28/05/2026
6,6 milioni di persone rinunciano ai figli che desiderano.
È uno dei dati più significativi emersi dal Rapporto Annuale 2026, che fotografa un Paese alle prese con una natalità ai minimi storici: nel 2025 le nascite si fermano a 355 mila e il numero medio di figli per donna scende a 1,14.
Dietro questi numeri non c'è solo una mancanza di desiderio di genitorialità: milioni di persone dichiarano di aver rinunciato ai figli a causa di ostacoli economici, lavorativi e familiari.
Tra questi, pesa anche il tema della cura. L'Istat rileva che 763 mila persone indicano tra le ragioni della rinuncia la necessità di assistere genitori anziani. Nelle coppie in cui entrambi lavorano, inoltre, le donne continuano a farsi carico del 68,9% del lavoro familiare totale, mentre il loro tasso di attività resta fermo al 58,8%, contro il 71,2% della media europea.
Sono dati che mostrano quanto natalità, occupazione femminile e organizzazione della cura siano strettamente intrecciate.
Per affrontare la sfida demografica è necessario riconoscere il valore del lavoro di cura e sostenere concretamente le famiglie nella gestione dell'assistenza a bambini, anziani e persone non autosufficienti. Perché la possibilità di costruire una famiglia passa anche dalla possibilità di non essere lasciati soli nella gestione dei carichi familiari.
🔗 https://www.istat.it/produzione-editoriale/rapporto-annuale-2026-la-situazione-del-paese/