29/04/2026
Quel simbolo di Torino fu per 19 anni la struttura in muratura più alta del mondo — e quasi nessuno lo sa.
Non un grattacielo di acciaio. Non una torre moderna. Mattoni. 167,5 metri di mattoni impilati senza un'armatura in acciaio, senza travi, senza supporti metallici. Solo muratura piena, spinta verso l'alto da un architetto che aveva deciso di non fermarsi più.
Siamo a Torino, 1863. La Comunità Israelita torinese vuole una sinagoga e ingaggia Alessandro Antonelli. Il progetto iniziale prevede 47 metri di altezza — una dimensione ragionevole, contenuta, rispettosa del budget. Antonelli accetta, annuisce, e poi comincia ad alzare.
Prima 47 metri diventano 113. Poi 113 diventano qualcosa che la Comunità non aveva né ordinato né voluto pagare. I costi esplodono, i finanziamenti si fermano, e nel mezzo del cantiere il Comune di Torino compra tutto — il progetto, i debiti, l'ambizione di un uomo che non sapeva fermarsi.
Il 10 aprile 1889, la Mole Antonelliana viene inaugurata a 167,5 metri. È la struttura in muratura più alta del mondo. Non d'Europa — del mondo intero. Nessuna costruzione in mattoni aveva mai raggiunto quell'altezza. In cima, una stella a 12 punte di 2,4 metri di diametro.
Aspetta. Dieci giorni dopo l'inaugurazione della Mole, a Parigi apre la Torre Eiffel. Ma quella è in ferro battuto — un gioco diverso, un materiale diverso, una categoria diversa. Nel confronto tra strutture in muratura, Torino era sola al mondo.
Il record resse 19 anni. Lo scalzò nel 1908 il Philadelphia City Hall, negli Stati Uniti. Vent'anni di mattoni torinesi in cima al mondo, poi silenzio — e nessuno ne ha più parlato.
La sinagoga che non fu mai sinagoga, il record che nessuno ricorda, i 167,5 metri che ancora oggi si vedono dall'autostrada: la Mole Antonelliana non è solo un museo del cinema. È la prova che Torino, per quasi due decenni, aveva costruito la cosa più alta del mondo — a mani n**e.
In breve:
La Mole Antonelliana (167,5 m) fu dal 1889 la struttura in muratura più alta del mondo
Nacque come sinagoga commissionata dalla Comunità Israelita torinese nel 1863, ma il Comune la rilevò a metà costruzione
Il record durò 19 anni: nel 1908 il Philadelphia City Hall la superò