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Albergo Diffuso in Sicilia ALBERGO DIFFUSO IN SICILIA: COSA SI INTENDE PER "ALBERGO DIFFUSO" ??

UN
TURISMO RADICATO NEL TERRITORIO CHE FACCIA PERNO SULLA MICROIMPRESA
E CHE VALORIZZI L"IMMENSO PATRIMONIO CULTURALE E NATURALISTICO DI CUI
DISPONE LA SICILIA NON SOLO NEI GRANDI CENTRI MA NEI PICCOLI, QUESTO è
UN TURISMO STRETTAMENTE LEGATO ALLE RELAZIONI UMANE CON UN RAPPORTO
IMMEDIATO E DIRETTO TRA CHI OFFRE IL SERVIZIO E NE GODE.

🫒 Zaituna vs Tonda Iblea: il gusto che non cerca premiDi Carlo Pedigotti – Giornalista  e narratore del paesaggio sicili...
27/10/2025

🫒 Zaituna vs Tonda Iblea: il gusto che non cerca premi

Di Carlo Pedigotti – Giornalista e narratore del paesaggio siciliano.
Nel cuore degli Iblei, tra Buccheri e Floridia, si consuma una sfida silenziosa tra due cultivar autoctone: la celebre Tonda Iblea, regina dei concorsi internazionali, e la meno nota ma antichissima Zaituna, detta anche Siracusana. Mentre la prima domina le vetrine e le etichette, la seconda conquista i palati più esigenti — lontano dai riflettori.
La Tonda Iblea è una cultivar di dimensione media, sferica, con un profilo aromatico elegante e riconoscibile: pomodoro verde, erbe aromatiche, mandorla. È l’olio che ha saputo raccontarsi, vincere, posizionarsi. Buccheri ne ha fatto un vessillo, e giustamente.
Ma c’è un’altra storia, meno raccontata. Quella della Zaituna. Un’oliva di grossa pezzatura, cuoriforme, verde intenso con puntinatura tenue. Un frutto antico, probabilmente tra i primi coltivati nel Siracusano. Il suo olio è intenso, vegetale, profondo. Profuma di carciofo, mandorla, erba fresca. Non cerca premi — lascia il segno.
Secondo esperti americani di degustazione, l’olio da Zaituna è più complesso, più persistente, più ricco. È il gusto della terra siracusana, non filtrato dalle logiche di mercato. Un extravergine che non si impone, ma si rivela. Che non si pubblicizza, ma si ricorda.
È tempo di riscoprire la Zaituna. Di raccontarla, proteggerla, valorizzarla. Perché l’eccellenza non sempre grida — a volte sussurra, tra le foglie di un ulivo antico.
Vince Zaituna 🫒

09/05/2024

Purtroppo ci siamo fatti prendere per i fondelli dallo strapotere delle multinazionali , ma il futuro dell'uomo è ritornare a vivere nei borghi ,nei paesini e ridar vita alla microeconomia , il falegname, il contadino, il meccanico , il muratore, il piccolo negozio , che una certa politica serva delle multinazionali ha distrutto. .Una vita a misura d'uomo , con le sue belle pause ,parlare con la gente.
Trasferitevi a Buccheri sui monti iblei.
Case a 1 euro a Buccheri.

LA GRANITA SICILIANAFin dal Medioevo, in Sicilia esisteva la professione dei “nivaroli”, cioè quegli uomini che d’invern...
24/08/2023

LA GRANITA SICILIANA
Fin dal Medioevo, in Sicilia esisteva la professione dei “nivaroli”, cioè quegli uomini che d’inverno si occupavano di raccogliere la neve sull’Etna, sui monti Peloritani, Iblei o Nebrodi, e tutto l’anno, si occupavano di conservare la neve nelle “neviere”, preservandola dal calore estivo, per poi, come nel caso dei “nivaroli dell’Etna”, trasportarla sino in riva al mare nei mesi di maggiore arsura. La neve d’inverno veniva posta in grossi fossi appositamente scavati nel terreno e ricoperta di cenere vulcanica o dentro grotte vulcaniche, d’estate veniva ripresa e confezionata in “balle”, ricoperta di felci e paglia e trasportata a valle con carretti o muli in sacchi di juta. Ancora oggi, su alcuni monti, si possono trovare le buche usate per la conservazione del ghiaccio, rifinite con mattoncini o pietra.La neve veniva grattata e utilizzata nella preparazione di sorbetti e gelati da degustare nei momenti di calura, versandovi sopra spremute di limone o sciroppi di frutta o di fiori. La granita veniva preparata in diversi gusti, con il caffè e con i limoni, gelsi e mandorle. Questa preparazione (che sopravvive ancora nella preparazione della “grattachecca” romana), era diffusa ancora fino al primo Novecento con il nome di “rattata” (grattata).Durante il XVI secolo, si apportò un notevole miglioramento alla ricetta dello “sherbet”, scoprendo di poter usare la neve, mista a sale marino, come espediente per refrigerare. La neve raccolta passò così da ingrediente a refrigerante.Nacque il “pozzetto”, un tino di legno con all’interno un secchiello di zinco, che poteva essere girato con una manovella.L’intercapedine veniva riempita con la miscela di sale e neve chiusa da un sacco di juta arrotolato e pressato.La miscela congelava il contenuto del pozzetto per sottrazione di calore, e il movimento rotatorio di alcune palette all’interno impediva la formazione di cristalli di ghiaccio troppo grossi.La preparazione della granita siciliana è unica e riesce a dare una consistenza “a fiocchi” al prodotto finito.Impalpabile al palato essendo a base di acqua, zucchero e frutta, la granita così preparata ha soppiantato nei secoli la “rattata”.Nel corso del XX secolo, nella formula moderna della “Tradizionale Granita Siciliana” mentre la neve è stata sostituita con l’acqua ed il miele con lo zucchero, il pozzetto manuale raffreddato da ghiaccio (o neve) e sale, grazie alla tecnologia del freddo (mantecatore), è stato sostituito dalla gelatiera, consentendo di produrre quell’inconfondibile impasto cremoso, privo di aria e ricco di sapore che, grazie alle sue peculiari caratteristiche, è conosciuto e vantato nel mondo con il nome di “Granita Siciliana”.
A Buccheri sui monti iblei, nei mesi estivi si potrebbe organizzare un festival della granita siciliana e del gelato .
Antonio Cappadonia maestro Cappadonia
credo che lei sia d'accordo con noi. Facciamo arrivare questo messaggio al sindaco di Buccheri.

Fonte : www.anivarata.it
- Dà -

A Buccheri sui monti Iblei ..Gioielli unici e originali che raccontano la storia della natura di un'isola. Le più belle ...
15/08/2023

A Buccheri sui monti Iblei ..
Gioielli unici e originali che raccontano la storia della natura di un'isola. Le più belle fibre della pianta del fico d'india si dorano al sole della Sicilia e vengono racchiuse sotto la resina per farvi indossare il racconto di una terra dai sapori e colori unici .
Artista Orafo. (Loredana Bottaro)







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