Rocca

🔴 Occupazione Piazza del Comune
📅 Dalle ore 15:00 di sabato 6 giugno alle ore 21:00 di domenica 7 giugno
• Utilizzo di alcune aree di Piazza del Comune per la realizzazione di opere a carattere laico.

🔴 Chiusura totale del Centro Storico al traffico e divieto di sosta
📅 Dalle ore 7:00 alle ore 21:00 di domenica 7 giugno
• Via Garibaldi
• Piazza della Rocca
• Via Roma
• Via Vittorio Veneto
• Via XXIV Maggio

🙏 Ringraziamo cittadini, residenti e visitatori per la collaborazione e la comprensione, indispensabili per consentire il regolare svolgimento di una manifestazione che rappresenta uno dei momenti più significativi e suggestivi della tradizione sutrina.

⛪ Corpus Domini – Domenica 7 giugno 2026
🕖 Solenne Processione ore 19:00
📍 Cattedrale di Santa Maria Assunta – Sutri

— La voce del borgo | Settimana 13 —Caprarola è un borgo che si potrebbe attraversare senza fermarsi — e sarebbe un erro...
03/06/2026

— La voce del borgo | Settimana 13 —

Caprarola è un borgo che si potrebbe attraversare senza fermarsi — e sarebbe un errore difficile da perdonare. Arroccata sui Monti Cimini, a pochi chilometri dal Lago di Vico, è dominata da un edificio che non lascia scelta: Palazzo Farnese si vede da lontano, si impone sul paesaggio e sul borgo stesso.

La storia dell'edificio inizia come spesso accade in questo territorio — con un atto di potere.

Il cardinale Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III, commissionò nei primi anni del Cinquecento una fortezza difensiva pentagonale ad Antonio da Sangallo il Giovane, per consolidare il controllo della famiglia sulla Tuscia.
I lavori si interruppero e ripresero più volte.
Fu solo nel 1559 che il nipote del papa, il cardinale Alessandro Farnese il Giovane, affidò a Jacopo Barozzi da Vignola il compito di trasformare quella rocca incompiuta in qualcosa di completamente diverso: non più una fortezza, ma un palazzo rinascimentale.
Il risultato, completato nel 1575, è considerato il capolavoro assoluto del Vignola.

La pianta pentagonale — ereditata dalla fortezza originaria — diventa nelle mani del Vignola uno strumento di straordinaria eleganza formale, con un cortile circolare al centro che contraddice dall'interno la durezza degli angoli esterni.
Il ciclo di affreschi che ricopre gli interni è tra i più rappresentativi del Manierismo italiano: Taddeo e Federico Zuccari, Jacopo Bertoja, Raffaellino da Reggio, Giovanni De Vecchi — con sale dedicate alla mitologia, alla geografia e alla storia della famiglia Farnese.

L'elemento che più di ogni altro ha reso Palazzo Farnese famoso tra gli architetti di tutto il mondo è la Scala Regia. Una scala elicoidale che ruota su trenta colonne di peperino, attraverso la quale si dice che il cardinale potesse raggiungere la sua camera da letto anche a cavallo — ma questo non è mai stato documentato.
La suggestione è rimasta intatta per cinque secoli.
Nascosta nello spessore dei muri, parallela alla Scala Regia ma invisibile agli ospiti, corre la Scala del Cartoccio — una rampa elicoidale attraverso cui, grazie a una guida scolpita nel corrimano, si facevano scorrere verso il basso rotoli di carta contenenti messaggi riservati.
Un sistema di comunicazione interno segreto, nascosto nell'architettura stessa dell'edificio.
Vignola fece inoltre tagliare la collina con scalinate per isolare il palazzo e aprì una strada rettilinea nel centro del borgo, così da collegare visivamente il palazzo alla cittadina ed esaltarne la posizione dominante su tutto l'abitato.

