Blucheradi

Blucheradi BluCheradi Biennale 2013-2014
Viale Virgilio,5 - 74123 Taranto -Italy

05/01/2018

CAMPO DI RICERCA: I CETACEI DEL GOLFO DI TARANTO
POLICORO 19 - 23 MARZO 2018

Il campo di ricerca è aperto a studenti e/o laureati dei corsi di laurea di biologia, scienze ambientali e scienze della natura di tutta Italia. Il numero massimo di partecipanti è 30.
5 giorni di lavoro a stretto contatto con giovani provenienti da diverse realtà, con gli esperti ed i ricercatori del nostro TEAM. Il progetto prevede 3 giornate di lavoro in mare (partenza intorno alle ore 9 e rientro intorno alle ore 15-16) salpando dal porticciolo di Marinagri (Policoro). Una volta a terra, in hotel, verranno svolti seminari di approfondimento sulla biologia, conservazione, sui metodi di ricerca utilizzati a bordo e workshop di analisi dei dati raccolti in campo.

Il coinvolgimento diretto nelle attività di campo fornisce ai partecipanti informazioni ed esperienza su:
• metodologie di ricerca visiva ed acustica;
• tecniche di fotografia e metodo della foto-identificazione;
• tecniche per condurre studi di popolazione;
• tecniche di campionamento del comportamento;
• utilizzo del personal computer e di programmi dedicati per la ricerca sui cetacei;
• utilizzo di strumentazione da ricerca come GPS (Global Positioning System) e plotter cartografico.

Il costo di partecipazione al campo di ricerca è di 350 €. Il costo comprende tutte le attività relative al campo stesso: seminari, alloggio (presso l'hotel Heraclea di Policoro), pasti, attività a bordo ed i trasferimenti da e verso il porticciolo di Marinagri.
Non comprende i costi di viaggio da e verso Policoro.

COME PARTECIPARE:
Inviare la propria candidatura ad [email protected] includendo nella stessa i seguenti dati:
o Nome
o Cognome
o Età
o Città di residenza
o Corso di Laurea (o titolo di studio conseguito)
o Motivazione per cui si desidera prender parte a questo campo di ricerca
o Precedenti esperienze in questo settore
o Recapito telefonico

Scadenza per l’invio delle candidature : 15/02/2018
Una volta ricevuta l’email di candidatura vi risponderemo il prima possibile comunicandovi l’esito della selezione.

Per ulteriori informazioni non esitate a contattarci:
Contact person - Stefano Bellomo
Email: [email protected]

01/11/2017

Richard O'Barry a Taranto per studiare i delfini dello Jonio al fianco della Jonian Dolphin Conservation

05/06/2017
Nel cuore di S.Paolo ( isole Cheradi ) Taranto - Italy
04/06/2016

Nel cuore di S.Paolo ( isole Cheradi ) Taranto - Italy

Vi aspettiamo Giovedi 16 LUGLIO  allo Yachting Club di S. Vito
15/07/2015

Vi aspettiamo Giovedi 16 LUGLIO allo Yachting Club di S. Vito

04/06/2015

Marina Rita Cuppone
3 E - Liceo Scientifico " Ferraris"


OPPORTUNITA’ LEGATE ALLA REALIZZAZIONE DI UN’AREA MARINA PROTETTA NEL LITORALE IONICO-TARANTINO

« E se il destino avverso mi terrà lontano
allora cercherò le dolci
acque del Galeso caro alle pecore avvolte
nelle pelli, e gli ubertosi campi che un dì
furono di Falanto lo Spartano. » -Orazio

