04/06/2015
Marina Rita Cuppone
3 E - Liceo Scientifico " Ferraris"
OPPORTUNITA’ LEGATE ALLA REALIZZAZIONE DI UN’AREA MARINA PROTETTA NEL LITORALE IONICO-TARANTINO
« E se il destino avverso mi terrà lontano
allora cercherò le dolci
acque del Galeso caro alle pecore avvolte
nelle pelli, e gli ubertosi campi che un dì
furono di Falanto lo Spartano. » -Orazio
Lo splendore del mare, accompagnato dai verdi campi e le lunghe coste che si disperdevano all’orizzonte erano già ben noti sin dai tempi antichi ai nostri antenati latini e greci, che cantavano le lodi della città di Taranto descrivendola come un luogo calmo e sublime, circondato dal verde che lo avvolgeva dolcemente in un miscuglio di variopinte diversità naturali. In particolare, come quanto citato sopra, Orazio, antico poeta romano, ha decantato con versi dolci ed eloquenti, in modo significativo la nostra città di Taranto, rendendo omaggio al fiume Galeso che sfocia nelle acque del mar Piccolo. Più volte si è sentito parlare della bellezza dei nostri mari, dei diversificati ecosistemi che li popolano e della loro biodiversità, non a caso la puglia e il Salento in generale sono una delle mete più ambite dai turisti europei, e non solo, in relazione alle spiagge e alla limpidezza delle nostre acque salate cristalline. Le nostre coste sono conosciute non solo per le lunghe e chiare distese sabbiose, ossia quelle che nella fascia comprendente il litorale tarantino si incontrano con maggior frequenza, ma anche per i nostri fondali che risultano da sempre essere meta di appassionati di snorkeling per scorgere le più diverse specie di animali marini. La nostra fascia costiera è dunque una che si può definire tra le più belle d’Italia per biodiversità del territorio, della flora e della fauna che le abitano. Quindi, se possediamo così tante attrazioni naturalistiche riguardanti il nostro paesaggio, come mai siamo una delle città più discriminate a livello turistico? La risposta, a parer mio, può essere ricondotta ad un solo vocabolo: valorizzare, perché è proprio la politica del valorizzare che è mancata, in tutti questi anni, nella città di Taranto. E’ proprio sulla valorizzazione che dovrebbe puntare il nostro sistema politico. La bellezza dei nostri mari è tanto esaltata e allo stesso tempo nota, eppure al giorno d’oggi incontrare dei turisti che decidono di trascorrere una vacanza sulle nostre coste è diventato quasi un lontano miraggio che sembra dissolversi nel nulla. Il tutto può essere ricondotto alla valorizzazione del nostro patrimonio paesaggistico perché proprio mettendo in risalto le bellezze che il litorale ionico tarantino offre, si può smuovere l’economia turistica e non solo. Viene spontaneo pensare alla costiera ligure, dove importanti siti turistici e balneari quali ad esempio Portofino, fanno da padrone durante tutta la stagione estiva portando tanto lavoro e tanto interesse da parte dei turisti che ogni anno si affollano per visitarla. Portofino è un area marina protetta. Una soluzione, quindi, che si può pensare di mettere in atto è quella di realizzare un’area marina protetta nei luoghi di maggior rilievo a livello ambientale facenti parte del litorale tarantino. I benefici che essa potrebbe apportare possono distribuirsi in ugual modo sia sul panorama ambientale che sul piano sociale ed economico. Taranto secondo me dovrebbe prendere spunto dalle città del Nord per cercare di smuovere l’economia in altri modi e non soltanto grazie alle assunzioni che l’importante impianto siderurgico “Ilva” mette in atto per inquinare e portare al collasso i polmoni di cittadini con un lavoro ma malati di cancro. Certo, in un luogo come Taranto, istituire un’area marina protetta sarebbe un’impresa ardua ma non impossibile. Essa porterebbe vantaggi in primo luogo al nostro ambiente, che tanto proteggiamo a parole ma che altrettanto inquiniamo e trascuriamo con i fatti. Una gestione più cosciente e razionale dell’habitat costiero e marino è pressoché fondamentale per poter utilizzare efficacemente le risorse che esso offre, conservandolo al meglio per le generazioni future che impareranno, sicuramente, a rapportarsi con maggior attenzione e riguardo nei confronti della natura, rompendo finalmente la catena del famoso “che me ne fotte a me” che per anni è rimasta attaccata, imperterrita, nelle menti degli abitanti della città di Taranto. Noi Tarantini siamo, infatti, per tradizione abituati al menefreghismo verso il prossimo e in questo “prossimo” può benissimo entrare a farne parte anche l’ambiente che ci circonda. Tramite l’istituzione di un’area marina protetta, quindi, potremmo far sì che il nostro paesaggio marino venga conservato e tutelato al meglio per molti anni, favorendo lo sviluppo e il mantenimento biologico delle specie che popolano i mari della fascia costiera ionico tarantina. I fondali potrebbero arricchire la loro biodiversità grazie ai divieti che essa impone ai pescatori