I giardini all'italiana scendono a terrazze verso il bosco in una sequenza di siepi di bosso, fontane, statue e prospettive calcolate che si allungano fino a dissolversi nella vegetazione naturale dei Cimini. Sono tra i giardini rinascimentali meglio conservati del Lazio — eppure quasi nessun visitatore che non sia già del territorio li conosce.

Intorno a Caprarola cresce una delle eccellenze agricole più preziose e meno conosciute d'Italia. Le colline dei Cimini sono coperte di noccioleti che producono la Tonda Gentile Romana — varietà autoctona certificata DOP come Nocciola Romana.
Il distretto corilicolo della Tuscia vale oltre 120 milioni di euro l'anno e aggrega migliaia di aziende familiari.
La Sagra della Nocciola di Caprarola — giunta alla sua 63esima edizione — è la festa più longeva della provincia.

Caprarola dista circa 25 chilometri da Sutri.
Vale la pena fermarsi.

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— La voce del borgo | Settimana 12 —Nel centro storico di Sutri, in Piazza San Francesco, c'è una chiesa che porta il no...
27/05/2026

— La voce del borgo | Settimana 12 —

Nel centro storico di Sutri, in Piazza San Francesco, c'è una chiesa che porta il nome del suo fondatore.
La chiesa di San Francesco fu fondata dallo stesso Francesco d'Assisi nel 1222, intitolata originariamente a Sant'Angelo.

Nel convento annesso visse anche Sant'Antonio da Padova che, per un anno, durante il suo peregrinare per l'Italia, ricoprì la carica di maestro dei novizi.
Due santi legati allo stesso luogo, a distanza di pochi anni l'uno dall'altro.

L'impianto romanico è ben evidente dalla struttura esterna e dall'interno a tre navate con transetto e abside.
Accanto agli elementi originali romanici si trovano alcuni altari laterali di gusto barocco, tracce di affreschi e una cassa d'organo barocca nella cantoria della controfacciata.
Tra gli elementi architettonici più interessanti: la volta a crociera con nervature, la travatura della navata centrale, l'altare maggiore e il tipico campanile a vela.

La chiesa ha attraversato secoli difficili.
Fu ricostruita parzialmente dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che avevano lasciato in piedi solo i muri perimetrali.
Dopo decenni di chiusura e un lungo restauro, è stata restituita ai fedeli e ai visitatori.

Oggi la chiesa ospita anche eventi culturali, tra cui concerti spesso gratuiti.

Una chiesa che porta con sé otto secoli di storia — e i nomi di due dei santi più amati del cattolicesimo.

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Sutri in Fiore, prima edizione.Vale la pena ve**re a vederla di persona.📍 Hotel Sutrium — Piazza San Francesco 1, Sutri ...
23/05/2026

Sutri in Fiore, prima edizione.
Vale la pena ve**re a vederla di persona.

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— La voce del borgo | 10 settimane —Dieci mercoledì fa abbiamo pubblicato il primo post di questa rubrica. L'idea era se...
20/05/2026

— La voce del borgo | 10 settimane —

Dieci mercoledì fa abbiamo pubblicato il primo post di questa rubrica. L'idea era semplice: raccontare Sutri e la Tuscia come meritano — con calma, con cura, senza fretta. Storia, cultura, natura e molto altro. Un argomento alla volta, ogni settimana.

Non sapevamo esattamente dove ci avrebbe portato. Sapevamo solo che questi luoghi hanno storie che vale la pena conoscere, e che spesso restano nell'ombra.

Dopo dieci puntate, anche se abbiamo raccontato perlopiù le bellezze di Sutri, ci sembrava il momento giusto per fermarci, guardarci indietro — e soprattutto chiedervi qualcosa.

Ecco cosa abbiamo raccontato finora.

Settimana 1 — L'Anfiteatro Romano
Non costruito, ma scavato direttamente nel tufo. Tra il I e il II secolo d.C., con una capacità di circa 3.000 spettatori. Sulla pietra viva sono ancora visibili i segni dell'estrazione originale. Un teatro ricavato dalla roccia, non sovrapposto ad essa.