Lo splendore del mare, accompagnato dai verdi campi e le lunghe coste che si disperdevano all’orizzonte erano già ben noti sin dai tempi antichi ai nostri antenati latini e greci, che cantavano le lodi della città di Taranto descrivendola come un luogo calmo e sublime, circondato dal verde che lo avvolgeva dolcemente in un miscuglio di variopinte diversità naturali. In particolare, come quanto citato sopra, Orazio, antico poeta romano, ha decantato con versi dolci ed eloquenti, in modo significativo la nostra città di Taranto, rendendo omaggio al fiume Galeso che sfocia nelle acque del mar Piccolo. Più volte si è sentito parlare della bellezza dei nostri mari, dei diversificati ecosistemi che li popolano e della loro biodiversità, non a caso la puglia e il Salento in generale sono una delle mete più ambite dai turisti europei, e non solo, in relazione alle spiagge e alla limpidezza delle nostre acque salate cristalline. Le nostre coste sono conosciute non solo per le lunghe e chiare distese sabbiose, ossia quelle che nella fascia comprendente il litorale tarantino si incontrano con maggior frequenza, ma anche per i nostri fondali che risultano da sempre essere meta di appassionati di snorkeling per scorgere le più diverse specie di animali marini. La nostra fascia costiera è dunque una che si può definire tra le più belle d’Italia per biodiversità del territorio, della flora e della fauna che le abitano. Quindi, se possediamo così tante attrazioni naturalistiche riguardanti il nostro paesaggio, come mai siamo una delle città più discriminate a livello turistico? La risposta, a parer mio, può essere ricondotta ad un solo vocabolo: valorizzare, perché è proprio la politica del valorizzare che è mancata, in tutti questi anni, nella città di Taranto. E’ proprio sulla valorizzazione che dovrebbe puntare il nostro sistema politico. La bellezza dei nostri mari è tanto esaltata e allo stesso tempo nota, eppure al giorno d’oggi incontrare dei turisti che decidono di trascorrere una vacanza sulle nostre coste è diventato quasi un lontano miraggio che sembra dissolversi nel nulla. Il tutto può essere ricondotto alla valorizzazione del nostro patrimonio paesaggistico perché proprio mettendo in risalto le bellezze che il litorale ionico tarantino offre, si può smuovere l’economia turistica e non solo. Viene spontaneo pensare alla costiera ligure, dove importanti siti turistici e balneari quali ad esempio Portofino, fanno da padrone durante tutta la stagione estiva portando tanto lavoro e tanto interesse da parte dei turisti che ogni anno si affollano per visitarla. Portofino è un area marina protetta. Una soluzione, quindi, che si può pensare di mettere in atto è quella di realizzare un’area marina protetta nei luoghi di maggior rilievo a livello ambientale facenti parte del litorale tarantino. I benefici che essa potrebbe apportare possono distribuirsi in ugual modo sia sul panorama ambientale che sul piano sociale ed economico. Taranto secondo me dovrebbe prendere spunto dalle città del Nord per cercare di smuovere l’economia in altri modi e non soltanto grazie alle assunzioni che l’importante impianto siderurgico “Ilva” mette in atto per inquinare e portare al collasso i polmoni di cittadini con un lavoro ma malati di cancro. Certo, in un luogo come Taranto, istituire un’area marina protetta sarebbe un’impresa ardua ma non impossibile. Essa porterebbe vantaggi in primo luogo al nostro ambiente, che tanto proteggiamo a parole ma che altrettanto inquiniamo e trascuriamo con i fatti. Una gestione più cosciente e razionale dell’habitat costiero e marino è pressoché fondamentale per poter utilizzare efficacemente le risorse che esso offre, conservandolo al meglio per le generazioni future che impareranno, sicuramente, a rapportarsi con maggior attenzione e riguardo nei confronti della natura, rompendo finalmente la catena del famoso “che me ne fotte a me” che per anni è rimasta attaccata, imperterrita, nelle menti degli abitanti della città di Taranto. Noi Tarantini siamo, infatti, per tradizione abituati al menefreghismo verso il prossimo e in questo “prossimo” può benissimo entrare a farne parte anche l’ambiente che ci circonda. Tramite l’istituzione di un’area marina protetta, quindi, potremmo far sì che il nostro paesaggio marino venga conservato e tutelato al meglio per molti anni, favorendo lo sviluppo e il mantenimento biologico delle specie che popolano i mari della fascia costiera ionico tarantina. I fondali potrebbero arricchire la loro biodiversità grazie ai divieti che essa impone ai pescatori e ai visitatori, proteggendo gli habitat delle specie più minacciate e vulnerabili. Ci sarebbe anche un ripopolamento delle acque della fascia presa in considerazione dall’aerea marina protetta, perché le specie in pericolo o commerciali, non essendo più nel mirino dei pescatori e delle attività umane avrebbero la possibilità di riprodursi maggiormente e con più intensa proficuità. Tutto questo è, a mio avviso, anche strettamente collegato a una rivalutazione dell’ecologia, perché