13/03/2018
https://www.facebook.com/gentilinipertreviso/posts/1700475983352328
TUTTI GLI ENTI ISTITUZIONALI SI SCARICANO LE PATATE BOLLENTI TRA DI LORO; QUALCUNO NE APPROFITTA PER METTERSI IN MOSTRA FACENDO DA GUIDA,
QUALCUN'ALTRO FA FINTA DI NIENTE E ALTRI NE TRAGGONO GUADAGNI...MA DI SICURO I CITTADINI TREVIGIANI NE PAGHERANNO LE CONSEGUENZE.
Oggetto: Interrogazione ai sensi degli artt. 25 e 26 del
Regolamento del Consiglio Comunale.
Sinti in via Bindoni.
Premesso che:
- abbiamo appreso dalla stampa odierna che ieri una famiglia Sinti è stata sgomberata con il loro Camper da un terreno situato nel Comune di San Martino di Lupari e subito sistemata in un alloggio di proprietà dell’ATER situato in via Bindoni a Treviso, con la modalità dell’emergenza abitativa;
Considerato che:
- ci siamo attivati immediatamente per capire la reale situazione incaricando una persona di fiducia ed esperta di alloggi ERP ad eseguire un sopralluogo in via Bindoni;
- abbiamo avuto dai nuovi inquilini diverse informazioni: a) l’assegnazione è avvenuta in accordo tra il Comune di S. Martino di Lupari e il Comune di Treviso (comune quest’ultimo dove i nomadi hanno la residenza) con l’assistenza e supervisione della prefettura di Padova e di Treviso; b) il terreno dal quale è stata sgomberata la famiglia Sinti è di loro proprietà;
- il terreno è costato agli stessi la somma di 40.000,00 euro
- l’abitazione assegnata in via Bindoni è al limite della collabenza e non è idonea ad essere abitata.
Per quanto premesso e considerato i sottoscritti consiglieri comunali, interrogano il Sindaco e l’Assessore di competenza, in merito alle sotto riportate domande:
1. Se risulta veritiera la dichiarazione degli assegnatari di essere residenti nel comune di Treviso; in caso di risposta affermativa si chiede di conoscerne l’indirizzo.
2. Se risulta veritiera la dichiarazione che il terreno sgomberato sia di loro proprietà; in caso di risposta affermativa si chiede di sapere se il Comune di Treviso abbia fatto tutti i controlli del caso per accertare se esiste o meno l’indigenza.
3. Come mai un alloggio non abitabile di proprietà ATER sia nella disponibilità del Comune di Treviso e per quali motivi esso sia stato assegnato ancorché non abitabile.
4. Se oltre all’alloggio oggetto dell’assegnazione ve ne siano altri di non abitabili in via Bindoni o in altri siti del territorio comunale di Treviso che risultino nella disponibilità del Comune stesso; in caso di risposta affermativa con quali modalità e condizioni l’ATER di Treviso ne ha concesso la disponibilità.
Treviso, lì 13 marzo 2018.
I Consiglieri comunali
Giuseppe Basso (Lista Gentilini)
Sandro Zampese (lega Nord – Liga veneta Gentilini)
ARTICOLO:
Arrivano i sinti, protesta in via Bindoni Due roulotte fra gli alloggi Ater dopo lo sgombero da Padova,
vicesindaco Grigoletto costretto alla trattativa con i giostrai
I giostrai arrivano con due roulotte nelle case Ater di via Bindoni, dopo essere stati sfrattati dal campo nomadi di San Martino di Lupari, e scoppia il caos. Da un lato i residenti, che appena vedono la carovana escono in strada e, pur senza alzare le barricate, mostrano ai vigili (che da San Martino di Lupari hanno scortato i giostrai) tutto il loro disappunto. Dall’altra parte i giostrai stessi, infuriati con il Comune: i servizi sociali avevano promesso un alloggio “di sgancio”, cioè di emergenza, ma le case Ater a loro destinate non sono abitabili (manca tutto: acqua, energia elettrica, gas, infissi). In mezzo, il vice sindaco Roberto Grigoletto, impegnato ieri sera in una complicatissima trattativa per trovare una soluzione senza scontentare nessuno. La vicenda è anche un incidente diplomatico fra i servizi sociali di Treviso e San Martino di Lupari: i giostrai sono arrivati nella Marca perché la famiglia Cavazza risulta residente a Treviso. Ma la polizia locale non era stata informata. Ieri sera un’ora di faccia a faccia con i giostrai, di etnia sinti («Non chiamateci “rom”: siamo italiani con le giostre» spiegano loro) si è chiuso con il permesso di rimanere in via Bindoni con le roulotte parcheggiate sulla pubblica via finché gli operai del Comune, stamattina, non abbatteranno il muretto dell’alloggio Ater a loro
destinato, in modo da parcheggiare i mezzi all’interno del giardino eliminando il disagio ai residenti. Insomma, un rompicapo che ieri sera è stato risolto solo in parte. Grigoletto ha dovuto sudare sette camicie per convincere non solo i cinque sinti arrivati dal Padovano, ma anche i numerosi parenti e amici che li hanno
raggiunti per fare pressione sul vice sindaco. I residenti sono stati convinti (relativamente) in fretta: «Non siamo contenti - spiega una coppia - ma ci hanno promesso che almeno sposteranno le roulotte». La discussione con i sinti è stata vivace, a tratti tesa. «Tra i giostrai arrivati c’è una famiglia con tre minori, l’obiettivo è tutelare i bambini»,
spiega Grigoletto, che per placare le polemiche con i residenti aveva proposto ai giostrai anche una sistemazione temporanea in albergo (rifiutata). «Hanno accettato di dormire in roulotte finché Ater non sistemerà l’alloggio», continua Grigoletto, «con i residenti sono sicuro che non ci saranno problemi». Gli stessi protagonisti della
vicenda dopo l’accordo raggiunto hanno spostato i loro mezzi per non dare fastidio agli altri residenti. Ma hanno più volte sottolineato di volere gli alloggi pronti subito: «Abbiamo bambini piccoli» spiega uno dei giostrai «non possono dormire sempre in roulotte. A San Martino di Lupari avevamo comprato il terreno e ci hanno sfrattati senza
un motivo. Ci hanno spediti qui e ci troviamo in una casa senza acqua, luce, riscaldamento. Senza porte e finestre. Siamo esseri umani pure noi». Stamattina nuovo capitolo della vicenda, con l’impegno del Comune ad abbattere il muretto e a rendere abitabile l’appartamento. Andrea De Polo
fonte :la tribuna di treviso