30/08/2026
Certo — ecco una versione in italiano, pensata come post:
Santa Caterina, una piccola testimonianza medievale alle porte di Triora
Se visiti Triora, con una piacevole e facile passeggiata puoi raggiungere i resti della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, costruita alla fine del XIV secolo.
Tra le rovine si conserva ancora una straordinaria iscrizione latina del 1390. Nonostante il tempo, l’erosione e alcune parti intenzionalmente scalpellate nei secoli successivi, il testo racconta la fondazione della chiesa, chi ne finanziò la costruzione e le indulgenze concesse a chi la visitava e la sosteneva.
La ricostruzione e la traduzione dell’iscrizione sono state realizzate con l’aiuto di ChatGPT, confrontando le parti ancora leggibili sulla pietra con il testo riportato sul pannello informativo presente sul posto.
In italiano, l’iscrizione può essere ricostruita così:
Nell’anno 1390 della Redenzione, nella tredicesima indizione, fu iniziata e quindi portata a compimento questa Casa del Signore, a spese di Antonio Capponi, figlio del fu Oberto. Fu dedicata a Dio, alla Santissima Trinità e a Santa Caterina.
Si tramanda che la prima pietra fu posta nel quarto venerdì di novembre. Giacomo, detto vescovo Sualense, concesse indulgenze a coloro che visitavano e sostenevano questa chiesa, come attestato da una lettera scritta di suo pugno.
In seguito il cardinale Bartolomeo, per mandato di papa Bonifacio IX, vescovo di Roma, la dotò di numerosi doni e grazie, come riportato nella sua iscrizione.
Queste cose io, Manuel Sardus, notaio, ho scritto.
È affascinante pensare che, più di 630 anni dopo, possiamo ancora leggere sulla pietra la storia della nascita di questo piccolo luogo di culto.
Se passate da Triora, vale la pena allontanarsi per un po’ dalle vie del borgo e raggiungerlo a piedi: una breve passeggiata, un rudere immerso nella natura e qualche riga di pietra che arriva direttamente dal Medioevo.