16/04/2026
A Termoli esiste un vicolo largo 34 cm. Ci passi di fianco.
Non è una crepatura nel muro. È una strada. Ha un nome, una storia, una lunghezza precisa: 7,88 metri. Si chiama 'A Rejecelle, ed è il vicolo più stretto d'Italia.
Stà nel Borgo Antico di Termoli, in Molise. Un dedalo di case bianche affacciate sull'Adriatico, costruito secoli fa sopra uno sperone di roccia. Tra vico 2° Castello e via Campolieti, due pareti di tufo si avvicinano fino a schiacciarsi a 34 centimetri.
Per passarci devi ruotare le spalle. Non è una metafora.
Le pareti non sono dritte: salgono curvilinee, si stringono ancora verso l'alto, fino a toccare meno di 30 cm in cima. Come imbuto rovesciato. L'ingresso dal lato di via Campolieti è coperto per 3,30 metri — tavole, travi, pietre, mattoni — un soffitto basso a 1,77 metri che trasforma il vicolo in un tunnel.
Fu costruito così di proposito. Durante guerre e dominazioni, serviva per spostarsi senza essere visti. Un corridoio tattile tra le case, abbastanza stretto da far passare un adulto magro e nessun soldato con l'armatura.
Aspetta. Perché si chiama così?
Il nome arriva direttamente dall'occupazione napoleonica del 1799. I soldati francesi chiamavano le strade 'rue'. I termolesi storpiarono il suono in dialetto, e il vicolo divenne 'A Rejecelle — letteralmente 'la stradina'. Un vicolo così stretto che non trovò mai un nome italiano: rimase in francese bastardizzato per duecento anni.
Il primato è conteso da Ripatransone, nelle Marche, che misura 36 centimetri. Due centimetri di differenza. Termoli vince di misura, e lo vince con una storia che Ripatransone non ha.
Un vicolo nato dalla guerra, battezzato da un'occupazione straniera, dimenticato per secoli dentro un borgo che quasi nessuno conosce. In Molise.
In breve:
Il vicolo 'A Rejecelle a Termoli è il più stretto d'Italia: 34 cm nel punto più sottile, 7,88 m di lunghezza
Fu costruito per spostamenti segreti durante guerre e dominazioni; l'ingresso è parzialmente coperto da travi e pietre
Il nome viene dal francese 'rue', storpiato dai termolesi durante l'occupazione napoleonica del 1799