SPI CGIL Siracusa

SPI CGIL Siracusa Spi Cgil Siracusa: Segretario Generale: Enzo Vaccaro - Componenti di Segreteria: Carmela Agosta, Maria Grazia Lando e Salvo Boscarino.

Lo Spi-Cgil Siracusa, si prefigge lo scopo di informare ed aggiornare le pensionate e i pensionati iscritti e simpatizzanti sulle attività dello SPI CGIL sul territorio provinciale, regionale e Nazionale. Formare ed informare è importante per conoscere la realtà e per difendere i diritti personali e collettivi conquistati con tanta determinazione e sacrificio. Segretario Generale: Mimmo Bellinvia - Componenti di Segreteria: Carmela Agosta, Maria Grazia Lando, Enzo Vaccaro e Salvo Boscarino.

01/09/2026

Quando la città si svuota per le vacanze, per molti anziani la solitudine si fa più pesante. In estate, isolamento e difficoltà economiche pesano il doppio.

Le nostre sedi servono anche a questo: trovi sportelli sociali di ascolto, supporto concreto e assistenza per le tue pratiche.

28/08/2026
27/08/2026

⚠️ ATTENZIONE ALLE TRUFFE VIA SMS: FALSI MESSAGGI INPS

SPI CGIL Siracusa informa

In questi giorni è in corso una nuova ondata di SMS fraudolenti che imitano le comunicazioni dell’INPS, utilizzando il nome e il logo dell’Istituto per apparire credibili.

I messaggi possono invitare il destinatario a “verificare i propri dati”, aggiornare le informazioni personali oppure seguire un link per ottenere un presunto rimborso. Una volta aperto il collegamento, si può essere indirizzati a siti falsi molto simili a quelli ufficiali, creati per raccogliere dati personali, documenti, buste paga, informazioni bancarie e persino fotografie o selfie.

I truffatori utilizzano inoltre tecnologie sempre più sofisticate, compresa l’intelligenza artificiale, per rendere le pagine e le comunicazioni ancora più convincenti.

🛑 COME DIFENDERSI
* Non cliccare sui link contenuti in SMS o e-mail sospette.
* Non fornire dati personali, bancari o documenti attraverso collegamenti ricevuti tramite messaggio.
* Non inviare buste paga, fotografie, selfie o altri documenti a siti o numeri non verificati.
* In caso di dubbio, non rispondere al messaggio e non utilizzare il link indicato.
* Per verificare una comunicazione, accedere direttamente ai canali ufficiali dell’INPS oppure chiedere aiuto a una persona di fiducia.
Ricordiamo che un messaggio che crea urgenza, promette un rimborso o chiede di confermare dati personali deve sempre essere verificato con grande attenzione.

🔴 Prima di cliccare, fermati e verifica.
Una semplice distrazione può mettere a rischio i nostri dati e la nostra sicurezza.
Lo SPI CGIL Siracusa è a disposizione di pensionati, cittadini e famiglie per fornire delucidazioni, chiarire eventuali perplessità e offrire informazioni su questo tipo di comunicazioni e, più in generale, sui problemi e le pratiche di interesse previdenziale e sociale.

📍 SPI CGIL Siracusa – Sede provinciale
Viale Santa Panagia 205/207 – Siracusa
📞 Tel. 0931 963251

È inoltre possibile rivolgersi alle nostre Leghe SPI CGIL presenti sul territorio.
Non abbiate timore di chiedere informazioni: davanti a un messaggio sospetto, meglio una domanda in più che un rischio inutile.

🔴 Dalla parte delle persone, anche nella difesa dai raggiri e dalle truffe.

05/08/2026

GUSTAVO ZAGREBELSKY...Cara Giorgia,
a distanza di qualche settimana ti riscrivo mentre a Ceuta si contano i morti e tu, invece di piangerli, ci costruisci sopra un comizio.
Quello che stai facendo ha un nome preciso, e non è “difesa dei confini”: si chiama sciacallaggio politico sulla pelle dei poveri.
Menti sapendo di mentire.
Hai annunciato la sospensione di Schengen con la Spagna come se le poche migliaia entrate a Ceuta stessero per bussare a Ventimiglia domani mattina.
Sai benissimo che non è vero: Ceuta è un’enclave in territorio marocchino, chi arriva lì non entra in Europa continentale, viene identificato sul posto.
I tuoi stessi funzionari del Viminale hanno ammesso che si tratta di controlli “a campione”. Tradotto: una misura simbolica, inefficace, che serve solo a te e al generale Vannacci che ti incalza da destra.
Il prezzo lo pagano i turisti in coda ai porti, gli imprenditori e soprattutto la verità.
Cara Giorgia, il vero regista di Ceuta si chiama Donald Trump.
Il tuo ex amico che continui a difendere. Tu fai lo sciacallo contro Sánchez, ma il fiammifero l’ha strofinato l’inquilino della Casa Bianca.
Te lo dico in breve:
1. Trump ha regalato a Rabat il riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale — nel 2020, riaffermato nell’estate 2025 — blindando l’asse Washington–Rabat contro il diritto internazionale.
2. La visita di Sánchez ad Algeri ha fatto scattare la ritorsione: il Marocco ha aperto i rubinetti dei migranti verso Ceuta. Non lo dico io, lo scrivono i giornali che non appartengono ad Angelucci.
3. Il 29 giugno 2026 Trump ha sospeso per otto mesi i dazi sui fosfati marocchini.
Il quadro che fingi di non vedere è questo: Trump premia il Marocco con fosfati, Sahara e basi militari.
Il Marocco usa i migranti come arma di ricatto contro una Spagna “colpevole” di riavvicinarsi ad Algeri.
Migliaia di giovani — molti minorenni — si buttano in acqua e diciannove muoiono annegati. E tu prendi quei corpi e li usi come sfondo per un post su X.
Questo non è governare.
Questo è sciacallaggio.
Non è da statista — perché una statista non chiude Schengen per un teatrino interno mentre nel Mediterraneo si muore: chiama Bruxelles, convoca l’ambasciatore USA, chiede conto a Trump del ricatto marocchino, costruisce una politica migratoria europea.
Non è da italiana — perché l’Italia è il Paese di Lampedusa, di don Puglisi, di don Milani, di don Bosco.
Il Paese che ha inventato la parola “solidarietà” nella Costituzione.
Non è da madre — perché quei ragazzi affogati a Tarajal sono figli di qualche madre.
I miei figli, tua figlia, hanno avuto la fortuna di nascere in Italia.
Loro no.
È l’unica differenza.
Una madre lo sa.
Da cristiana non ne parliamo neanche.
Noi che accogliamo sappiamo cosa vuol dire stare sulla frontiera vera.
Non quella retorica dei tuoi tweet.
Ti chiediamo una cosa sola: smettila.
Smettila di mentire agli italiani sulle cause.
Smettila di attaccare Sánchez per coprire Trump.
Smettila di trasformare diciannove cadaveri in punti percentuali.
E se non lo fai per statura politica, fallo almeno perché — come hai detto tu — sei una madre.
E sei cristiana.”