e ai visitatori, proteggendo gli habitat delle specie più minacciate e vulnerabili. Ci sarebbe anche un ripopolamento delle acque della fascia presa in considerazione dall’aerea marina protetta, perché le specie in pericolo o commerciali, non essendo più nel mirino dei pescatori e delle attività umane avrebbero la possibilità di riprodursi maggiormente e con più intensa proficuità. Tutto questo è, a mio avviso, anche strettamente collegato a una rivalutazione dell’ecologia, perché proprio per mantenere intaccate le zone comprendenti l’area, si darebbe maggior rilievo alla promozione dell’uso sostenibile delle risorse utilizzate, cioè quelle risorse in grado di permettere alle stesse di rinnovarsi per non creare danni all’ecosistema. Tutte queste funzioni permettono, come già detto, il raggiungimento di alcuni benefici in campo sociale ed economico. Si possono rammentare varie attività sportive che se effettuate nel rispetto dell’ambiente, e quindi entro i canoni prestabiliti da un’area marina protetta, quali ad esempio il nuoto, lo snorkeling, l’immersione subacquea con l’autorespiratore, il surf, la barca a vela e tutti gli altri sport legati al mare, possono portare un benessere economico a comunità spesso caratterizzate da un’economia povera o in crisi, come lo è, specialmente in questo particolare momento, la città di Taranto. Ciò, favorisce la crescita dell’economia poiché fa si che venga richiesto un maggior numero di personale dedito alle attività che si vogliono svolgere per fornire un servizio di lavoro, facilitando il proliferare di attività produttive connesse al turismo orientato verso occasioni sportive e naturali. Inoltre la realizzazione di un’area marina protetta, oltre ad attirare più turisti, farebbe sorgere varie imprese connesse all’industria alberghiera come, ad esempio: campeggi, ristoranti, siti con l’offerta di visite naturalistiche, scuole educative per i ragazzi che vogliono imparare degli sport nel pieno rispetto dell’ambiente, ecc. In sintesi le opportunità che l’area regalerebbe al territorio tarantino sarebbero veramente molte e anche dalle più varie caratteristiche. E’, inoltre, scorretto ritenere che le aree marine protette ostacolino lo sviluppo economico a causa dell’imposizione di divieti ambientali che allontanerebbero i turisti; questi ultimi, infatti, cercano sempre con maggiore interesse zone pulite e meno contaminate, abbandonando località un tempo famose e, per questo, troppo frequentate e danneggiate dall’assenza di una adeguata regolamentazione. Le aree marine protette, quindi, oltre a rispondere alla sempre maggiore richiesta di un turismo responsabile, consapevole e rispettoso della natura, hanno anche la funzione di selezionare i visitatori, in quanto chi non possiede la sensibilità per una corretta fruizione dell’ambiente, come coloro che abbandonano i rifiuti ovunque o sfrecciano ad alta velocità con potentissimi motoscafi a breve distanza dalla costa, sarà automaticamente tenuto al di fuori della nostra fascia costiera, che si autoregolerà. Questa selezione che si verrà a creare farà si che il nostro territorio rimanga il più possibile pulito, rispettato e conservato, al meglio, per le generazioni future, mantenendo le peculiari caratteristiche che il litorale ionico tarantino detiene, preservandosi negli anni nelle migliori condizioni possibili. Altri benefici economici, che questa idea potrà comportare, sono legati alla regolamentazione dell’attività della pesca, che impedisce fenomeni di sovrappesca e, pertanto, il depauperamento delle risorse e della biodiversità marina dei nostri fondali. Come sappiamo, molte spiagge del nostro litorale sono spesso danneggiate e in balia dei rifiuti, tanto da essere abbandonate e dimenticate negli anni, per poi divenire mire degli interessi di un turismo irresponsabile che punta solo ad inquinare il patrimonio ambientale. Nella maggior parte dei casi, è il comune di Taranto o la regione Puglia a dover riparare i danni arrecati alle coste o a risanare e ripopolare i fondali; situazione che comporterebbe costi davvero molto alti per far si che le spiagge interessate vengano riportate alle condizioni originarie; mentre, attraverso un opera di tutela dell’ambiente marino, quale l’area protetta, si potrebbero spendere molti più soldi nella fase iniziale, cioè per la realizzazione di questa, ma si potrebbero trarre maggiori guadagni da essa nel periodo consecutivo alla sua realizzazione. Si può dunque affermare che i costi dovuti alla non curanza e alla non protezione dei nostri territori risulterebbero più intensi di quelli finalizzati alla creazione dell’area. Sia a livello ambientale che economico e sociale, la prevenzione e il rispetto riguardante i beni che la natura ha donato, si presentano sempre più convenienti ed efficaci rispetto alle spese per la cura che poi l’uomo dovrà andare ad applicare per risanare gli sbagli che egli stesso ha commesso.