17/08/2025
Il 23 luglio 1944, durante la seconda guerra mondiale, la linea del fronte fra gli alleati e i nazisti passò da qui. Ci furono scontri ed eccidi terribili da parte dei nazisti nei confronti di civili e alleati. Villa Moris fu occupata dai tedeschi perché la sua torre consentiva di sorvegliare le zone circostanti. Nelle cantine erano nascoste decine di giovani, fra cui mio padre, che mi raccontava la loro angoscia nel momento in cui le candele iniziavano a spegnersi per la mancanza di ossigeno. La nostra casa fu pesantemente bombardata. Questa è una zona di resistenza, dove la memoria è un valore tuttora molto presente e sentito. Per 80 anni, dalla fine della seconda guerra mondiale, abbiamo ripetuto "mai più guerre, mai più olocausto". Dal 1945 i Paesi occidentali hanno lavorato alla costruzione di istituzioni e leggi internazionali per la difesa della pace e della democrazia, a cui Israele si sottrae sistematicamente dall'anno della sua fondazione, il 1948. Ha deportato e ucciso centinaia di migliaia di palestinesi distruggendo o occupando le loro case. Come cittadini che credono nella democrazia, nella pace, nella protezione degli oppressi non accettiamo e non sopportiamo il genocidio della popolazione di Gaza. Bombe su case, ospedali, scuole, moschee, chiese, sterminio indiscriminato di giornalisti, sanitari, cooperanti e poi civili, in particolare bambini, in streaming, minuto per minuto come mai era avvenuto nella storia e con l'avallo della comunità internazionale che fornisce armamenti a Israele, uso della fame e della privazione di cure e farmaci come arma di guerra, uccisioni ai punti di distribuzione "aiuti" nella più totale indifferenza dei governanti dei nostri Paesi sono cose che non possiamo fisicamente ed emotivamente sopportare. Per questo abbiamo aderito alla rete del BDS (boycott, divest, sanction) e siamo diventati uno SPLAI (spazio libero dall'apartheid israeliana). È un piccolo segnale della nostra immensa solidarietà al popolo palestinese.