03/08/2026
Prima di piegare il mondo in uno schermo, qualcuno lo aveva allungato su quasi sette metri di pergamena.
La Tabula Peutingeriana non assomiglia alle mappe che teniamo in auto o sul telefono. È una striscia lunghissima e schiacciata, dove il territorio non è disegnato per sembrare realistico: è organizzato per far capire come ci si muoveva da un punto all’altro.
Il suo scopo era mostrare il sistema delle strade, le città, le stazioni e le distanze legate al cursus publicus, il servizio di comunicazione dell’Impero romano. Non era quindi una carta da consultare per orientarsi guardando montagne, fiumi e proporzioni precise. Era più vicina a un grande schema dei collegamenti: l’importante non era la forma del mondo, ma il percorso che lo attraversava.
Ed è proprio qui che la mappa diventa sorprendente. Una carta geografica moderna cerca di rispettare le distanze e la posizione dei luoghi; questa, invece, comprime e allunga lo spazio per mettere in fila le informazioni utili. Roma e le altre città diventano tappe dentro una rete, quasi come caselle lungo un itinerario enorme.
Quello che vediamo oggi, però, non è l’originale romano. Il manoscritto conservato a Vienna è una copia medievale su pergamena, databile alla fine del XII secolo, intorno al 1200. È arrivato fino a noi diviso in 11 segmenti, che insieme formano un pezzo lungo circa 6,8 metri.
Ma anche questo numero nasconde una piccola perdita. Secondo le ricostruzioni, il modello antico doveva comprendere un dodicesimo settore occidentale, andato perduto. Gli 11 segmenti sono dunque quelli rimasti, non necessariamente l’intera mappa che un tempo esisteva.
La sua conservazione a Vienna è quasi un paradosso: una rappresentazione del mondo romano è sopravvissuta grazie a una copia medievale, ed è oggi custodita dalla Biblioteca Nazionale Austriaca. Non abbiamo davanti una fotografia dell’Impero, ma la traccia di come qualcuno voleva renderlo leggibile.
Per questo chiamarla “Google Maps romano” può aiutare a immaginarla, ma solo fino a un certo punto. Non dava indicazioni in tempo reale e non accompagnava il viaggiatore passo dopo passo. Mostrava qualcosa di più grande: la rete che permetteva a un impero enorme di restare collegato.
E forse la parte più incredibile è questa: il mondo romano non è arrivato fino a noi soltanto attraverso statue, rovine e monumenti. È sopravvissuto anche come una lunga linea di strade, nomi e distanze, arrotolata nella memoria della pergamena.
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 6,8 metri circa: la lunghezza dei segmenti conservati
👉 11 segmenti: quelli rimasti della copia medievale
📚 Fonti: unesco, national library