Casa Vacanza sul Vesuvio " Il Vigneto"

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12/02/2024
25/11/2023
25/11/2023

" Nessuno sa cosa abbiamo fatto insieme io e i napoletani, da soli contro tutti… Lo sappiamo solo io e i napoletani.  Qualsiasi cosa dicano, io resterò sempre Diego il napoletano"

22/11/2023

Accadde oggi 22 Novembre un San Paolo pienissimo,& il racconto di Yaya Toure: “Ci sono posti in cui vai una volta e basta… e poi c’è Napoli. La mattina andammo a fare riscaldamento al San Paolo, Carlos (Tevez) mi parlava di questo stadio, ma io che ho giocato nel Barça mi dicevo, che sarà mai! Eppure quando misi piede su quel campo sentii un qualcosa di magico, di diverso. La sera quando ci fu l’inno della Champions, vedendo 80.000 persone fischiarci mi resi conto in che guaio ci eravamo messi! Qualche partita importante nella mia carriera l’ho giocata, ma quando sentii quell’urlo fu la prima volta che mi tremarono le gambe! Bene, fu li che mi resi conto che questa non e’ una solo squadra per loro, questo e’ un amore viscerale, come quello che c’è tra una madre ed un figlio! Fu l’unica volta che dopo aver perso rimasi in campo per godermi lo spettacolo!

Il Napoli non è solo una squadra di calcio, è lo stato d’animo di una città” ed è qualcosa di vero perché solo chi vive i problemi di tutti i giorni può veramente apprezzare le gioie che una città piena di contraddizioni come la nostra ci sa regalare.
Tourè ha fatto un regalo grandissimo ad un popolo che a queste parole non è abituato. Ieri, al TG1, nell’intervista di Cavani è stato evidenziato il fatto che ad Edi piacerebbe giocare con Balotelli non quando dice che gli piace vivere a Napoli e che vive benissimo qui, no. Perché questo è quello che l’Italia, il resto dell’Italia, non vuole dire. Per paura, per retaggio culturale. Per un qualcosa che ormai cercare di spiegare è superfluo visto che Napoli è più che una città, “Va oltre ogni classifica” come dice Erri De Luca e allora grazie Yaya perchè hai affrontato il mostro del San Paolo come uomo di grande onore, De Crescenzo dice “Chi Io sa come è Napoli veramente. Comunque io certe volte penso che anche se Napoli, quella che dico io, non esiste come città, esiste sicuramente come concetto, come aggettivo. E allora penso che Napoli è la città più Napoli che conosco e che dovunque sono andato nel mondo ho visto che c'era bisogno di un poco di Napoli”,

18/11/2023

Dal profilo IG di Stefan:

..."quando seppi che mi avevano venduto al Napoli non volevo manco dirlo a mia moglie. I mass media, infatti, danno un'immagine distorta della città.

Quando poi glielo dissi, lei mi minacciò: "Ci vai da solo, io laggiù non ci vado".

La decisione, tuttavia, spettava a me e decisi di andare.

Quando fui ceduto al Torino, mi colpì una frase di mio figlio: "Papà, io non voglio andare lì, Napoli non la lascio".

Anche la mia ex moglie affermò: "Io non torno lassù".

Mi viene in mente il film Benvenuti al Sud solo che a me è accaduto tuttp davvero...

Grande Stefan Swock

Ti vogliamo sempre bene. Torna SEMPRE a trovarci, sarai il benvenuto!!



14/11/2023

«Quando si stava per avvicinare il momento dello scudetto, l'allenatore ci ha mandato un lungo messaggio emozionante. Non è nato a Napoli ma sapeva tutto di questa città, del club e delle sue tradizioni. Ci ha evidenziato cosa avesse potuto significare vincere uno scudetto qui. Ci ha fatto ve**re la pelle d'oca. Io non avevo mai vinto un trofeo e fu un punto di svolta. Da quel momento in poi affrontammo ogni gara dando il massimo proprio dopo quelle parole di Spalletti».

Sulla partita contro la Juventus del 23 aprile, vinta per 1-0 col gol di Raspadori.

«Nell'intervallo ci fece alzare tutti in piedi, ci guardò negli occhi e ci disse di aver allenato più di mille partite ma di non aver mai vinto un trofeo. Ci disse che non voleva essere ricordato come l'allenatore senza trofei così come noi giocatori non volevamo essere ricordati come quelli che non avevano vinto nulla. Ci disse che avevamo un'opportunità per cambiare la nostra vita, di scrivere il nostro nome nei libri di storia. Ci disse: vincete questa partita e quando torneremo all'aeroporto capirete quello che vi sto dicendo»

( All'aeroporto, quella notte, c'erano diecimila tifosi).

Tenere sul pezzo un gruppo, farlo sentire motivato, entrargli nella testa prima che nelle gambe, è un lavoro sottile e fondamentale.
Spalletti vinse anche per questo. Per questa sua capacità.

Indirizzo

Via Vicinale Lavarella
Terzigno
80040

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