22/06/2026
Cara Susanna
Ho letto ciò che hai scritto sul Corriere di stamattina, penso meglio di quanto tu sostenga di aver letto il testo del ddl 1552 in modifica alla 157/92. Legge che a differenza tua, io e tutti coloro che possiedono una licenza di caccia non ci siamo limitati a leggere, abbiamo dovuto studiarla, per superare un esame.
Purtroppo non esistono esami da superare prima di parlare di caccia, è piuttosto evidente dalle sciocchezze che girano in questi giorni.
Ti sei posta una giusta domanda:
perché questa legge?
Hai provato a risponderti, ma non ci sei riuscita perché guardavi nella direzione sbagliata, quella dei cacciatori.
Lascia che ti aiuti.
Hai detto bene, noi cacciatori non rappresentiamo più un bacino di voti alettante, lo dimostra il fatto che la sinistra ci abbia abbandonato, lasciando orfani politici quanti di noi, nonostante le boutades grottesche di questi giorni, proveranno a tapparsi il naso anche alla prossima tornata elettorale. Sempre meno, ma pazienza, i voti a cui puntano sono quelli degli anticaccia, degli animalisti da salotto, degli ambientalisti d’accatto o dei vip pronti a salpare per l’Isola dei Famosi.
Non è nemmeno la nostalgia di un conservatorismo che giustamente sostieni, si rifletta in altro. No. Hai ragione. Allora perché?
Qualche anno fa eravamo tutti incantati a guardare le proteste degli agricoltori, ricordi quando sfilavano sui trattori?
Sembravano un esercito di eroi in marcia, l’orgoglio rurale della classe produttrice del paese! Erano bellissimi.
E le lamentele dei consumatori, delle famiglie, per l’aumento dei prezzi di frutta e verdura, le avrai sentite anche tu "sembra di entrare in gioielleria, non al supermercato" hai presente, Susanna?
Hai idea di quanto valga il comparto agricolo? Quanta gente coinvolga, quanti voti rappresenti in Italia? In qualsiasi paese per la verità, ma nel resto d’Europa non si sognano di muovere simili polveroni per una legge fatta a tutela di chi ci dà da mangiare.
Ecco, ora rileggiti il ddl 1552, ma invece di pensare ai cacciatori, pensa agli agricoltori, ai contadini, agli allevatori, a chi vive in ambienti rurali, pensa a chi produce e chi compra quei prodotti, cioè tutti. Compresa te. Vedrai, sarà tutto chiaro.
Domandati come mai, stambecco no, ma oca selvatica e piccione sì.
Rendendoli cacciabili si abbassa la quantità di prelievo durante i piani di controllo firmati dalle Regioni a tutela delle attività umane, cioè quando la caccia è chiusa, cioè quando nidificano.
Lascio ai tecnici, agli scienziati, agli esperti, spiegarti quante sciocchezze hai scritto sulla zoologia, la biologia e la gestione faunistica. Forse per ingenuità, forse perché anche tu stai cercando di cavalcare un’onda di popolarità che più che ideologica, mi sembra strumentale.
Perché quando a qualcosa ci tieni, quel qualcosa lo conosci.
Guarda il resto d’Europa, guarda come funziona in Francia, in Germania, in Austria.
Per rispondere solo ad alcune delle “ingenuità” che hai scritto, in ordine sparso:
No, la migrazione non verrà compromessa, esiste un calendario venatorio che lo impedisce, stabilendo tempi, modi e luoghi.
I richiami vivi ci sono sempre stati, esiste una legge contro i maltrattamenti animali e se vuoi porre dei limiti allora è giusto li abbia anche chi colleziona canarini
Si spara di notte ad animali notturni, hai voglia a trovarli di giorno. E si usano visori per non sbagliarsi, non fare feriti ed evitare incidenti.
Usignolo, cince, passeri che citi non sono cacciabili, come i gabbiani che a te non piacciono, ma dici che il compito di gestirli spetta ad Ispra. Che a proposito, viene tirata in ballo in una presunta delegittimazione, ma non sta facendo campagne mediatiche per sabotare questo ddl. Se fosse come dite, sarebbe strano, no?
È strano anche che per te (e per tante altre anime sensibili) sia perfettamente lecito usare cani in difesa delle greggi, esponendoli al rischio di ve**re feriti, uccisi o di uccidere a loro volta, come se questo fosse più etico e naturale che delegare un essere umano, consapevole e consenziente di fare altrettanto.
Stendo un velo pietoso sulla tua chiusura, con l’appello al Santo Padre, il Papa. In cui tiri in ballo persino San Francesco a forza di argomentazioni tanto deboli, ma ti ricordo, che anche noi cacciatori abbiamo un santo.
Come tutti i peccatori.