Settimana 2 — Il Mithraeum
Uno dei mitrei meglio conservati al mondo. Scavato nel tufo alle pendici del colle Savorelli, usato per il culto di Mitra tra il I e il IV secolo d.C. Poi convertito in chiesa cristiana — la Madonna del Parto — tra il XIII e il XIV secolo. Pilastri, podii e resti di affreschi ancora leggibili.

Settimana 3 — La Via Francigena a Sutri
Sutri era la XLIV tappa del cammino, documentata dall'arcivescovo di Canterbury Sigerico nel 994 d.C. nel suo diario di viaggio. Oggi è uno dei punti di riferimento per chi percorre gli ultimi 100 km verso Roma per ottenere il Testimonium.

Settimana 4 — La Tuscia
Il tufo come materia identitaria. Le necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri, Patrimonio UNESCO. I laghi vulcanici di Bolsena e Vico. Le forre, i boschi dei Monti Cimini. Un territorio ancora fuori dai grandi circuiti — e per molti versi ancora da scoprire.

Settimana 5 — Il Duomo di Santa Maria Assunta
Edificio del XII secolo, consacrato da papa Innocenzo III nel 1207. L'interno originario romanico fu modificato in stile barocco nei secoli successivi. La cripta conserva colonne romane, capitelli di epoche diversi e un busto di bronzo di papa Clemente II, eletto durante un concilio tenuto proprio a Sutri nel 1046.

Settimana 6 — La Chiesa di Santa Croce
Il primo documento scritto risale al 1658, quando era oratorio della Confraternita della Santa Croce. Nel 1670 divenne chiesa cimiteriale dell'ospedale vicino a Porta Romana. Conserva un affresco con Cristo in croce e una statua di San Giuda Taddeo. Oggi sede dell'Arciconfraternita del SS. Sacramento, Santa Croce e Gonfalone.

Settimana 7 — L'ex ospedale di Sutri
Edificio del XV secolo, nato come sede istituzionale del borgo. Diventato ospedale civico nel XVIII secolo, poi chiuso. Dopo un restauro ospita oggi il Museo del Patrimonium, con l'Efebo di Sutri — bronzo romano del I secolo d.C. — al piano terra, e l'Archivio storico e la Biblioteca comunale al secondo piano. Visitabile dal giovedì alla domenica.

Settimana 8 — La Chiesa di San Rocco
Portale in peperino datato 1608. Si ritiene che San Rocco — pellegrino francese e protettore dalla peste — sia passato per Sutri tra il 1367 e il 1368, percorrendo la Via Francigena. Sull'altare una tela con la Vergine con Bambino, San Rocco e San Martino.

Settimana 9 — Villa Savorelli
Costruita tra il XV e il XVIII secolo all'interno del Parco Archeologico. Incendiata nel 1944 dalle truppe tedesche, fu ricostruita con il contributo di Giorgio De Chirico per il colore della facciata. Oggi sede del Parco Naturale Regionale, aperta al pubblico tutti i giorni.

Settimana 10 — La Via Cassia
Una delle strade romane più antiche d'Italia, costruita nel II secolo a.C. per collegare Roma con il nord della pen*sola attraverso il cuore dell'Etruria. Sutri era una delle tappe strategiche più importanti. Nel Medioevo il tracciato fu in parte ripreso dai pellegrini della Via Francigena. Oggi sopravvive come SS2 e ricalca in molti punti il percorso originale.

Dieci settimane, dieci luoghi, dieci storie.

Ora vogliamo sapere la vostra!!!

La rubrica vi piace? C'è un argomento che vi ha colpito più degli altri? C'è qualcosa che cambiereste — un tema che vorreste leggere, un formato diverso, qualcosa che manca?
Scrivetelo nei commenti oppure mandateci un messaggio diretto. Ogni risposta è utile, anche una sola riga.

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Indirizzo

P. Zza S. Francesco, 1
Sutri
01015

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