10/06/2026
❤️💛 La Sicilia è la "Perla del Mediterraneo". 💛❤️
❤️💛 L' isola più bella al mondo.💛❤️
Sole, barocco e orgoglio. Perché il matrimonio di Dua Lipa ha fatto infuriare l'Inghilterra
Sarebbe intellettualmente disonesto non riconoscere le criticità della mia amata Sicilia, ma allo stesso modo è altrettanto disonesto, non riconoscerne l'enorme storia così ricca di arte e cultura, che nonostante i paradossi, la rendono talmente bella e attraente che perfino una delle coppie più seguite del momento, quella di Dua Lipa e Callum Turner, l'hanno scelta come coronamento della loro storia di amore, sfociata in una fiabesca festa per sugellare il matrimonio avvenuto ufficialmente con rito civile il 31 maggio 2026 all'Old Marylebone Town Hall, lo storico municipio della città di Londra. La location siciliana invece ha riguardato il territorio di Palermo e Bagheria, una che fu la capitale del Sacro Romano Impero sotto Federico II e l'altra conosciuta come la "Città delle Ville", in quanto conserva un patrimonio architettonico barocco unico al mondo. Però c'è chi ha voluto ricordare questi luoghi esclusivamente per la mafia e scrivere articoli su articoli. Soprattutto la stampa britannica, probabilmente offesa da un'onta così grande, della coppia che ha snobbato l'Inghilterra per la Trinacria, la terra di antichi Dei ed epici eroi.
Questo livore d’Oltremanica si è palesato con tutta la sua sgradevolezza nelle colonne dei principali tabloid inglesi. Il Telegraph ha aperto le danze definendo Bagheria e nello specifico la magnifica Villa Valguarnera che ha ospitato i festeggiamenti, come un "covo della mafia". Solo dopo una pioggia di critiche il titolo è stato timidamente corretto in un altrettanto posticcio "ex covo". Non è stato da meno il Sun, che ha liquidato millenni di stratificazioni storiche con un pigro e stereotipato "Sole, mare e i Soprano". Viene da chiedersi se dietro questa foga giornalistica non si celi, in realtà, il fastidio di vedere una delle popstar più influenti del pianeta e un attore britannico in forte ascesa voltare le spalle alle brughiere inglesi per rifugiarsi tra i fichi d'India, il tufo giallo e la luce accecante del sole che riflette sul blu del mare. Ridurre Palermo e Bagheria a un fondale da romanzo criminale non è solo un esercizio di ignoranza storica, ma una vera e propria ingiustizia culturale. Palermo, con la sua imponente Cattedrale e i palazzi arabo-normanni, sussurra ancora i fasti dell'epoca in cui Federico II la rese il centro nevralgico della cultura europea, un luogo dove scienziati, poeti e filosofi di ogni fede dialogavano in armonia. A pochi chilometri di distanza, Bagheria risponde con l'estro visionario delle sue ville barocche, nate come dimore di villeggiatura dell'aristocrazia palermitana. Spazi intrisi di letteratura e cinema, che hanno stregato artisti del calibro di Goethe e dato i natali a giganti come Renato Guttuso e Giuseppe Tornatore. Le reazioni della politica e delle istituzioni locali non si sono fatte attendere, sollevando uno scudo d'orgoglio contro questa narrazione distorta. Il Presidente della Regione, Renato Schifani, ha fermamente condannato gli articoli britannici, parlando di un danno d'immagine inaccettabile che calpesta i sacrifici di un popolo che da decenni combatte e si affranca dalla criminalità organizzata. Anche il sindaco di Bagheria, Filippo Tripoli, ha voluto rimettere i fatti al loro posto, ricordando come la stessa proprietaria di Villa Valguarnera, la principessa Vittoria Alliata, sia stata una figura chiave nella resistenza e nella denuncia contro le infiltrazioni mafiose negli anni Ottanta. Dalla politica regionale è partita persino la richiesta al Ministro degli Esteri Tajani di pretendere una formale presa di posizione da parte del governo di Londra per tutelare l'onore dell'isola.
Ma d’altronde la stampa inglese, così attenta a pubblicizzare gli stereotipi mafiosi dell’isola, scorda di citare le coppie famose straniere che l’hanno scelta come luogo della loro unione. Charli XCX e George Daniel: La celebre cantante britannica e il batterista dei The 1975 hanno scelto la suggestiva e iconica cornice della Tonnara di Scopello. Fuchsia Kate Sumner e Maximilian Wright: La figlia della rockstar Sting ha sposato il compagno a Noto, la capitale del barocco. Thom Yorke e Dajana Roncione: Il frontman dei Radiohead ha sposato l'attrice siciliana nella storica Villa Valguarnera a Bagheria. Jaime Winstone e James Suckling: L'attrice britannica (figlia dell'attore Ray Winstone) ha sposato il compagno alla Tonnara di Scopello. Atlanta de Cadanet Taylor e Alec Felder: La modella e influencer, figlia dello storico bassista dei Duran Duran John Taylor, ha scelto l'intimità delle Isole Eolie, sposandosi sulla splendida Isola di Salina. L’elenco è lungo, per non parlare delle star italiane che a centinaia hanno scelto la terra di Demetra, Elio ed Efesto per sugellare il loro sogno d’amore.
La verità è che la Sicilia vive da sempre in un fragile equilibrio tra i suoi problemi cronici e una bellezza devastante che continua a incantare il mondo. Il matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner ha sì creato qualche malumore passeggero tra i residenti del centro storico di Palermo, legittimamente infastiditi dalle strade temporaneamente blindate e dai cartelli di protesta "la città non è in affitto", ma ha anche ribadito un concetto fondamentale. La Trinacria non ha bisogno del permesso di nessuno per splendere. Mentre i tabloid londinesi rimangono ancorati a vecchi cliché cinematografici in bianco e nero, gli Dei e gli eroi moderni continuano a scegliere la Sicilia per vivere le loro favole più belle. Ai giornalisti inglesi mi permetto di elargire due consigli. Il primo è di ve**re in Sicilia e respirare un po' di quella storia e di quella cultura mediterranea che hanno reso quest'isola una delle terre più affascinanti del mondo. Il secondo è di ricordare che nessuno può vantare un passato immacolato. Se dovessimo ridurre Londra ai delitti di Jack lo Squartatore, alla criminalità organizzata dei fratelli Ronnie e Reggie Kray, alle gang che per anni hanno infestato alcuni quartieri della capitale o alle violente rivolte urbane esplose a causa delle profonde disuguaglianze sociali, cosa penserebbero gli inglesi? Probabilmente lo stesso che pensano oggi i siciliani quando vedono Palermo e Bagheria raccontate soltanto attraverso il filtro della mafia.