01/09/2019
La storia della nostra bellissima sirena
Quasi tutti conoscono la Sirena di Taranto, Skuma (Schiuma), la cui storia è stata trascritta per la prima volta da Giuseppe Gigli che, tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 la tradusse dal dialetto in italiano colto.
Non tutti però conoscono il doppio finale...la leggenda narra di una giovane coppia di sposi, lui marinaio, lei di una bellezza "deliziosa".
Lui era spesso in navigazione e lei cedette alle "lusinghe" di un signorotto (gli mise le corna😖). Quando lui tornò, venne a sapere della scappatella e fece finta di perdonarla...con una scusa la portò a fare un giretto in barca e la fece cadere giù in alto mare nella speranza di ucciderla, insomma, l'aveva presa con filosofia 🤔.
Lei però non annegó, anzi venne salvata dalle sirene che proprio nei pressi delle isole Cheradi avevano dimora e diventò una di loro.
Una notte, però, fu lui che stava annegando, sportosi troppo dalla nave su cui era imbarcato perché attratto dal canto delle sirene.
Indovinate un po' chi lo salva?
Skuma...lei perdona lui per il tentato omicidio, lui perdona lei per le corna e si ritrovano nuovamente innamorati.
Tutto ok se non fosse che lei ora aveva la coda😅.
Allora lui va da una strega che gli dice che per liberarla serve un fiore che cresce nel giardino delle sirene, allora Skuma dice al marito di vendere tutti gli averi e gettare le monete d'oro ricavate (assieme ai gioelli che l'amante le aveva regalato) in mare.
Così fa e le sirene, attratte dal luccichio dell'oro e dei gioielli si allontanano dal giardino, così Skuma può rubare il fiore.
Proprio in quel momento si alza un'onda enorme che uccide tutte le sirene (creando così la "Secca delle Sirene", l'improvviso innalzamento del fondale marino davanti alle Cheradi) e porta, sani e salvi i due innamorati a riva...
Arcangelo Valente, però, ha raccolto una versione alternativa della storia, dove assieme alle sirene, muore pure lui e lei per disperazione si fa monaca 😥.
Pare che proprio da questo finale sia nata la storia che di notte il fantasma di Skuma vestita da suora si aggiri ancora lungo la costa in cerca del marito ed, addirittura, sembra che proprio da questa leggenda deriverebbe il nome di una delle torri abbattute del Castello Aragonese: la Torre della Monacella.
Testi a cura di Silvia Quero dal gruppo Delizie Tarantine - foto di