Ancora una volta assistiamo al solito copione; si costruisce l'emergenza, si alimenta la paura e si cerca consenso sulla...
03/08/2026

Ancora una volta assistiamo al solito copione; si costruisce l'emergenza, si alimenta la paura e si cerca consenso sulla pelle delle persone più deboli. È quanto sta accadendo con la vicenda di Ceuta, utilizzata da una certa destra per raccontare l'ennesima falsa invasione.
I numeri raccontano un'altra storia. Gli arrivi irregolari non giustificano il clima di allarme che si vuole creare. Eppure c'è chi continua a trasformare uomini, donne e bambini in un problema di ordine pubblico, dimenticando che dietro ogni attraversamento del mare ci sono guerre, fame, persecuzioni e un futuro negato.
Ceuta e Melilla non sono un confine qualsiasi. Sono due enclave spagnole in territorio africano, il retaggio di una lunga stagione coloniale che l'Europa sembra aver rimosso dalla propria memoria. Le migrazioni di oggi sono anche il risultato di secoli di sfruttamento, di disuguaglianze economiche e di rapporti di forza costruiti dalle grandi potenze. Pensare di fermare tutto con un muro significa ignorare la storia e le responsabilità che l'hanno prodotta.
La crisi di Ceuta è diventata uno strumento di pressione geopolitica. Gli esseri umani sono stati utilizzati come arma in una guerra combattuta senza eserciti, dove i più poveri diventano pedine sacrificabili negli equilibri internazionali. E mentre questo accadeva, in Italia qualcuno ha pensato bene di utilizzare quelle immagini per alimentare paura e raccogliere consenso.
È sempre lo stesso meccanismo; si indicano gli ultimi come nemici, si alimenta l'odio verso chi è ancora più debole, si evita accuratamente di parlare delle vere cause delle disuguaglianze, dello sfruttamento del lavoro, dell'evasione fiscale, della precarietà, dei salari insufficienti e delle responsabilità della politica. La paura diventa uno strumento di governo.
Come SPI CGIL non possiamo accettare che la dignità delle persone venga sacrificata sull'altare del consenso elettorale. Difendere il diritto d'asilo, la legalità internazionale e la verità dei fatti significa difendere anche la democrazia. Perché quando la paura sostituisce la ragione, a perdere non sono soltanto i migranti, perdono tutti i cittadini.
Sappiamo già quale sarà il commento di qualcuno: "Allora portateli a casa vostra."
No. Il problema non è casa nostra o casa vostra. Nessuno sostiene che l'accoglienza possa essere lasciata alla buona volontà dei singoli. L'accoglienza è una responsabilità degli Stati, dell'Europa e della comunità internazionale, da gestire con regole, legalità, cooperazione e solidarietà.
La vera domanda è un'altra: vogliamo vivere in una società che salva le persone o in una società che considera normale lasciarle morire in mare, respingerle o usarle come strumenti di propaganda per raccogliere qualche voto in più?
È questa la scelta che abbiamo davanti.
Noi scegliamo di stare dalla parte della dignità umana, della verità dei fatti e della giustizia sociale. Perché un sindacato nasce per difendere le persone, non per scegliere quali vite meritino di essere salvate e quali possano essere sacrificate alla propaganda.
Gli sciacalli della paura continueranno a lucrare sull'ignoranza e sulla disperazione finché qualcuno glielo permetterà. Il nostro compito è opporre ai muri il dialogo, ai pregiudizi i fatti, all'odio la solidarietà e alla paura la forza della democrazia.

03/08/2026

Lo SPI CGIL Siracusa ricorda con affetto e profondo rispetto il compagno Turi Catinella, che ci ha lasciati.
Con la sua scomparsa perdiamo un compagno che ha vissuto con impegno e passione i valori del sindacato, mettendo le proprie qualità di sindacalista al servizio dei lavoratori, dei loro diritti e della nostra comunità.
Resta il ricordo del suo impegno, della sua umanità e del contributo che ha saputo offrire nel corso degli anni alla CGIL e a quanti hanno avuto modo di conoscerlo e di condividere con lui battaglie, esperienze e valori.
Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutti coloro che lo hanno conosciuto, stimato e apprezzato per le sue qualità umane e sindacali, giungano le più sentite condoglianze e la vicinanza da tutto lo SPI CGIL Siracusa.

Indirizzo

Viale Santa Panagia 205/207
Syracuse
96100

Telefono

0931963251

Sito Web

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