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Struttura di proprietà del CAI Brescia con relative tariffe e sconti ai soci.
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Tariffe CAI 2022 in mezza pensione bevande escluse:
-55€ non soci CAI
-47€ soci CAI
-41€ soci CAI giovani (fino 25 anni)
bambini e gruppi da concordare.
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100 posti letto, suddivisi in alcune camere da 2-4-6-8 posti e cameroni da 20 e più letti distribuiti tra primo e secondo piano.
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Servizi igienici al piano ter
ra e primo piano.
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Sala da pranzo con 60 posti.
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Tavoli all'aperto gratuiti per circa 50 posti.
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Possibilità di pranzare all'aperto
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Locale docce.
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locale deposito attrezzatura con asciugatore elettrico per scarponi.
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NON SI ACCETTANO ANIMALI ALL'INTERNO DELLA STRUTTURA
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WI FI non disponibile ( traffico dati limitato e per questo non disponibile ai visitatori/ospiti. )
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Linea telefonica mobile windtre all'esterno del rifugio.
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Servizio di telefono fisso.
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Locale invernale sempre aperto durante il periodo di chiusura con 6 posti letto.
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Gran parte delle stanze sono state rinnovate nell'estate 2021.
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Pur trovandosi nel territorio comunale di Edolo, l'accesso principale al rifugio avviene dal paese di Temu' lungo la val D'Avio, percorrendo 2 km di sterrato fino al parcheggio di malga caldea -1584mt. Da li circa 3 ore di cammino su percorso segnalato senza difficoltà tecniche.
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cenni storici:
Costruito tra il 1892 e il 1893 dal Cai sezione di Brescia, fu inaugurato nel luglio 1894, ampliato nel 1912 ,nel 1915 fu requisito dal ministero della guerra vista la sua vicinanza al confine con l'impero Austroungarico e trasformato in comando militare . Attorno a lui sorse una vera e propria cittadella in quota in grado di ospitare centinaia di alpini che furono tristemente protagonisti nelle grandi battaglie sui ghiacciai del gruppo Adamellino. Nel dopoguerra i resti del vecchio ospedale militare (infermeria D.Carcano) furono ristrutturati ed adibiti anch'essi a rifugio ,portando cosi le strutture ricettive a 2 distinti rifugi. Negli anni '50, causa la costruzione della diga del Venerocolo che andò a formare il bacino artificiale omonimo, il rifugio storico ,il secondo rifugio e tutto quello che restava della grande guerra furono abbattuti ( tranne la chiesetta dedicata ai caduti edificata dagli alpini nell'autunno nel 1917 ) e fu costruito il nuovo rifugio (attuale struttura) inaugurato nel luglio del 1959. Il primo gestore fu Martino Zani, dal 1970 al 2000 vide la gestione della famiglia Faustinelli-Menici. Dal 2001 è gestito dalla guida alpina Odoardo Ravizza di Villa Dalegno (Temù).