proprio per mantenere intaccate le zone comprendenti l’area, si darebbe maggior rilievo alla promozione dell’uso sostenibile delle risorse utilizzate, cioè quelle risorse in grado di permettere alle stesse di rinnovarsi per non creare danni all’ecosistema. Tutte queste funzioni permettono, come già detto, il raggiungimento di alcuni benefici in campo sociale ed economico. Si possono rammentare varie attività sportive che se effettuate nel rispetto dell’ambiente, e quindi entro i canoni prestabiliti da un’area marina protetta, quali ad esempio il nuoto, lo snorkeling, l’immersione subacquea con l’autorespiratore, il surf, la barca a vela e tutti gli altri sport legati al mare, possono portare un benessere economico a comunità spesso caratterizzate da un’economia povera o in crisi, come lo è, specialmente in questo particolare momento, la città di Taranto. Ciò, favorisce la crescita dell’economia poiché fa si che venga richiesto un maggior numero di personale dedito alle attività che si vogliono svolgere per fornire un servizio di lavoro, facilitando il proliferare di attività produttive connesse al turismo orientato verso occasioni sportive e naturali. Inoltre la realizzazione di un’area marina protetta, oltre ad attirare più turisti, farebbe sorgere varie imprese connesse all’industria alberghiera come, ad esempio: campeggi, ristoranti, siti con l’offerta di visite naturalistiche, scuole educative per i ragazzi che vogliono imparare degli sport nel pieno rispetto dell’ambiente, ecc. In sintesi le opportunità che l’area regalerebbe al territorio tarantino sarebbero veramente molte e anche dalle più varie caratteristiche. E’, inoltre, scorretto ritenere che le aree marine protette ostacolino lo sviluppo economico a causa dell’imposizione di divieti ambientali che allontanerebbero i turisti; questi ultimi, infatti, cercano sempre con maggiore interesse zone pulite e meno contaminate, abbandonando località un tempo famose e, per questo, troppo frequentate e danneggiate dall’assenza di una adeguata regolamentazione. Le aree marine protette, quindi, oltre a rispondere alla sempre maggiore richiesta di un turismo responsabile, consapevole e rispettoso della natura, hanno anche la funzione di selezionare i visitatori, in quanto chi non possiede la sensibilità per una corretta fruizione dell’ambiente, come coloro che abbandonano i rifiuti ovunque o sfrecciano ad alta velocità con potentissimi motoscafi a breve distanza dalla costa, sarà automaticamente tenuto al di fuori della nostra fascia costiera, che si autoregolerà. Questa selezione che si verrà a creare farà si che il nostro territorio rimanga il più possibile pulito, rispettato e conservato, al meglio, per le generazioni future, mantenendo le peculiari caratteristiche che il litorale ionico tarantino detiene, preservandosi negli anni nelle migliori condizioni possibili. Altri benefici economici, che questa idea potrà comportare, sono legati alla regolamentazione dell’attività della pesca, che impedisce fenomeni di sovrappesca e, pertanto, il depauperamento delle risorse e della biodiversità marina dei nostri fondali. Come sappiamo, molte spiagge del nostro litorale sono spesso danneggiate e in balia dei rifiuti, tanto da essere abbandonate e dimenticate negli anni, per poi divenire mire degli interessi di un turismo irresponsabile che punta solo ad inquinare il patrimonio ambientale. Nella maggior parte dei casi, è il comune di Taranto o la regione Puglia a dover riparare i danni arrecati alle coste o a risanare e ripopolare i fondali; situazione che comporterebbe costi davvero molto alti per far si che le spiagge interessate vengano riportate alle condizioni originarie; mentre, attraverso un opera di tutela dell’ambiente marino, quale l’area protetta, si potrebbero spendere molti più soldi nella fase iniziale, cioè per la realizzazione di questa, ma si potrebbero trarre maggiori guadagni da essa nel periodo consecutivo alla sua realizzazione. Si può dunque affermare che i costi dovuti alla non curanza e alla non protezione dei nostri territori risulterebbero più intensi di quelli finalizzati alla creazione dell’area. Sia a livello ambientale che economico e sociale, la prevenzione e il rispetto riguardante i beni che la natura ha donato, si presentano sempre più convenienti ed efficaci rispetto alle spese per la cura che poi l’uomo dovrà andare ad applicare per risanare gli sbagli che egli stesso ha commesso.

30/07/2014

Il 2 e 3 agosto, la sesta edizione de "Il mare non vale una cicca?"

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26/07/2014

Sono trascorsi 19 mesi dall'inizio della Biennale BluCheradi...tanto lavoro è stato fatto ma ce ne aspetta tanto ancora :-) V.P.

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21/06/2014

Venerdì 20 Giugno conclusione del corso Advanced Open Water Diver per gli amici di Bergamo rimasti affascinati dalle bellezze dei fondali delle nostre isole Cheradi.

12/06/2014

TARANTO E LE SUE ISOLE, LE ISOLE CHERADI

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