21/10/2026
Quando manca una rete di cura, sono soprattutto le donne a ridisegnare il proprio tempo. Anche quello dedicato al lavoro.
Nelle famiglie con figli minori, la madre è indicata come figura di riferimento per la cura nel 91% dei casi.
E quando la rete di sostegno non è sufficiente, le conseguenze possono riguardare anche la vita professionale e personale: tra le donne che si sono trovate in difficoltà nella gestione dei figli, il 56% ha ridotto o sospeso l’attività lavorativa, mentre l’81% ha rinunciato o rimandato impegni personali.
Sono alcuni dei dati che emergono da “Lavoro di cura domestico | Genitori senza rete”, la ricerca realizzata da Ipsos Doxa per Nuova Collaborazione.
Numeri che mostrano quanto la conciliazione tra famiglia e lavoro sia strettamente legata alla disponibilitĂ di una rete di cura e possa incidere sul tempo, sulle opportunitĂ professionali e sulle possibilitĂ di scelta delle donne.
Per Nuova Collaborazione, riconoscere il valore del lavoro di cura significa anche contribuire a costruire una rete di supporto piĂą solida: una rete in cui responsabilitĂ familiari, servizi accessibili e lavoro domestico professionale, riconosciuto e tutelato possano integrarsi.
Perché una rete di cura più forte può aiutare le famiglie a distribuire meglio le responsabilità e creare condizioni più favorevoli alla conciliazione tra cura, vita personale e lavoro.
Con vogliamo partire dai dati per rendere visibile il valore della cura e le conseguenze che la sua organizzazione può avere sulla vita delle persone.