01/04/2026
Le origini della Settimana Santa tarantina risalgono alla seconda metà del Cinquecento, quando Taranto è sotto il dominio della Corona sp****la.
Gli Aragonesi portano con sé i loro usi e costumi, compresi quelli pasquali, e nella nostra città si iniziano a celebrare i primi riti della Settimana Santa.
All'epoca non c'erano statue né processioni organizzate come le conosciamo oggi. I membri delle confraternite il Venerdì Santo mattina si recavano semplicemente in pellegrinaggio a visitare i sepolcri della Città Vecchia, ognuno con il proprio troccolante in testa che agitava quello strumento di legno dal suono caratteristico, il famoso "trac-trac".
Il problema è che di confraternite ce n'erano tante e il rumore di tutte quelle troccole insieme era tale che gli abitanti della Città Vecchia se ne lamentavano moltissimo, al punto che nel 1708 il vicario capitolare fu costretto a proibire l'uso delle troccole durante la processione del venerdì mattina.
Nel 1670 nasce la Confraternita di San Domenico in Soriano, a cui in seguito viene introdotto il culto di Maria Santissima Addolorata, e nel 1675 si costituisce la Confraternita di Maria Santissima del Carmine. Sono le due confraternite che ancora oggi, a distanza di oltre tre secoli, organizzano i riti.
La svolta arriva nel 1703 quando il patrizio tarantino don Diego Calò, marito della nobile Ippolita Imberverato, commissiona a Napoli le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata.
Una volta arrivate a Taranto vengono collocate in una ca****la gentilizia e da quel momento don Diego comincia a radunare le confraternite della città per la processione del Venerdì Santo. All'epoca sfilavano solo quelle due statue, il Gesù Morto e l'Addolorata. Gli altri simulacri che oggi compongono il corteo si sarebbero aggiunti nei decenni successivi.
Poi nel 1765 succede qualcosa che cambia tutto. Francesco Antonio Calò, discendente di don Diego e divenuto anche sindaco di Taranto, decide di donare le statue alla Chiesa del Carmine affidandole il compito di portare avanti la tradizione per sempre. Non fu una scelta casuale.
La prima processione organizzata dalla Confraternita del Carmine si svolse il 4 aprile 1765 e da quel giorno non si è mai fermata.
Sono passati più di tre secoli da quando don Diego Calò fece arrivare quelle statue da Napoli. Da allora Taranto ha attraversato guerre, crisi, trasformazioni che hanno stravolto tutto.
Ma ogni anno, puntualmente, i confratelli si vestono, si incappucciano, si tolgono le scarpe e camminano per le strade della città con lo stesso passo lento dei loro padri e dei padri dei loro padri.
E Taranto si ferma ad ammirarli, come fa da sempre.